…non possiamo far diventare Crotone un museo a cielo aperto…

Antica Kroton, nonostante una doppia Commissione congiunta a cui hanno partecipato gli Assessori Via e Sorgiovanni, titolare della frase in titolo, ancora tutto è poco chiaro, ragionevole e soprattutto pratico, se non la preoccupazione!

Ieri si è svolta una riunione congiunta della IV Commissione (Cultura con Presidente Meo) e V Commissione Consiliare (Programmi Complessi con Presidente Salvatore Riga) con l’audizione dell’Assessore alla Cultura Prof.ssa Rachele Via, dell’Assessore all’Urbanistica Ing. Ilario Sorgiovanni e della Dirigente del Comune di Crotone Arch. Elisabetta Dominijanni per discutere di “Antica Kroton” del suo stato di attuazione del progetto; delle modifiche apportate o che si ritiene debbano essere approntate al progetto stesso e della statua di Pitagora e dei “pitagorici”. La riunione (in streaming e dunque riascoltabile cliccando qua, sempre più utile ed istruttivo questo servizio) si è aperta con il Presidente Meo che ha subito comunicato come lo stato di attuazione e delle modifiche apportate sul Progetto di rilancio dell’economia e della Testa dei crotonesi più citato degli ultimi 20 anni, Antica Kroton appunto, deve tener conto che sono tre i soggetti attuatori cioè Comune, Regione e Ministero e, dunque nello specifico, bisogna sempre verificare a che punto sono le “obbligazioni” degli altri due soggetti attuatori, partendo da una puntuale rendicontazione del Comune. Per espresso volere dei due Assessori viene chiamata a rispondere per prima, ed innanzitutto, la dirigente Architetto Elisabetta Dominijanni. Non è dettaglio da poco né in termini di opportunità politica né storica: parliamo infatti della stessa super Dirigente sospesa e reintegrata negli anni, della cui “sagacia” amministrativa fa “ampio” cenno anche la Corte dei Conti nella sua sentenza di individuazione di danno erariale conclamato, per i fatti del Lodo Chisari (rileggi “Per ora è la Corte dei Conti che chiama a pagare!”) giusto per fermarsi agli affair amministrativi più recentemente affrontati in sede giudiziaria. Ma queste sono altre storie politico amministrative di (mancato) rinnovamento che abbisognerebbero di molto più tempo (ed inchieste) a disposizione, che pure abbiamo più volte affrontato e che riaffronteremo di certo.

(Danilo Arcuri, Fabrizio Meo e Salvatore Riga)

Per tornare alle plurime prime pietre inaugurate e rimodulate di Antica Kroton, la Dirigente dice tre cose semplici da comprendere, incalzata soprattutto in un lungo e godevole dibattito con il Consigliere Danilo Arcuri (sempre elegante e tecnico al tempo stesso, e lo stesso Presidente Meo che si sforza di non “dover” svolgere il compito di Cappellaio Matto: abbiamo attivato una sola misura per il bando relativo alla Scuola di San Francesco che sarà polo museale e sede della Soprintendenza che archivierà ciò che sarà “rinvenuto” negli scavi (esordisce la Dominijanni), abbiamo, noi e non la politica, rimodulato perché non possiamo e vogliamo avviare nuovi scavi (prosegue), abbiamo avuto più di due milioni e trecento mila euro di anticipazioni di cui impegnati meno di “400.000 euri”; le rimodulazioni ed i ritardi (specifica sempre l’architetto solomonicamente) non sono solo del Comune ma anche e soprattutto del Ministero che pure ha previsto di spostare interventi su Capo Colonna ed il Castello (chiuso da trenta mesi). Subito dopo altre domande anche del Consigliere Fabio Manica, è intervenuta l’Assessore Via che ha specificato cosa non si farà nella nuova modulazione, che dovrà ancora essere approvata dall’APQ regional-ministeriale. La Via eenca: non si faranno archeologia subaquea, gli scavi alle poste ed in centro città mentre si sposta quasi tutto sulla strada provinciale per l’accesso a Capo Colonna, sui terreni degli eredi Cantafora (Chiusa Caivano/Campitella), su quelli degli eredi Blotta/Ciliberto (zona Ariston) e poi c’è da mettere mettere in sicurezza la cortina muraria di via Tellini (di proprietà sempre dei Berligieri) che aveva già enunciato la sua dirigente.
Tutto ciò è frutto della nostra capacità di sintesi, comunque comprensibile solo dopo ulteriori insistenze del Consigliere Arcuri che ricordava come la strada per Capo Colonna, ad esempio, è già finanziabile, oltre che dallo stesso progetto in misura minore, anche da uno specifico strumento urbanistico di livello regionale che prevede quell’obbiettivo fra sei progetti strategici regionali e dalle ripetute incursioni di Meo che sempre più ci hanno convinto che si sta palesemente e consapevolmente volendo utilizzare ciò che viene considerato “risorse economiche”, tra l’altro di uno dei pochi progetti che avrebbe potuto e dovuto cambiare il volto e senso della città, anche al fine (questo ancora più grave) di sopperire alla mancanza di risorse ordinarie e dispiegare cantieri ingegneristici che diverrebbero inesorabilmente fini a stessi. Arriva così, quasi d’impeto, l’intervento dell’Assessore Sorgiovanni. “abbiamo voluto evitare la dispersione di troppi interventi che avrebbero pure creato problemi al tessuto urbanistico ed alla tenuta e conservazione dei siti archeologici scoperchiati, anche perché non possiamo far diventare Crotone un museo a cielo aperto. Le risorse sono scarse e vanno indirizzate a cose già si sono scopertequesta volta assurgiamo a sue citazioni trascritte. Ci sarebbe da aggiungere annessi e connessi considerazioni sulla comunicazione ed i soldi (scarsissimi) già spesi ad esempio sulla comunicazione del Progetto; ma ciò che reputiamo ancora più preoccupante della filosofia sorgiovanniana è che il problema, per lui, deve essere quasi esclusivamente la consistenza e concretezza dei tempi di realizzazione dei singoli interventi, “tanto lo sappiamo, ovunque si scava, a Crotone, troviamo reperti”.

