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Un ricordo dovuto, non una beatificazione

Linda Monte ricorda Ottavio Rizzuto.

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Riceviamo e Pubblichiamo:

Accompagnatemi, anche di domenica e cambieremo questa città. Fu davvero così, un successo dopo l’altro per l’impegno, la cura, il rigore scientifico delle progettualità. Crotone risultava anche a livello europeo la prima in classifica. Un visionario? Certo, ma con una idea del futuro e del benessere di una comunità, della “città dello sguardo bambino”. Inizia così ai miei occhi, una sorta di primavera; una persona mai vista prima e dentro una giunta lontana dai miei sentimenti culturali. Mi fidai, ci fidammo e quindi per raccontare tutto ciò che avvenne, senza comandi, forzature, appartenenze posticcie, misi, mettemmo i nostri giorni, le feste comandate, al servizio di una persona geniale, per la rinascita di una città senza meta, obiettivi dopo la fine dell’era industriale. Non si può ridurre a poche righe l’intera storia di una idea di città proiettata al domani. Strepitosi ed inusuali le assemblee serali nei quartieri, tutti, nelle parrocchie, per cosa? Illustrare, spiegare il nuovo PRG, raccogliere opinioni, bisogni e poi i programmi complessi: contratto di quartiere – casa per casa con una architetta vincitrice di bando – e poi ancora Urban 2 etc. Quanta gente c’era? Tantissima! Programmi vincenti e concreti. E quindi interrogare i bambini su come volessero la città, il loro quartiere. Indimenticata una sera, negli uffici e solo in due ad aspettare l’arrivo dei plichi del bando sul PRG. Poi però e con l’arrivo dei finanziamenti per i progetti vincitori, cominciarono ad avvicinarsi quelli – mai spenti – degli “appetiti immobiliari” con a capo, nel frattempo estromesso, del padrone dell’urbanistica. Fu la fine, con le dimissioni e non perché licenziato dal sindaco, dell’autore del vero cambiamento. Non sto a raccontare, perché non vissute le altre esperienze dell’ormai ex assessore Rizzuto. In ultimo l’infamia di accuse per vicende giudiziarie, tutte da provare e si spera di rendere giustizia ad un uomo che non può più difendersi e che è in assoluto innocente.

Linda Monte

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