Presentato al Parco Pitagora “Ora d’aria – Appeso al dolore”, di Roberto Carta

Fotografia e parole raccontano il lockdown.

Quando la fotografia si intreccia con la poesia, da sempre vita a qualcosa di speciale.  Nel caldo pomeriggio di sabato 25 giugno è stato presentato, all’interno dei Giardini di Pitagora, l’opera prima di Roberto Carta: “Ora d’aria – Appeso al dolore”. Un libro che quasi sfida il lettore/osservatore a porsi difronte ad una realtà, quella della prima pandemia, sul piano della memoria, rivivendo stati d’animo, sensazioni ed emozioni che forse a distanza di qualche anno abbiamo già accantonato e messo da parte. Rivivere e ricordare, fare memoria della solitudine, della separazione sociale, di quel dolore, che il Covid-19 ha portato nelle nostre vite, è un modo anche per guardare al presente con gratitudine e con quella speranza che per lungo tempo ci è stata negata. Raccontare una realtà, quella del lockdown, attraverso l’uso della metafora; attraverso oggetti, le mollette, che fanno parte del nostro quotidiano e “proprio per la loro apparente semplicità si prestano ad essere silenziose compagne, accoglienti contenitori, delle individuali esperienze del lockdown” (Antonio Samà).

Mollette come pedine in un mondo distorto e sofferente ma, in fondo, pedine che provano ad andare avanti, a far girare ancora la ruota in uno sforzo collettivo di sopravvivenza. Un’opera dinamica che lascia la sensazione d’aver posato lo sguardo su una carrellata di fotogrammi cinematografici. I soggetti appaiono quasi in movimento, pronti a raccontarci la loro storia ancor prima di averla letta.

Nel corso della presentazione sono intervenuti dopo i saluti del presidente del Consorzio Jobel Santo Vazzano, Paolo Cerrelli, la giornalista Tiziana Selvaggi, il medico e poeta Paolo Stagliano, il poeta Giuseppe Gualteri e l’editore Giuseppe Laterza. Intensi ed emozionati sono state poi le performance di Elisa Buonaccorsi e di Carlo Gallo che tra musica e recitazione hanno stregato il pubblico presente al Parco. Per l’occasione è stata allestita, all’interno del museo, anche la mostra “Sguardi” dello stesso Roberto Carta. Un’altra occasione all’interno di Parco Pitagora nel quale socialità, cultura, inclusione, riflessione e azione vedono protagonista la comunità crotonese.