La soluzione per i crediti verso lo stato e gli enti locali: la corte di Strasburgo foto

Semaforo verde anche per il ricorso verso l’aeroporto di Crotone fallito nel 2015

Devono ricevere oltre 30 miliardi. Nel frattempo, prendono soldi in prestito dalle banche, rateizzano le imposte, falliscono.
Sono le imprese italiane e il debitore non è un truffatore che è scappato con la cassa ma lo Stato. In realtà, bisogna parlare di debitori, al plurale: allo Stato centrale fanno buona compagnia le Regioni, gli enti locali e tutte le autorità assimilate.
L’elenco dei cattivi pagatori è lungo: Comuni, Province,

verri spano aeroporto

Regioni, Aziende sanitarie provinciali e territoriali, Comunità montane, Parchi nazionali, Aree marine protette, solo per citare i più importanti. Ogni giorno migliaia di imprenditori si svegliano e vanno a caccia di centinaia di amministratori pubblici che si nascondono per non pagare. Non ci sono soldi a causa dell’inefficienza, degli sprechi o semplicemente dei mancati trasferimenti da parte dello Stato.
Che si finanzia così, accumulando debiti con i suoi fornitori. Ma non solo. Ad esempio, quando il Fisco ritiene che un contribuente abbia evaso le tasse, e quest’ultimo non accetta il rilievo, il risultato medio è il ricorso. Che costa. Lo Stato, per iscriverlo a ruolo, pretende infatti una fee pari a una buona fetta del presunto debito. Ma se il cittadino vince davanti al giudice fiscale, la restituzione è una chimera. Una soluzione, però, c’è. La presenta l’avvocato Francesco Verri, senior partner dello studio legale Grants che opera fra Roma e la Calabria e presto sbarcherà anche a Milano.

Il rimedio è il ricorso alla Corte di Strasburgo – spiega il professionista quarantanovenne che sull’argomento tiene lezioni e webinar per le case editrici nazionali più importanti -. Il mancato pagamento dei debiti da parte dello Stato viola i diritti fondamentali. Perciò, ho presentato contro l’Italia oltre cinquanta ricorsi alla Corte Europea dei Diritti Uomini, tutti dichiarati ricevibili e destinati ad essere decisi. La condanna sposta il debito dall’ente locale al Governo e il creditore ha diritto anche al risarcimento dei danni morali. Nel frattempo, le azioni esecutive e i giudizi di ottemperanza avviati davanti al giudice nazionale proseguono perché il processo europeo si svolge parallelamente. La ‘vittima’ della violazione ha, quindi, solo vantaggi.

A quei cinquanta ricorsi, ai quali ogni mese se ne aggiunge una decina, sono appese le sorti di molte imprese italiane. Ma ce n’è uno che può avere effetti rivoluzionari. E’ la citazione dell’Italia per i debiti – milioni di euro, ‘ça va sans dire’ – di una società per azioni che, fino al 2015, ha gestito l’Aeroporto di Crotone, in Calabria, ma poi è fallita lasciando i creditori all’asciutto.
Utilizzando un precedente della Corte di Strasburgo non molto noto, l’avvocato Verri ha reclamato davanti alla giustizia internazionale il pagamento dei crediti di imprese aderenti a Confindustria per le quali i Curatori del fallimento non avrebbero avuto un soldo.

Se lo Stato delega i suoi compiti in materia di servizi pubblici a una società di capitali, così come trae vantaggio dall’uso di uno strumento più flessibile allo stesso modo deve pagarne i debiti’ ha scritto il legale alla Corte nel cuore dell’estate.
E ora la Corte ha risposto: ricorso ricevibile. Quindi non manifestamente infondato. ‘I giudici di Strasburgo non si smentiranno, sono molto fiducioso’ commenta l’avvocato Verri.
Il fatto è che non è fallito solo l’Aeroporto di Crotone. La stessa sorte è toccata agli scali di Reggio Calabria e di Rimini e a decine di società che hanno gestito acque, rifiuti, servizi per conto di uno Stato che ha privatizzato caricando il costo sui fornitori. Nell’affollata ‘cucina’ dello studio legale Grants si preparano infatti altre cause che somigliano a vere e proprie class actions.

Ci sono anche gli enti pubblici economici, le società in house, i consorzi regionali – aggiunge Verri -. Parliamo di una galassia di soggetti insolventi che fa capo allo Stato e rischia di trascinare a fondo un settore importante dell’economia. Ma c’è un giudice a Strasburgo ed è lì che troveremo risposta alla violazione sistematica del diritto al rispetto dei beni degli imprenditori italiani.

Mario Spanò, Presidente di Confindustria Crotone, dichiara:

La dichiarazione di ricevibilità del ricorso presentato dall’ Avv. Francesco Verri alla corte di Strasburgo da parte di aziende creditrici dell’Aeroporto S. Anna spa, poi fallita, apre un capitolo molto importante per tutte le imprese che hanno difficoltà ad incassare crediti vantati nei confronti di enti pubblici o società da questi partecipate. In caso di sentenza di accoglimento, le aziende ricorrenti vedrebbero soddisfatti i loro crediti dallo stato italiano. Ci aspettiamo che l’iter giudiziario in corso presso la Corte europea solleciti una riflessione ed un intervento normativo chiaro a livello nazionale per evitare che le imprese creditrici subiscano ingiustamente le conseguenze della insolvenza o del fallimento di enti e società controllate dal pubblico.