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Nessuno può dirsi così povero da non poter donare qualcosa agli altri.

In tempi di grande crisi si vede spesso, splendere e brillare, quella voglia di volersi sostenere e voler sorreggere i più deboli.

Oggi vogliamo raccontare ciò che sta accadendo nel comune di Roccabernarda, dove la piccola comunità, isolata e con non poche problematiche, vuole far sentire la sua unione e il suo amore a chi si trova in difficoltà.

L’idea, nasce dalla volontà di Don Ercole Bonofiglio, parroco di Santa Maria Assunta, che partendo da un messaggio inviato a tutta la comunità, ha innescato un movimento che neanche lui si aspettava; “Non avrei mai immaginato che sarebbe arrivata roba a dire basta” ha affermato Don Ercole.

L’iniziativa ha visto, fin da subito, il coinvolgimento attivo dei volontari della parrocchia e dell’amministrazione comunale di Roccabernarda, che hanno dato “un volto alla carità”, rispondendo al bisogno di quanti vivono in stato di necessità; la comunità intera, ha sentito, fin da subito, il dovere di partecipare, “con gesti di gratuità e condivisione”.

L’oratorio della parrocchia, è così diventato un enorme magazzino dove preparare pacchi con pasta, olio, latte e zucchero da consegnare a più di cento famiglie.

In tantissimi, non solo privati cittadini, ma anche aziende e associazioni, si sono adoperati, per riempire i pacchi di beni di prima necessita, una vera è propria gara di solidarietà, che vedrà partire, anche, una seconda iniziativa da lunedì 6 al 10 di Aprile.

Durante questi giorni, tutti potranno aderire all’iniziativa; chi vorrà potrà recarsi presso i market del paese e contribuire con l’acquisto di beni di prima necessità; la raccolta sarà destinata a tutte le famiglie bisognose del paese e distribuita tutti i sabati, dalle ore 10:00 alle ore 12:00, in oratorio”.

Come per tutti, anche il paese, sta oggi affrontando una situazione completamente nuova; tantissime persone si sono ritrovate da un giorno all’altro senza un reddito.

Il coronavirus sta facendo emergere ancora di più, le fragilità e il senso di impotenza – ci dice una delle volontarie della parrocchia – colpendo soprattutto le fasce più deboli e svantaggiate del paese”.

Diverse attività commerciali “non necessarie”, hanno dovuto chiudere e molti dipendenti si sono ritrovati a casa, senza poter sostenere economicamente la propria famiglia.

Diventa così, vitale il progetto che ha preso vita e che sta lanciando un segnale positivo, che arriva dal “rafforzamento del senso di comunità e dall’impegno concreto di tutti”; così, il contribuire a questa raccolta diventa importante “per superare insieme questo momento e poterne uscire più forti, sia come singoli che come sistema territoriale”.

La frase di Papa Francesco: “Nessuno può dirsi così povero da non poter donare qualcosa agli altri”, è così divenuta Leitmotiv di tutta la comunità di Roccabernarda: “I pacchi comprenderanno pasta, riso, sugo di pomodoro, legumi, latte, ceci, tonno, olio, biscotti e per i bambini anche prodotti prima infanzia”.