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CICAS: rischio flop festa mariana a Crotone

Salvatore De Luca: "Quest’anno c’è il rischio concreto che la vicenda delle procedure di assegnazione degli spazi ai commercianti ambulanti soppianti i fuochi pirotecnici".

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Quest’anno c’è il rischio concreto che la vicenda della Festa Mariana e delle procedure di assegnazione degli spazi ai commercianti ambulanti soppianti i fuochi pirotecnici che la Curia ha deciso di non regalare alla città, per la prima volta da che se ne ha memoria. E giacchè la questione pare superata dal provvidenziale intervento dei benefattori privati, ci proponiamo di dare il buon esempio e gettare acqua anziché benzina sul fuoco del confronto tra questo Sindacato (CICAS – Confederazione degli Imprenditori, dei Commercianti, degli Artigiani, del Turismo e dei Servizi) e l’amministrazione del Sindaco Voce e del suo Assessore alle attività produttive. Per prima cosa, dunque, renderemo onore all’Avvocato Filiberto che ha immediatamente concesso a me ed al Commissario Anna Maria De Rose il tempo per un confronto aperto e franco. Non solo ci ha incontrati, ma ha anche espresso senza ritrosie e manierismi la posizione dell’Amministrazione cittadina.

La riassumiamo:

  1. in città vige un Regolamento che disciplina le modalità per la concessione anche temporanea degli spazi fieristici e commerciali. Il Regolamento è stato approvato il 3 giugno 2021 e ha quindi la paternità piena del nuovo corso politico guidato da Enzo Voce.
  2. Il calcolo delle tariffe, dunque, è stato ispirato in toto a quella fonte che tiene conto, almeno a dire dell’Assessore, della norma prevista dalla Legge n. 160 del 27 dicembre 2019 (effettivamente ne sono citati i comma da 837 a 845 dell’articolo 1).
  3. La deliberazione di Consiglio Comunale n. 68 del 3.06.2021, infine, non ha incontrato resistenze e/o subito impugnazioni ed è pertanto efficace.

La disamina giuridico-amministrativa, però, non finisce qui. Anzi, da qui si diparte quello che parrebbe essere (ma potremo anche aver capito male)il motivo reale della scelta di far pagare agli ambulanti tutti i costi della Fiera. Si tratta del divieto di spesa non ordinaria che la città subirebbe per decisione della Corte dei Contifin dai tempi della Giunta precedente. In altre parole, da ormai quattro anni o giù di lì a Crotone non si spende un solo centesimo che non sia dedicato a finalità obbligatorie o essenziali. La città vive una condizione di pre-dissesto e subisce l’amputazione di qualsiasi velleità di gestione che non rientri tra i servizi essenziali. Non c’è interesse che tenga dinanzi a questo regime, né quello dei commercianti ambulanti e neppure quello della città e della sua Fiera ultra secolare. Se le cose stanno così, allora non c’è altro da fare sul piano del dialogo e del buon senso. Ma CICAS è un sindacato, non un’istituzione di tecnocrati e gli ambulanti sono persone e non numeri su un foglio di calcolo.

Per questo faremo due cose:
La prima è di analizzare con attenzione l’iter genetico del Regolamento Comunale e il processo di determinazione delle tariffe. L’approfondimento di merito riserva spesso delle sorprese e se ci saranno azioni da compiere nell’interesse dei commercianti ambulanti e della città stessa le valuteremo di certo.
La seconda è di porre alcune domande su come l’Amministrazione stabilisca le sue priorità e definisca i confini della sua possibilità di spesa. Non è casuale che proprio in questi giorni si discuta sulla scelta di stanziare una somma considerevole per il murale dedicato a Rino Gaetano che il celeberrimo street-artist Joritdovrebbe realizzare nel quartiere dei “300 alloggi”. Con grande rispetto vorremmo comprendere se e come quell’investimento possa superare il divieto della magistratura contabile tanto implacabile fin qui. Non c’è alcuna intenzione polemica nel nostro agire e nessun pregiudizio ci ispira. Al contrario, ci proponiamo di dare un contributo costruttivo nell’interesse collettivo e dei nostri associati. Vediamo allora quali sono ad oggi i frutti della scelta tanto rigorosa dell’Amministrazione sulle tariffe. I dati sono quelli che abbiamo appreso dal sito istituzionale dell’Ente che ha pubblicato legraduatorie succedute al Bando.
Il Comune contava di assegnare complessivamente 238 posti. Le domande pervenute sono state 159 in totale. Quelle non ammesse sono 8. Quelle ammesse con riserva sono 19 I posti assegnati sono stati 132.
I posti “liberi” sono 106. Non sta a noi giudicare una percentuale che sfiora il 45% di aree non occupate, ma crediamo che si tratti di un dato senza precedenti. Regole, procedure e numeri sono certamente importanti ma devono sostenere un’azione amministrativa dedicata agli interessi ed al benessere della collettività, delle categorie sociali e delle persone, alla preservazione delle tradizioni e allo sviluppo delle occasioni, tantopiù a valle di oltre due anni di azzeramento di esse. Non può esserci azione amministrativa senza scelte precise e azioni conseguenti.  Le responsabilità seguono naturalmente e non possono essere evitate. Governare è un dovere ed anche un privilegio che tocca ad altri. A CICAS spetta fare tutto il possibile per proteggere chi si affida al nostro ruolo sindacale e sociale. Il mese Mariano, intanto, è ufficialmente iniziato.

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