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Il Re di Algeri

Il 23 aprile del 1536, Kair Ed Din detto "Barbarossa", invase Le Castella con trenta navi.

Non fu una normale scorreria, cosa molto frequente in quegli anni, nei nostri territori. Infatti, durante quell’azione di pirateria, venne catturato un giovane castellese di soli 16 anni: Giovan Dionigi Galeni.

Così potrebbe non ricordarvi nulla, ma se vi dicessi che sto parlando di UCCIALÌ?

Si, proprio lui.

Venne venduto come schiavo al corsaro Giafer che lo destinò ai remi.

Grazie alla sua capacità oratoria e ad un innato talento per la navigazione, entrò nelle simpatie di Giafer, tanto che questi gli diede in sposa sua figlia.

L’unico problema era di carattere religioso e infatti Galeni non voleva assolutamente convertirsi.

Quando si dice il destino… Resosi responsabile dell’omicidio di un cristiano, l’unico modo per farla franca fu virare verso l’Islam.

Venne ribattezzato Uluc Alì e diede inizio alla sua scalata politica e militare.

Nel 1560 fu assoluto protagonista nella battaglia di Djerba, in cui sconfisse Spagnoli e Genovesi, affrontando per la prima volta Andrea Doria, suo nemico storico.

Due anni dopo, per meriti militari, il sultano lo nominò capo della guardia di Alessandria e comandante della “Capitana” di Costantinopoli.

Successivamente raggiunse l’apice della sua ascesa, divenendo Re di Algeri.

Nel 1571 fu nuovamente protagonista, stavolta nella celebre battaglia di Lepanto che lo vide nuovamente opposto a Doria.

Comandando l’ala sinistra Ottomana, mise fuori combattimento 12 galee, uccidendo circa un migliaio di nemici.

Purtroppo, per lui, la battaglia venne vinta dai Cristiani.

Fece giusto in tempo a ritirarsi con 25 galee e 20 galeotte.

Guardando alla Storia con imparzialità, possiamo dire che fu un grande condottiero (dopotutto se chiediamo ai Franchi chi fosse Giulio Cesare, risponderebbero un vile invasore; oppure se domandassimo agli abitanti dell’antica Valacchia chi fosse Dracula risponderebbero un eroe).

E se proprio la dobbiamo dire tutta, non è che i Cristiani fecero molto per recuperare quel ragazzo, catturato dai Turchi a 16 anni.

La Storia, quella vera, non prende le parti di nessuno e pretende di essere raccontata in maniera obiettiva.

Riflettiamo.

 

(Fonte: Pagina Facebook di Gianluca Facente)