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Trogloditi e vigliacchi: a Crotone come Voi ci sarà senz’altro solo l’inciviltà!

Per fortuna ci sono tanti, tantissimi crotonesi che non vogliono avere nulla a che fare con questa inciviltà!

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    di Procolo Guida

    Chè brutta giornata quella dell’altro ieri a Crotone, chè bruttissima giornata quella di ieri a Crotone! E’ oramai su tutti i media nazionali che alcuni trogloditi, nella serata di martedì scorso, hanno aggredito alle giostre alcuni calciatori rossoblu. Certamente la denuncia social di Vasile Mogos è stata dirimente affinchè il fattaccio, che indubbiamente rischia di macchiare la città di Crotone, divenisse di dominio pubblico. “volevo semplicemente dire due parole – ha scritto su Instagram il calciatore rumeno pure vice capitano dei rossoblu retrocessi in terza serie – alle persone che ci hanno aggredito mentre eravamo alle giostre ieri sera. Ma voi veramente pensate di essere tifosi? Pensate veramente che dopo un anno chiusi in casa, adesso che è finito il campionato, con la festa in paese, i calciatori e le proprie famiglie debbano stare in casa per fare la vostra felicità? Felicità di cosa e per chi? Quando si retrocede, che vuol dire sofferenza per tutti, si può arrivare ad aggredire fisicamente i calciatori? Si può arrivare a usare violenza in un posto con bambini e genitori? È così che funziona? Per fortuna – ha aggiunto – questo posto è fatto di belle, bellissime persone che ho avuto la fortuna di conoscere. Persone che non si meritano questo come non ce lo meritiamo noi che siamo come tutti, ma voi, che non so se definire persone, voi fate schifo“. E fin qua cronaca e pubblica denuncia che non possono che far trovare i tanti, non trogloditi della città, al fianco di Mogos e della civiltà (punto e basta), anche perchè il vero disonore è stato “vomitato” sul grande comportamento della Curva Sud di questi anni che ha permesso, tra l’altro di avere uno stadio senza barriere, tra i pochissimi d’Italia!

    Poi arriva il giorno dopo (ieri), ancora più brutto del precedente, per moltissimi versi, lo apre il club con una nota ufficiale che va “solo” sui social e profili web ufficiali“il Presidente Gianni Vrenna e tutto il Football Club Crotone, a seguito dell’episodio sgradevole di cui sono state vittime alcuni tesserati nella serata di martedì, esprimono la più ferma condanna verso la violenza in tutte le sue declinazioni e la piena solidarietà verso i ragazzi coinvolti”, si legge nei post ufficiali. La nota, fin troppo timida e democristiana, apre allo sfracelo, ancora più penoso, perché prende parte alla vicenda pure il primo cittadino, con uno scivolone peggio della forma (e sostanza): “Esprimo ferma condanna scrive il Sindaco Voce che invece dirama vero e proprio comunicato – per l’aggressione subita da alcuni giocatori del Crotone Calcio. Si tratta di un episodio riprovevole. Piena solidarietà e vicinanza ai giocatori, alle loro famiglie, alla società. Ancora una volta e da qui il capolavoro di pilatismo – registriamo un episodio figlio di un clima che si è generato anche per colpa di chi esaspera gli animi, di chi utilizza toni aggressivi negli altrui confronti, atteggiamenti che non possono essere assolutamente giustificati. Rinnovo la vicinanza ai calciatori. Conoscono l’affetto che la città ha nei loro confronti che non può essere messo in discussione dalla inciviltà di pochi.

    E’ da qualche settimana che si è usata ed abusata una frase (troppo tagliata) di un verso di Rino Gaetano che fa parte di un pezzo d’amore per il sud stratosferico “Ma come fare non so Sì, devo dirlo, ma a chi Se mai qualcuno capirà Sarà senz’altro un altro come me”. Eh, attenti! Per favore, non permettetevi! Certi trogloditi innanzitutto, e pure gli epigoni del nulla che vogliono ancora parlare con voi (pure vigliacchi), oppure che non disdegnano i vostri voti e di quelli che ammiccanno, non siete certo come me o come i tantissimi altri crotonesi che non vi sopportano davvero più. Cesare Pavese, che di certo ispirò la poesia di Rino Gaetano, scriveva alla sorella nel 1935, dal confino calabrese  dentro cui fu condannato dal fascismo: «La gente di questi paesi è di un tatto e di una cortesia che hanno una sola spiegazione: qui una volta la civiltà era greca. Persino le donne che, a vedermi disteso in un campo come un morto, dicono «Este u’ confinatu», lo fanno con una tale cadenza ellenica che io mi immagino di essere Ibico (che è un poeta greco del VI sec. a. C.) e sono bell’è contento».

    Ecco per fortuna ci sono tanti, tantissimi crotonesi che non sono certo trogloditi, magari hanno pure perso completamente le origini magno greche, ma hanno un cuore grande, le scarpe (magari grasse più che) grosse, ma il cervello talmente fino da non doversi fare spiegare da nessuno perché gli viene naturale apprezzare di “Camminare con quel contadino Che forse fa la stessa mia strada Parlare dell’uva, parlare del vino Che ancora è un lusso per lui che lo fa”. Ad esempio a me piace, pensare che alla Conferenza stampa del Presidente Vrenna che ci sarà tra qualche ora, tanti vorranno sottolineare che con questi trogloditi non si parla e basta!

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