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Un’evasione creativa: i detenuti della Casa circondariale si raccontano attraverso l’arte

L’arte ma anche l’umanità, il diritto alla dignità di persona escono dal carcere.

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L’arte ma anche l’umanità, il diritto alla dignità di persona escono dal carcere. E’ la finalità del progetto “Un’evasione creativa” che è stato presentato questa mattina presso la Sala Margherita. Il progetto, promosso dal Centro Provinciale di Istruzione per adulti, che ha visto coinvolti i detenuti della Casa Circondariale di Crotone è un particolare tipo di laboratorio che unisce la creatività alla sostenibilità dell’ambiente: per mezzo di questa attività i detenuti danno sfogo alla fantasia utilizzando materiali che altrimenti verrebbero gettati, ma anche imparare le nozioni principali del rispetto all’ambiente, il riciclo dei rifiuti, la raccolta differenziata. La plastica, la carta, il cartone sono materiali molto preziosi che possiamo recuperare e riutilizzare. L’arte in Carcere è terapia, rieducazione. Nella Sala Margherita sono state esposte le opere realizzate dai detenuti con materiali di riciclo.

Ad illustrare l’iniziativa con il sindaco Vincenzo Voce, don Stefano Cava cappellano della Casa Circondariale, le professoresse del CPIA Marilù Cosentino, Eugenia Sisca e Serafina Barbieri ed in rappresentanza della Casa Circondariale l’ispettore superiore Gaetano Megna. Come è stato rappresentato il carcere non è un luogo come gli altri, è un luogo di reclusione, di forte impatto, di storie travagliate e complesse ma è anche un luogo dove l’arte può trovare il suo spazio perché permette a tutti di raccontarsi. Il progetto messo in campo è stato finalizzato a rafforzare lo spirito di gruppo, la condivisione, il senso di responsabilità. Il laboratorio creativo ha coinvolto persone differenti per provenienza, cultura e sensibilità e li resi uguali in un piccolo spaccato della globalità. L’altro aspetto è stato un segno di affetto che i detenuti hanno voluto lanciare alle loro famiglie. Alcune di queste opere sono state infatti destinate ai propri bambini ed ai familiari. Altre saranno esposte presso la Chiesa del Carmine per una raccolta fondi destinata ai detenuti di origine straniera. I detenuti hanno voluto inoltre indirizzare un ulteriore messaggio alle loro famiglie attraverso una composizione poetica che è stata letta nel corso dell’iniziativa.

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