Incendi in Calabria, l’allarme del WWF: “Serve una nuova strategia per fermare l’emergenza” foto
La Calabria continua a essere tra le regioni italiane maggiormente colpite dai roghi. Il WWF chiede di puntare su prevenzione, gestione del territorio e adattamento ai cambiamenti climatici
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Foto wwf Calabria e Erika SansaloneNon basta intervenire quando il fuoco è già divampato. Per contrastare gli incendi boschivi serve un cambio di paradigma che metta al centro prevenzione, pianificazione e gestione del territorio. È il messaggio che emerge dal nuovo rapporto del WWF Italia dedicato agli incendi boschivi, che fotografa una situazione ancora critica e indica la Calabria tra le regioni maggiormente interessate dal fenomeno.
Calabria tra le regioni più colpite
I dati evidenziano come nei primi sette mesi del 2026 in Italia siano andati in fumo circa 70 mila ettari di territorio, con un incremento del 133% rispetto alla media degli ultimi vent’anni. Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia restano le aree maggiormente colpite.
A preoccupare è soprattutto l’aumento dei cosiddetti “mega-incendi”: pur rappresentando una parte limitata del numero complessivo dei roghi, sono responsabili della maggior parte delle superfici percorse dal fuoco e risultano sempre più difficili da contenere.

Un’emergenza che non riguarda solo l’estate
Gli incendi boschivi non producono soltanto danni al patrimonio naturale. Le conseguenze interessano la biodiversità, il dissesto idrogeologico, la qualità dell’aria, le attività agricole e turistiche, oltre alla sicurezza delle popolazioni che vivono nelle aree di interfaccia tra boschi e centri abitati.
Il cambiamento climatico, con temperature sempre più elevate e periodi di siccità prolungati, contribuisce inoltre a rendere la vegetazione più vulnerabile e favorisce la propagazione delle fiamme.
Oltre il 95% dei roghi è provocato dall’uomo
Secondo il dossier, oltre il 95% degli incendi boschivi ha origine antropica. Dietro ai roghi ci sono episodi dolosi, ma anche comportamenti colposi o imprudenti, come l’accensione di fuochi, l’abbandono di mozziconi di sigaretta, barbecue utilizzati in modo improprio o altre disattenzioni che, soprattutto nei periodi di maggiore caldo, possono trasformarsi in incendi devastanti.

La prevenzione al centro della strategia
Per il WWF la risposta non può limitarsi al potenziamento dei mezzi antincendio e delle attività di spegnimento. Occorre investire sulla gestione attiva delle foreste, sulla manutenzione del territorio, sulla riduzione del materiale vegetale secco, sul coinvolgimento delle comunità locali e su una pianificazione capace di rendere i territori più resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici.
L’obiettivo, sottolinea l’associazione, è ridurre il rischio che gli incendi assumano dimensioni sempre più estreme e limitare i danni ambientali, economici e sociali che ogni estate colpiscono vaste aree del Paese.







