Nessuna regione può vantare zero contagi foto

10 sono i nuovi casi in Calabria

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A cura di Simone Carozzo, Analista

Chiarita anche quale equipe nazionale di studio statistico del fenomeno che fa da supporto a ipotesi non solo prettamente sanitarie, ci ha permessi di cercare di ragionare sui numeri del Covid, proseguiamo con il report giornaliero sui dati covid che assicuriamo da più di 4 mesi. Insistiamo a rammentare, a noi stessi innanzitutto, che i numeri sono riferiti a persone e che devono essere letti con criteri oggettivi. Andiamo avanti dunque essendo anche convinti che sia fondamentale cercare di leggere queste cifre sotto una ottica generale viste le tante, troppe, differenze fra territori e che non bisogna fare confusione (riascolta, se vuoi, il video servizio cliccando qua).

I dati di ieri giovedì 20 agosto ci dicono innanzitutto che sono 845 le nuove persone risultare infette, con un incremento di +0,3% rispetto a mercoledì. Le regioni con più casi sono Veneto (159), Lombardia (154), Lazio (75), Toscana (59), Emilia Romagna (52). Nessuna regione può vantare zero contagi. I ricoverati con sintomi sono aumentati di 17, +2%; in terapia intensiva (+2). I dimessi aumentano di 180; +0,1%. Sono morte altre 6 persone. Tutti questi dati portano un incremento di 654 rispetto a ieri del totale degli infetti. Eseguiti 77.442 tamponi, il secondo dato più alto dall’inizio dell’epidemia dopo i 77.701 del 17 giugno, con una percentuale di casi positivi rispetto a quelli testati pari a 1.1%. A pesare in maniera significativa (quasi la metà) sul numero dei contagi sono i risultati delle attività di screening sulle persone che rientrano da viaggi all’estero. 10 sono i nuovi casi in Calabria: 4 casi sono stati rilevati tra i contatti della festa di compleanno del 3 agosto a Reggio Calabria, mentre 4 sono a Cosenza, uno del focolaio dei vacanzieri rientrati da Corfù e tre provenienti dall’estero. A Reggio c’è un ricovero in più in Ospedale (3 pazienti, tutti in reparto e non in gravi condizioni), ma i numeri dei ricoveri (11 in reparto e solo 1 in terapia intensiva) continuano a non destare preoccupazione.

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