Partecipata ed intensa la presentazione a Cirò di Lilio l’apostolo del Tempo foto

Sulla splendida terrazza del Museo di Cirò dedicato anche a l'alchimista francescano Giano Lacinio, si è tenuta un'appassionata tavola rotonda ispirata dal romanzo storico scritto da Gianluca Facente

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    Lo scorso Aprile è andato in stampa Lilio, l’Apostolo del Tempo (edizioni Albatros) di Gianluca Facente. Un romanzo che “disegna” tratti umani ed esistenziali dell’ideatore e fautore dei complicatissimi, quanto precisi, calcoli matematici ed astronomici alla base del calendario gregoriano; quel Luigi Lilio (noto anche come Aloysius Lilius) medico, astronomo e matematico calabrese, nato proprio a Cirò. Un uomo certamente combattuto tra scienza, fede e trasporti esistenziali che riuscì ad inventare la regola degli anni secolari che riuscì a risolvere i problemi del vecchio calendario giuliano che accumulava ritardo preoccupante per la Chiesa che faceva sfasare la data della Pasqua. Così su commissione di Papa Gregorio XIII, e dopo la morte dello stesso Lilio che non riuscì a vedere la sua opera completata, fu il fratello Antonio a presentare alla commissione scientifica che approvò il geniale calcolo per determinare le fasi lunari e stabilire con precisione la data della Pasqua, cancellando circa 10 giorni: precisamente dal 4 ottobre si passò direttamente al 15 ottobre del 1582. Un libro, quello di Facente, già foriero di tanti spunti, innanzitutto quello di promuovere il territorio, oltre che un personaggio di questa levatura internazionale.

    Così l’amministrazione comunale del borgo crotonese ha voluto organizzare, a 444 anni dalla settimana “fantasma”, la prima presentazione del romanzo che ripercorre e romanza le gesta di colui che determinò la precisissima modifica introducendo il calendario gregoriano, ancora oggi in vigore. Un appuntamento che si è tenuto nell’affascinante terrazza del Museo Astronomico di Cirò che occupa il piano superiore dell’ex Palazzo Zito, oggi di proprietà comunale, inaugurato nel 2010 in occasione delle Manifestazioni Liliane programmate per il Cinquecentesimo Anno della nascita di Luigi Lilio; un’occasione importante per la partecipatissima platea per visitare il museo dedicato a Lilio ma che non ruota solo attorno alle scoperte scientifiche di questo vero e proprio genio. Infatti al suo interno si può ammirare una riproduzione del “Lunario”, ovvero uno dei primi calendari stampati dopo la Riforma e una riproduzione del “Compendium”, una sintesi dei calcoli di Lilio. All’interno del museo è possibile osservare anche una mostra permanente multimediale “Visioni Celesti e la Scienza degli Astri” realizzata a cura della Biblioteca centrale di Roma, affiancata da una mostra permanente multimediale sull’astronomia antica. All’interno delle sale, il percorso prosegue sul tema dell’alchimia e la figura di un altro cirotano illustre: l’alchimista francescano Giano Lacinio.

    La partecipatissima presentazione è diventata dunque tavola rotonda di confronto, visto che ha potuto contare sui contributi del Sindaco Mario Sculco, del Professore Francesco Vizza curatore del museo, Ricercatore Emerito del CNR e per molti anni Direttore dell’Istituto di Chimica dei Composti Organometallici (ICCOM-CNR) di Firenze, che ha da sempre “condito” quarant’anni di attività scientifica nel campo della chimica inorganica, della catalisi, delle energie rinnovabili e dell’economia circolare ha sviluppato una significativa produzione nel campo della storia della scienza, dedicandosi in particolare proprio a Luigi Lilio ed a Giano Lacinio; dello scultore e docente accademico Antonio Affidato, orafo e promotore, assieme all’atelier di famiglia, di tantissime kermesse culturali, oltre che assieme al padre, il Maestro Michele Affidato, protagonista di promozione della Calabria in tutto il mondo.

    Uno scambio vivo di esperienze artistiche e scientifiche che ha consentito a Gianluca Facente di ripercorrere i tratti della Calabria del Cinquecento descritti nel suo romanzo in cui nasce e cresce sia il Luigi Lilio, medico, matematico e visionario, che altri personaggi e scenari del ‘500 italiano ed europeo che sono entrati nella quasi inevitabile trasformazione mistica che “costringe” lo scienziato a “maledetto” per le sue crisi; a folle per le sue visioni, ed eretico per le sue intuizioni. I contributi del professore Vizza e di Affidato hanno gravitato dunque dalla geometria cosmologica agli strumenti dell’arte e della creatività, consentendo allo scrittore di giostrare tra l’estasi dello scienziato che riesce ad intravedere e calcolare l’ordine nascosto nell’universo fino alle innumerevoli gesta di tanti altri calabresi che meritano di essere ricordati e studiati, almeno come troppo spesso avviene, solo, lontano dai nostri confini.

     

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