Urge una legge per la piena occupazione giovanile: la nuova 285

L’ultima entrata di massa di giovani nel mondo del lavoro si ebbe nel lontano 1979

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Il difficile momento che il mondo sta affrontando, alla luce dell’emergenza sanitaria pandemica in corso, impone a tutte le forze sociali una seria ed improcrastinabile riflessione circa l’impegno nell’avvio di una nuova legislazione di emergenza che riguarda l’inserimento lavorativo giovanile e le rilevanti cifre sulla disoccupazione di un’intera generazione. Come noto, la pandemia del COVID-19 non è stata ed è soltanto un’emergenza sanitaria ma costituisce anche una gravissima crisi a livello  economico e del mercato del lavoro che sta avendo un enorme impatto sulle persone su scala mondiale. Secondo stime preliminari dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro  (OIL) la crisi economica e del lavoro causata dal COVID-19 potrebbe incrementare la disoccupazione nel mondo di quasi 25 milioni. Sulla base di possibili scenari delineati dall’OIL, le stime indicano un aumento della disoccupazione globale che va da 5,3 a 24,7 milioni. Questa  stima si sommerebbe ai 188 milioni di disoccupati presenti nel mondo nel 2019. A livello sociale, per quanto concerne poi i rapporti inter generazionali, oramai  si assiste da oltre un decennio all’irrilevanza sempre più evidente delle giovani generazioni, nell’incidere nelle scelte macro economiche, sociali,  in riferimento al settore della produzione, ed infine del pensiero politico, inteso come coinvolgimento nelle scelte pubbliche, come anche nelle libere professioni.

Serve oggi, quindi, una  nuova legge  speciale per raggiungere una “piena” occupazione giovanile come l’intervento legislativo del 1977 n. 285. L’ultima entrata di massa di giovani nel mondo del lavoro si ebbe nel lontano 1979 con la citata legge speciale , che portò in pochi anni decine di migliaia di giovani ad entrare nella Pubblica Amministrazione od in  progetti speciali statali o di enti pubblici: nuova forza lavoro, idee, creatività, energie furono profuse nelle macchina amministrativa statale. Obiettivi storici e sempre attuali  per le agende di tutti i governi di qualsiasi  colorazione politica, sono ancora  oggi infatti: incentivare l’impiego straordinario di  giovani  in  attivita’  agricole, artigiane, commerciali, industriali e di  servizio,  svolte da imprese individuali o associate, cooperative e loro consorzi  ed enti pubblici economici; finanziare programmi regionali di lavoro produttivo per opere e servizi socialmente utili con particolare  riferimento  al  settore agricolo  e  programmi  di  servizi  ed   opere   predisposti   dalle amministrazioni centrali. In conclusione, è divenuto  ormai sempre più indispensabile garantire l’accesso dei  giovani  ad una realizzazione dei piani della formazione professionale che sia finalizzata alle prospettive generali di sviluppo; è dunque fondamentale in questo difficile e complesso periodo “di guerra” batteriologica mondiale che l’Unione Europea in accordo con i governi dei singoli Stati membri, stanzi una somma apposita che veda la realizzazione di un nuovo ed atteso Piano Marshall dell’occupazione giovanile in Italia e nel  resto dei Paesi Unione Europea.

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