Volevo solo essere… …come Ginetta Rotondo! foto

Un inedito genere letterario che mette in prosa un poema in vilipendio della misura, ecco la nuova creatura dell'intellettuale verzinese dedicata alle donne vittime di violenza ed il suo ricavato andrà a sostegno della Casa Internazionale delle donne di Roma.

di Procolo Guida

“gridate 

il dolore non si può tradurre 

cercavamo di leccare con lo stesso ritmo 

ero viva, purtroppo 

Ero incinta 

Avevo paura di sperare ancora 

Seppellitemi qui, se non vi disturba”

Volevo solo essere felice è un prosema, uno stile tutto nuovo inaugurato da Ginetta Rotondo che mette in prosa un poema tutto in vilipendio della misura! Un manuale di verità e testimonianze, crude; soavi e violente, senza ossimori. Un manuale per la donna moderna; un pugno allo stomaco per i maschi convinti, di macerie quanto di finte bellezze.

Un diario per una rotta che è molto al di là di essere scritta tanto meno ascrivibile; una rotta abbordata di soli ed annichilita da acque più rosse del sangue.

La scrittrice si sottrae dal racconto; si immerge nei “grumi di lacrime” ed ingoia, senza mai sputare nemmeno un goccio di rabbia. Ginetta Rotondo con questa opera riesce ad avvolgere la figlia di Neima, e l’abbraccia: senza congiunzioni; riesce in questa impresa letteraria di respiro internazionale attraverso tanti “sapere” differenti: quello della nipote di campagna curiosa, della figlia studiosa (di un padre diverso), di una moglie e mamma felice di migrare e ritornare; di una donna che non ha mai sprecato una goccia di fortuna, anche perché anch’essa non meno stuprata da questo mondo contemporaneo travestito di modernità occidentale.

Ginetta Rotondo riesce laddove non c’è pertugio, la sua scrittura è telecomandata dalla metempsicosi del vissuto studiato e messo al servizio della donna, in quanto Lei stessa: e non si può pensare a se stessi senza gli altri, e non si può ancora dover spiegare questa roba qua… Ecco, anche, perché non potremo mai più leggere tanto vero al maschile; Ginetta Rotondo ci ricorda, ancora una volta e per sempre, che la verità è femmina, e che lo stupro culturale è stato smarcato ed ancora in atto, solo dopo quello ammesso e deriso della donna!

La prefazione di Orlando Amodeo, medico delle carrette del mare e, soprattutto, la fotografia di Roberto Carta finiscono col confezionare un monito, un appello a se stessi, un alt preciso alla pancia; una trasposizione circostanziata, cruda e dotta di…

“Un ricordo preciso, qualcuno è stato ucciso

Nel cielo nel mare dell’Africa”

da Metà Africa metà Europa Rino Gaetano 1980

Volevo solo essere felice di Ginetta Rotondo CSA editrice 91 pagine lo trovate on line o potete richiederlo nelle librerie (soprattutto nella storica libreria Cerrelli a Crotone). Se lo ordinate sul sito di CSA Editrice non pagherete le spese di spedizione.

Questo libro, comunque, è dedicato alle donne vittime di violenza ed il suo ricavato andrà a sostegno della Casa Internazionale delle donne di Roma.

Ginetta Rotondo è una scrittrice ed insegnante verzinese, laureata in Filologia Italiana; è ritornata in terra di Calabria dopo alcuni anni vissuti nello stesso profondo nord dove “è dovuta” ritornare lo scorso anno. Ginetta Rotondo ha collaborato con diversi giornali e con alcune case editrici come consulente esterna. Non solo appassionata di scrittura, lettura, e dizione, è da sempre attratta da tutte le forme di creatività e condivisione; si esprime con l’artigianato, l’arte culinaria, i distributori di carburante e le tradizioni popolari come solo le intellettuali possono e sanno fare.

E’ ancora disponibile la prima creatura di Ginetta Rotondo

L’Ospite Inattesa

Editore: CSA Editrice; 2 edizione (1 gennaio 2012)