Noi a questo punto ci chiediamo quattro cose: ma se il problema principale è la tempistica ed i ritardi con una proroga del termine corsa che passerebbe dal 2023 al 2025 che non è nemmeno ufficiale, la risposta più attendibile è rimodulare, ed in questo momento di così grave incertezza politico istituzionale sia al governo centrale che alla Regione? Ma al di là delle differenze e rimodulazioni (che gli stessi Via e Sorgiovanni hanno dovuto ammettere che sono “solo” alla firma e dunque devono ancora essere vagliate proprio da sottosegretari e ministeriali del “livello” di Patamia), perché non spendere, bandire ed impegnare i famosi 2 milioni su cose che almeno rimangono in comune ai due progetti (quello già approvato e quello rimodulato che qui vi alleghiamo Clicca qui)? Oppure si confida sul fatto che se regaliamo soldi diretti ed indiretti alo Stato che avrebbe il suo obbligo di mettere a posto Castello e Capocolonna, avremo porte aperte e firme veloci? E poi permetteteci di riavanzare un nostro vecchio cavalluccio di battaglia, per “attingere” ad un minimo di autorevolezza scientifica ed aprire a nuovi e modulari progetti di cofinanziamento, proprio ad esempio sulla gestione dei futuri cantieri e scavi, ma è così assurdo pensare di modulare, finalmente, un bando di evidenza INTERNAZIONALE di partnership con Università e Fondazioni? E’ proprio ancora chimera collaborare, a gratis, con chi ne sa ed ha fatto di più e meglio? Magari pure con soldi di privati? (Anche perché, con tutto il rispetto, ci siamo un po stufati che a raccontarci dove e perché si devono mettere mano, pali e pichi per scoprire dov’è l’Antica Kroton continuino ad essere architetti, ingegneri e funzionari e dirigenti amministrativi crotonesi e calabresi che, nella migliore delle ipotesi, sono stati capaci di mettere cemento proprio nel Parco Archeologico di Capo Colonna. Ed anche perché, conseguentemente, forse, sarà possibile augurarsi qualcosina di meglio che arrivi una nuova Margherita Corrado che da incendiaria e fiera, proprio sui fuochi di Capocolonna, diventi pompiera ed ispiratrice “occulta” di una ennesima rimodulazione in corsa). Ultimo e doppio quesito riguarda come e quanto coinvolgere la parte giovane e creativa della città che se dovesse venire, per l’ennesima volta, esclusa, nessun progetto potrà mai avere reale e concreta prospettiva: ma tutti quei progetti che erano stati previsti per concorsi di idee e cogestioni programmatiche che fine faranno nella rimodulazione? Perché nelle due schede che ci sono pervenute e che qui alleghiamo non è dato da sapere! Ma perché non misurarsi, immediatamente ed in maniera davvero trasparente, nella divulgazione di tutto ciò che è ora e per davvero questo intricato progetto e cosa sta per diventare? E’ chimera, anche per questa giovane ed inedita amministrazione, pensare ad un portale dedicato su cui si può trovare molto di più di un già apprezzabile conto alla rovescia con ciò e come si spende, magari gestito da un soggetto indipendente?