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POLITICA

Ferraro al Parlamento Europeo: intervento sulla cooperazione e partenariato nel Mediterraneo

L’avvocato crotonese in trasferta nell’ambito del Meeting Internazionale dal titolo Roma Città della Pace

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Lunedì 17 Luglio 2017 - 11:0

riceviamo e pubblichiamo:

Ieri13 luglio presso la Rappresentanza in Italia del Parlamento Europeo,  a Roma,   l’avvocato crotonese Federico Ferraro  nell’ambito del Meeting Internazionale dal titolo Roma Città della Pace, giunto quest’anno alla II Edizione ha relazionato sul "Progetto dell'Unione Europea per la tutela delle minoranze culturali- religiose nell'area euro-mediterranea . Per l'occasione ha presentato   il volume sulla tutela dell’identità culturale e religiosa nell’Unione Europea di oggi.  Durante il tavolo di lavori sono state illustrate  le progettualità delle Istituzioni comunitarie per la soluzione e la prevenzione delle discriminazioni culturali, etniche e religiose. All’incontro hanno preso parte anche  Consigliere di Legazione Nicola Bazzani  per il Ministero degli Affari Esteri  e la Cooperazione Internazionale, il Rappresentante in Italia della Commissione Europea Dott. Vittorio Calaprice.   Presenti anche il Cappellano di Montecitorio S.E. Mons. Lorenzo Leuzzi vescovo ausiliare  ed  il Preside della Facoltà di Economia dell' Università Niccolò Cusano.   L’autore si è soffermato  ad analizzare la legislazione europea ( dal Trattato di Amsterdam alle Direttive comunitarie, fino al Trattato di Lisbona) e sugli organismi istituiti per tutelare il diritto di libertà religiosa e di coscienza, tutti protesi a bandire ogni discriminazione a riguardo. Tra gli interventi vengono esaminati in maniera critica , nella genesi e nei contenuti, la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali ( CEDU) e la Carta dei diritti fondamentali dell’UE ( Carta di Nizza) . Segue l’analisi della tutela in sede giudiziaria, presso la Corte di Giustizia dell’UE. Nello specifico della normativa, caratterizzata dai vari sistemi di rapporto e dagli accordi come le intese, dei vari Paesi europei (Inghilterra, Germania, Francia, Spagna, Danimarca etc..) , Ferraro ha affrontato, inoltre,  il problema della laicità dello Stato, della libertà di culto nonché del comune obiettivo, caratterizzato dal divieto di fenomeni discriminatori, quale garanzia di parità di trattamento non solo per i credenti , ma anche per gli atei , od agnostici. L’autore guarda, inoltre, allo strumento degli atti politici dell’UE (risoluzioni, dichiarazioni delle Istituzioni comunitarie) i quali, benché privi di una efficacia giuridica coercitiva, costituiscono l’ unico strumento nella disponibilità dell’Ue per condannare ogni forma di violenza commessa fuori dal perimetro dei Paesi membri. Segue l’analisi degli strumenti economici : i fondi strutturali europei , quale risorse che concretizza e sostiene tutti le azioni positive ed i programmi pluriennali posti in essere dall’Unione fino al 2020: ( FSE, FESR, SFO, FEOGA). Ferraro guarda , infine, all’evolversi degli eventi in materia di libertà del pensiero e di religione, presentando i vari organismi deputati alla repressione delle forme discriminatorie, quali il FRA ( Agenzia per i Diritti Umani fondamentali) che raccoglie i dati sulla discriminazione; gli Accordi internazionali, come quello di Cotonou tra Unione europea e Paesi terzi, dedicato alla affermazione del principio di uguaglianza e non discriminazione; gli accordi tra Parlamento europeo ed ONU; l’istituzione del Fondo sociale europeo per la promozione dei diritti umani e il sostegno delle scuole europee come strumento di lotta alle discriminazioni. Occorre sottolineare che, il più efficace mezzo nella lotta comunitaria alla discriminazione è proprio di tipo didattico : le scuole europee. Attraverso l’istruzione, infatti, si riesce a sensibilizzare i futuri cittadini comunitari verso la tolleranza ed il rispetto delle culture diverse, pur senza perdere di vista la propria identità ed appartenenza. La libertà di ognuno finisce dove inizia quella dell’altro. Ogni alunno può scegliere, in base al proprio orientamento, se ricevere un insegnamento di tipo religioso oppure improntato ad un approccio di vita laico od agnostico. La sfida dell’Europa di oggi, di un’Europa che ab¬braccia attraverso il Mediterraneo il continente africano, non può non includere «la libertà religiosa» tra le priorità civili, culturali e politiche per la difesa dei diritti umani, per lo sviluppo della famiglia umana, per la pace nel mondo.

 

La segreteria organizzativa




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