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L’interrogazione sulla Consulta del Sociale è stata un’opportunità

"Un'opportunità per ringraziare i consiglieri per il lavoro costante che fanno nelle commissioni e un'opportunità per ringraziate anche le tante associazioni presenti sul territorio che negli ultimi anni sono cresciute in quantità ma soprattutto in qualità".

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Un’opportunità per ringraziare i consiglieri per il lavoro costante che fanno nelle commissioni e un’opportunità per ringraziate anche le tante associazioni presenti sul territorio che negli ultimi anni sono cresciute in quantità ma soprattutto in qualità, dando agli enti locali e alle istituzioni in generale, una grande mano in un periodo storico assolutamente inedito e che ha certamente modificato le nostre vite. È stata un’opportunità anche per ricordare che questa amministrazione comunale prova ad ancorare ogni scelta a criteri oggettivi e improntati alla massima trasparenza, mettendo al centro, quando si tratta di operare delle scelte che in qualche modo incidono sull’attività amministrativa, il criterio del merito e della legittimità. È proprio in ragione di ciò, quando grazie alla sollecitazione di alcuni rappresentanti del Terzo Settore, abbiamo avviato la discussione sulla necessità di ripristinare un organismo così importante come la Consulta Sociale, d’accordo con la Presidenza del Consiglio Comunale e dopo un serrato confronto con alcuni consiglieri comunali, in primis proprio con la consigliera Passalacqua, abbiamo insieme ritenuto che vi fosse la necessità che si apportassero delle modifiche al relativo regolamento. In particolare perché questo, nel suo articolato, prevedendo un limite di rappresentanza a un numero ridotto di associazioni, non ancorava la scelta di queste a parametri oggettivi e trasparenti ma puramente discrezionali.

In ragione di ciò, nonché della necessità di adattare il regolamento a uno scenario sociale profondamente mutato dal 2016 a oggi,  i consiglieri comunali si sono giustamente determinati nell’avviare un lavoro di revisione prima in seno alla commissione regolamento e successivamente in seno alla commissione politiche sociali. Risulta quindi agli stessi consiglieri proponenti l’interrogazione che, una volta licenziato il punto nelle commissioni, lo stesso debba ottenere l’approvazione del consiglio comunale.
Esauriti questi passaggi necessari, il Sindaco sarà finalmente nelle condizioni di emanare il relativo avviso pubblico. Una scelta quindi ponderata, e peraltro condivisa, dei consiglieri comunali, i cui tempi sono naturalmente rimessi al lavoro che ogni giorno fanno instancabilmente. D’altra parte, istituire la Consulta e poi modificarne il regolamento avrebbe voluto dire non poter applicare a quella Consulta le regole tanto volute dagli stessi consiglieri comunali proponenti l’interrogazione.

L’assessore alle Politiche Sociali
Filly Pollinzi

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