L’unica casa che ci possiamo permettere (ancora per poco) foto
Antonio Giulio Cosentino rammenta: "siamo noi a doverci salvare dai cambiamenti climatici, non il pianeta"
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Molti Sapiens ancora non hanno ben chiaro un concetto vitale: siamo noi a doverci salvare dai cambiamenti climatici, non il pianeta. La Terra si salverà da sola, mica è l’Abramo Customer Care! O l’FC Crotone Calcio! C’è un’altra cosa da chiarire: trasferirsi su Marte non è un’opzione fattibile. Infatti, anche se Elon Musk riuscisse a portare Meloni, Briatore, e compagni di RAL fin lì, Matt Damon ci insegna che sarebbe dura sopravviverci. E quindi, messo da parte il cratere Crotone (no, non è la nuova discarica di ENI, ma si trova sul pianeta rosso), cerchiamo di salvarci a casa nostra. Possibilmente, un po’ meglio di come abbiamo salvato i migranti a Cutro.

Cratere Crotone, Polo Nord, Marte
Purtroppo, al momento la maggioranza dei Sapiens sembra ignorare il problema. Che è come ignorare un treno che ti viene incontro a tutta velocità. Forse non l’esempio più calzante per Crotone. Magari un autotreno che ti viene incontro sulla 106 rende meglio l’idea. Intanto, i pochi che provano a farci spostare, tipo gli attivisti di Ultima Generazione, vengono trattati come dei marziani, nel migliore dei casi. Nel peggiore, vengono definiti come terroristi. Neanche fossero Netanyahu (lui si che dovremmo spedirlo su Marte!). Quando il dito degli attivisti per il clima ci indica la Luna (bombe d’acqua al Nord e crateri al posto dei laghi al Sud), noi guardiamo il dito, che butta un po’ di zuppa sul vetro protettivo di un Van Gogh. A proposito, sebbene sia vero che ci abbiamo già messo piede (anche se ancora qualcuno non ci crede), per adesso anche l’ipotesi di una villetta lunare sembra essere fantascienza. Se pensate che Ultima Generazione stia esagerando, non avete letto l’ultimo rapporto dell’IPCC, la massima autorità scientifica mondiale sui cambiamenti climatici. Spoiler: se siete ansiosi, non fatelo. Sembra il copione del sequel di “The Day After Tomorrow“. Qualcuno dice che i metodi di Ultima Generazione sono estremi. E in parte è vero. Ma, per citare Ippocrate, il padre della medicina: “a mali estremi, estremi rimedi“. Parlando di rimedi, come ogni anno l’associazione “le pietre che narrano…la conoscenza itinerante” ha organizzato una festa di compleanno per Gaia.

Mappa geosofica di Crotone
Un festival di divulgazione scientifica con l’obiettivo di trovare una cura. Non tanto per il pianeta, ma più per noi stessi. Non tanto per gli sbalzi di temperatura di Gea, ma più per gli sbalzi d’umore delle nostre anime geo-delocalizzate. Si è provato ad attivare la cittadinanza e avvicinarla alla comunità scientifica mediante mappe geosofiche, monologhi comici, e altri metodi innovativi. Missione compiuta? Di sicuro le pietre narranti sono pronte a fallire ancora, più spesso, e meglio. Chiariamoci meglio. Le cose andranno sempre peggio. Non lasciamoci affascinare dalle giornate di Ottuglio. Come il ritratto di Dorian Gray, la loro bellezza incoraggia il nostro comportamento irresponsabile, distogliendoci dal catastrofico futuro che ci attende. Quanto catastrofico, dipende da noi.

Le pietre che narrano…la conoscenza itinerante & friends al Museo del Mare e della Terra
Quindi, se non vogliamo fare la fine dei treni a Crotone, dobbiamo imparare a vivere in una casa in continua evoluzione. In altre parole, dovremo adattarci al suo cambiamento. Come farlo? Di certo non costruendo opere inutili e dannose come il Ponte sullo Stretto. Piuttosto, dovremmo concentrarci su interventi di adattamento climatico: dalla manutenzione di una rete idrica che fa acqua da tutte le parti, alla difesa dalle alluvioni (noi crotonesi dovremmo saperne qualcosa). Tanti auguri cara Terra! 4,6 miliardi di anni e non sentirli! Se prima di soffiare sulle candeline (non intendiamo gli alberi incendiati da noi Sapiens) esprimi un desiderio, ricordati dei tuoi ospiti tanto fortunati quanto ingrati.





