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Il Golpe Borghese di Fulvio Mazza al Salone del Libro

Sabato prossimo dialogheranno sul libro Natale Antonio Rossi (presidente della Fuis) e Guglielmo Colombero (consulente editoriale)

Al Salone internazionale del Libro di Torino Sabato 21, alle ore 18,00 presso lo stand Federazione unitaria italiana scrittori ci sarà la presentazione del saggio storico di Fulvio Mazza “Il Golpe Borghese quarto grado di giudizio” . Dialogheranno sul libro Natale Antonio Rossi (presidente della Fuis) e Guglielmo Colombero (consulente editoriale)

Il volume, giunto alla seconda edizione, ha ricevuto diverse importanti recensioni. Fra le altre, ne ricordiamo due. La prima è quella di un autorevole giudice, tenace autore di fondamentali indagini sul terrorismo: Guido Salvini. Di questi evidenziamo come abbia scritto che «Il saggio di Fulvio Mazza […] fornisce, nel cinquantennale del tentativo di golpe, una risposta ragionata a tutti gli interrogativi posti dagli avvenimenti del 7-8 dicembre 1970». La seconda è quella del presidente della “Commissione Stragi” Giovanni Pellegrino. Di questi evidenziamo la condivisione della “Dottrina Maletti” come base della tutela che i servizi segreti attuarono, anche a favore di terroristi neofascisti, non (secondo Maletti e tale “Dottrina”) per condivisione dei loro atteggiamenti, ma per non far trapelare la loro collaborazione con lo Stato. Fra i principali punti che emergono dal volume, evidenziamo:

– Che Licio Gelli ebbe un ruolo di vertice all’interno del Golpe anche perché avrebbe dovuto catturare il presidente della Repubblica Giuseppe Saragat.

– Che le azioni golpiste stavano andando regolarmente avanti (prima fra tutte l’occupazione del Viminale) sinché non giunse il “Contrordine” di Borghese.

– Che tale “Contrordine” fu a lui imposto dagli ambienti gelliani e andreottiani. Non si sa ancora con quale livello di coordinamento fra di loro;ma si sa che il “Contrordine” gli fu imposto da entrambi.

– Che tale “Contrordine” fu dato in quanto emerse la defezione dei carabinieri e degli Usa.

– Che ii carabinieri fecero scattare il Piano antinsurrezionale previsto dai loro regolamenti, ma che fu emanato in modo ambiguo, rischiando di attaccare gli stessi golpisti.

– Che gli Usa non aderirono in quanto avevano designato come capo del nuovo governo lo stesso Andreotti: un’indicazione che i golpisti avevano accettato ma, a parere della Cia, senza una sufficiente convinzione.

– Che il Pci riuscì a sapere in contemporanea dello svolgimento del Golpe, tant’è che, nel mentre i centri del potere venivano attaccati dai golpisti, l’Unità scriveva due articoli di denuncia delle trame eversive.

– Che, riguardo ai “Poteri forti”, ci fu una stretta alleanza con le mafie, una vicinanza con settori massonici, rari contatti con ambienti confindustriali e nessuna interazione con il Vaticano.

– Che la morte di Borghese, avvenuta proprio nei giorni nei quali si stava organizzando la documentazione da dare alla magistratura, assomiglia molto a un omicidio.

– Che il Sid svolse un ambiguo ruolo: da un lato, tramite il capitano Antonio Labruna, indagava efficacemente sul Golpe e, dall’altro, tramite i generali Vito Miceli e Gianadelio Maletti, ne censurava/depistava i risultati investigativi.

– Che il depistaggio sulle indagini fu un atto compiuto, all’unisono, dallo stesso Maletti e dal ministro della Difesa Giulio Andreotti.

– Che le vicende processuali, poste su basi quasi autolesionistiche, e che ebbero il sostituto procuratore Claudio Vitalone come protagonista, determinarono iniziali condanne e successive assoluzioni anche a beneficio dei rei confessi!

Ricordiamo infine la presenza di documenti-chiave, di una Cronologia ragionata e di un innovativo e prezioso Indice analitico.

Fulvio Mazza (1956) dirige l’Agenzia letteraria Bottega editoriale (www.bottegaeditoriale.it). Ha collaborato con diverse cattedre universitarie, ha scritto una cinquantina di saggi di Storia pubblicati, fra gli altri, da Città del Sole edizioni, Edizioni scientifiche italiane, Franco Angeli, Infinito edizioni, Istituto della Enciclopedia italiana (“Treccani”), Laterza, Pellegrini, Rubbettino.