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ARTE E CULTURA

Premio Caccuri: senza sardella che Banchetto di nozze potrà mai essere? (con videointervista a Caterina Ceraudo)

La prima giornata di questa edizione interamente dedicata ai saperi e sapori del territorio

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Lunedì 07 Agosto 2017 - 7:0

Servizio interamente a cura di Simone Carozzo

Quest’anno il premio letterario Caccuri, inizia con un appuntamento dedicato ai prodotti a Km0 ed alla cucina del territorio: scenario più consono non poteva che essere l’agriturismo Grancia del Vurdoj, ancora in restaurazione e recupero questa stupenda struttura, un tempo sede di un grande convento. 

Per introdurre la discussione e parlare di enogastronomia tradizionale si è scelto il libro “Il Banchetto di Nozze e altri sapori” di Carmine Abate, dedicato all’amico Roberto Ceraudo.

Vista l’assenza per un impedimento improvviso dell’autore, i due patron del premio Roberto De Candia e Alfonso Barone, hanno voluto che il libro fosse raccontato da Caterina Ceraudo, giovane chef stellato e figlia proprio di Roberto e della visione che ebbe decenni fa nel costruire la propria azienda. 

Caterina ha raccontato il rapporto con Carmine Abate e le tappe della sua vita e del suo studio che la hanno guidata e portata per mano fino alla nomina, nonostante la giovane età, come migliore Donna Chef d’Italia nel 2017 dalla Guida Micheline.

Una dei grandi meriti di questa giovane, che la lega anche al libro presentato, è certamente la ricerca e la difesa della cultura enogastronomica della regione e dei suoi prodotti tipici.

A fare da cornice a questa presentazione erano presenti diversi stand di produttori locali che hanno fatto assaggiare le loro “creature” ai presenti.

Caterina Ceraudo, ha raccontato, inoltre la nascita di una associazione formata da tutti i giovani chef della regione Calabria, che in tutti i loro ristoranti portano avanti, anche se con qualche interpretazione personale, i piatti e i sapori tipici della nostra regione, come ad esempio la “sardella” che la giovane chef si sta impegnando, in prima linea, a difendere per farla ritornare finalmente legale, come solo il buon gusto può autorevolmente richiedere.



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