Quantcast

Facente rimette Crotone sulla cartina geografica

Lo scrittore, ospite all’Archivio di Stato di Napoli: “rigenerato da questa esperienza”.

In quella che potrebbe essere descritta come la “trasferta” più suggestiva, Gianluca Facente è tornato con la più grande vittoria ottenuta con il suo romanzo. All’interno della sala Filangieri dell’Archivio di Stato di Napoli, lo scrittore crotonese ha coinvolto il pubblico presente per l’occasione. Più volte abbiamo tenuto ad evidenziare il grande seguito che hanno avuto le presentazioni di “Faillo”, nonostante da tempo Facente lo porti in lungo e in largo, ma una volta di più, sottolineiamo questo, perché a detta degli stessi organizzatori, non è semplice che una presentazione di un romanzo, di uno scrittore proveniente da un’altra regione, riscuota un così grande successo.
Bene; lo scrittore “crotoniate” è riuscito in una terra non sua a compiere quest’impresa: attirare curiosi quasi da sconosciuto.

Da questa esperienza sono ritornato rigenerato e con un grandissimo entusiasmo – ci ha confidato Gianluca Facente – Potermi confrontare con gente che da sempre lavora e si sforza nel ripristino delle proprie tradizioni e della propria identità, mi ha dato nuova linfa.

L’incontro ha visto prima di tutto i saluti della “padrona di casa”, la Direttrice dell’Archivio di Stato Candida Carrino. Successivamente si sono alternati nel corso della presentazione gli interventi di Giuseppe Serroni Presidente della associazioneI Sedili di Napoli Onlus”, che ha promosso questa giornata e di Paul Kiprianou, Presidente della Comunità Ellenica di Napoli, che ha anche confidato di essere stato particolarmente colpito da quel senso di “fratellanza” che traspare dalle pagine del romanzo. L’evento è stato poi allietato dagli interventi musicali della cantante Patrizia Fanelli. A moderare l’incontro è stata, invece, la giornalista Ylenia Petrillo.

Provengo dalla città che per prima in occidente brillò per cultura, atletica, filosofia e civiltà e si chiamava Kroton. Sono orgoglioso di essere stato accolto come un fratello nella capitale della cultura.

Parole intense e cariche di pathos quelle che Gianluca Facente ha pronunciato in apertura; non tanto per ingraziarsi il pubblico, ma per sottolineare l’importante retaggio storico – culturale, millenario, che Napoli e Crotone, per motivi diversi, condividono. Come sempre si è proceduto a tratteggiare i molti punti in comune tra quello che narra il romanzo e quella che è oggi la nostra modernità. L’attenzione è stata posta non tanto sulla guerra, che fa da sfondo a tutta la narrazione, ma sulla tematica della “libertà”. È questo il tratto distintivo di ogni presentazione di Gianluca Facente:

Non è tanto il fatto di essere attaccati oppure occupati in armi, perché in quel caso ognuno di noi vedrebbe il nemico, saprebbe bene chi è il proprio avversario – ha evidenziato lo scrittore crotonese – il nostro problema oggi è che chi ci attacca ci sta spogliando della nostra cultura, dei nostri meriti e lo sta facendo senza farsi vedere. La perdita delle proprie origini, della propria storia è l’anticamera del declino totale e i greci questo lo sapevano bene. C’è oggi una necessita di rinnovare i programmi ministeriali – ha detto nel corso della presentazione Gianluca – Spesso, troppo spesso, si saltano tratti di storia. Agli studenti viene fatta studiare solo per grandi linee la storia magnogreca e questo non va bene perché questa è la storia del sud, di tutto il sud.

Queste parole, dette in un ambiente culturale che da sempre ha prestato e presta ancora oggi tanta attenzione al recupero e alla valorizzazione della propria identità, ha trovato consensi generali, sottolineati da lunghi e ripetuti applausi.  Dunque il personaggio Faillo, è stato a più riprese lo spunto per discutere anche di molte altre tematiche. Dalla storia della Magna Grecia, argomento particolarmente caro ai partenopei, al pitagorismo, all’architettura di alcuni edifici che all’interno di Napoli rimandano alla sezione aurea, passando poi per lo sport, fino a discutere di un evento un po’ più vicina a noi: la rivoluzione del 1799. In definitiva, un incontro in cui si è parlato si del romanzo, ma si è voluto approfondire anche tutto il microcosmo che gli ruota attorno.
Il successo che sta riscontrando Faillo il Pitionico è forse dovuto al fatto che oggi la gente ha sempre più bisogno di riscoprire la figura dell’eroe; di personaggi che senza l’aiuto di superpoteri o arti mistiche, riescano a fare “la cosa giusta”; uomini o donne in grado di anteporre il proprio benessere a quello della collettività, figure che difronte la tentazione di mollare tutto, continuano a percorre quel sentiero impervio, cercando di compiere ciò che è giusto. Una cosa pare certa, dopo l’incontro di Napoli, anche i partenopei hanno confermato che il comandate Φάϋλλος è stato sicuramente il “primo eroe d’occidente”.

picture