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ARTE E CULTURA

L’orto da za Bettina rivive

Linda Monte ci tiene a raccontarci la bella storia di due uomini silenziosi, modesti e con tanta ostinazione

Lorto-da-za-Bettina-rivive
Venerdì 20 Aprile 2018 - 9:0

riceviamo e pubblichiamo:

L’avevano in mente da tempo i due inseparabili amici di Pantagruel. Allestire un orto giardino botanico. Silenziosi e modesti e tanta ostinazione. Poi l’incrocio con la campagna nazionale sugli orti urbani di Italia Nostra e quindi il sostegno di altre associazioni e di un esperto botanico, senza trascurare l’apporto di tanti altri ed anche di un caro e fedele loro amico idraulico ( per l’impianto di irrigazione). Così altri che non so. Ma la cura e la passione dei due fondatori  Pino Pantisano e Alessandro De Leo lascia stupiti. Vi è da dire che quella parte da loro curata era stata in precedenza messa in sicurezza perché a rischio di scivolamento e quindi relativi scavi (dei quali non si conoscono gli esiti).Tuttavia, come accade, l’area rischiava di essere oltre ad un comodo parcheggio anche a discarica e rovine…  L’intervento recente dell’assessora Caccavari  per il verde ed i quartieri ha consentito miglioramenti. Tutto finito su ciò che spetta all’amministrazione civica verso l’affidamento a Pantagruel? Da quel che conosco vi è il ritardo per la consegna delle chiavi dell’ingresso (finito per essere ricovero per immigrati e di altro) di un’area al chiuso che potrebbe consentire la custodia delle attrezzature attualmente sempre in trasferta tra la casa di uno dei due e l’orto. Di certo spetta anche alla Soprintendenza consentire un buon utilizzo di questi locali, senza pensare alla possibilità di percorsi di conoscenza/scoperta della fortezza, da sempre inibita. Tutto in divenire dunque.

Detto ciò mi preme descrivere l’orto giardino come un luogo di conoscenza di vita delle piante. Spettacolare la striscia delle “creature” aromatiche: oltre cinque tipi di menta, l’origano (mai visto da me prima di adesso) in fioritura, salvia ed altro ancora. Un silenzioso inno dei profumi della terra. L’angolo del frutteto, il papiro, piccole piante di fragole, una striscia pronta per la semina del basilico, il prezzemolo e non da poco il terreno a gradoni più a valle per la macchia mediterranea. L’orto giardino urbano è stato visitato da alcune classi di bambini con relativi laboratori sul posto. L’esperimento si ripeterà a lavori più o meno conclusi, proprio perché piccoli e adulti possano ammirare ed interagire con uno spettacolare libro della natura. Fino ad ora l’operazione si è autofinanziata e continua su questa linea. Tanti hanno contribuito per l’acquisto di un particolare decespugliatore (troppo costoso per le due tasche).Mancava però una carriola ed altri piccoli strumenti; sono arrivati nell’arco di una mattinata, tramite l’appello su fb, raccolto dalla famiglia Ruggiero. Questo luogo destinato alla didattica ed alle visite di bambini e famiglie, si coniuga con la storia della fortezza, la quale andrebbe aggiustata in più parti. Ma questa è altra storia. Per concludere è cosa buona dare risalto ad azioni curate da un pugno di individui guidati dall’istinto della bellezza in ogni sua forma, nulla di più.

Linda Monte

 

 



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