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Le mani della ‘ndrangheta negli appalti di Rfi: sequestrati più di sei milioni

Sono 15 gli arresti eseguiti dalla GdF; tra gli indagati figura anche Maria Antonietta Ventura, presidente del cda del Gruppo Ventura.

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6,5 milioni di euro sequestrati e 15 membri di un gruppo criminale legato alla ‘ndrangheta in manette. Questi numeri dell’operazione della guardia di finanza all’esito di una complessa indagine della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Milano, su presunte infiltrazioni della ‘ndrangheta nei subappalti per lavori sulla rete ferroviaria (Rfi è parte offesa). Nell’ordinanza cautelare è contestata l’associazione per delinquere finalizzata a reati tributari e bancarotta e ad alcuni arrestati l’aggravante dell’agevolazione mafiosa, perché con un sistema di incassi in nero, alcune società riconducibili ai clan, attive tra il Varesotto e Isola Capo Rizzuto, avrebbero sostenuto affiliati detenuti e le loro famiglie. Alcuni componenti dell’associazione per delinquere, scrive il procuratore facente funzione di Milano, Riccardo Targetti, hanno agevolato la ‘ndrina, facente capo alla locale di Isola Capo Rizzuto, contribuendo al mantenimento finanziario dei detenuti e dei loro familiari e procurando falsi contratti di assunzione per far ottenere benefici premiali a soggetti colpiti da provvedimenti giudiziari.
Tra gli indagati figura anche Maria Antonietta Ventura, presidente del cda del Gruppo Ventura, che si occupa di costruzioni ferroviarie, e che era stata candidata da centrosinistra e Cinque Stelle alla presidenza della Regione Calabria, ma poi la scorsa estate si era ritirata dalla corsa. Ventura, a capo della società coinvolta nell’inchiesta assieme al Gruppo Rossi, è indagata per l’ipotesi di associazione per delinquere, ma a suo carico il gip non ha riconosciuto la misura cautelare che era stata richiesta dai pm. Tra gli indagati ci sono anche Alessandro e Edoardo Rossi, rispettivamente direttore e presidente di Gcf del Gruppo Rossi.

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