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Danneggiata auto di un infermiera – Basile: “danno materiale e morale”.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma dell'RSU CISL ASP di Crotone

Riceviamo e Pubblichiamo:

La scrivente organizzazione sindacale e la RSU elette nella lista della stessa, deferenti del grande valore e rispetto che da sempre attribuiscono alla persona umana, rimangono sconcertati nell’apprendere che qualcuno “attenta” la persona o ciò che gli appartiene.

Non fa differenza, infatti, sul piano sostanziale, ciò che viene intaccato, proprio perché l’essere umano, e tutto ciò che gli appartiene sono, a nostro avviso, intimamente inscindibili.

Perpetrare un attentato, ad una professionista della caratura morale dell’Infermiera Dott.ssa Sara Barresi, procurando ingenti danni alla propria autovettura durante il suo turno notturno di venerdì/sabato u.s., ci sembra, al di là del danno materiale e soprattutto morale provocatogli, sia la lapalissiana dimostrazione che il livello di sottocultura che imperversa nei nostri territori vorrebbe prevaricare l’opera quotidiana di quanti, come Sara Barresi, cercano di assolvere ai propri compiti d’istituto con vocazione, professionalità e spesso con spirito di abnegazione in un settore difficile, complesso e delicato come quello delle Sanità.

 Nella nostra Regione e nel nostro Territorio, purtroppo, accanto ai tanti valori positivi, che tutti conosciamo, e che non stiamo qui a ripetere, proprio per evitare di apparire tautologici, è mancata la giusta crescita culturale che consentisse di superare alcuni atavici malcostumi comportamentali i quali, accanto alla mancanza o carenza delle indispensabili garanzie di legalità, elementi basilari per qualsiasi forma di sviluppo, sono alla base del mancato decollo di qualunque attività economica, sociale, amministrativa di servizio ed istituzionale.

Questi episodi, pertanto, ancorché estremamente spiacevoli dovrebbero, almeno, suscitare momenti di sincera ed indispensabile autocritica, soprattutto in questa fase storica in cui, accanto ai problemi di sempre, si aggiunge quotidianamente un numero impressionante di giovani e meno giovani, uomini e donne con livelli di demotivazione che hanno come effetto, ancor più preoccupante, quello di creare sfiducia, non solo verso tutti coloro che hanno ruoli istituzionali o di rappresentanza, ma anche verso quanti sono preposti all’erogazione di servizi ai cittadini.

 Una domanda, inoltre, ricorre fatalmente in questi casi: simili episodi si potevano evitare? Non dimentichiamo che l’Asp di Crotone non è nuova ad episodi del genere ed addirittura ad aggressioni personali, anche gravi, ai danni di altri professionisti.

 A seguito di altri episodi accaduti, infatti, furono aumentate le misure di sicurezza mediante il potenziamento della vigilanza, senza dimenticare che l’intero perimetro della struttura ospedaliera è dotato di un impianto di video-sorveglianza, ma probabilmente le misure adottate sin’ora non sono ancora sufficienti.

Specificatamente all’accaduto, la prima considerazione che nasce spontanea è quella di capire se sia possibile o meno prevedere che gli operatori sanitari, in servizio durante il turno notturno, possano avere la possibilità di parcheggiare i propri mezzi all’interno del perimetro dell’ospedale o, comunque, in un’area sorvegliata, proprio per scongiurare simile spiacevoli episodi, atteso anche che il numero delle presenze nel turno notturno è comunque ridotto.

Siamo convinti, comunque, che l’intento criminale compiuto non impedirà a Sara Barresi di proseguire nella sua opera di assistenza sanitaria ai cittadini bisognosi di cure, così come siamo altrettanto convinti che la Direzione Strategica dell’Asp di Crotone non resterà insensibile a simili episodi, anzi si determinerà per cercare, unitamente alle forze dell’ordine, di assicurare il/i responsabile/i di questo vile ed incomprensibile gesto, alla giustizia.

 Il contributo della scrivente organizzazione sarà quello di lottare e denunciare ogni forma di violenza e/o prevaricazione affinché prevalgano sempre buone prassi per far sì che, ogni dipendente, in un sistema di sicurezza e tranquillità, trovi sempre le giuste e maggiori motivazioni per operare meglio e, soprattutto, non demordere mai.