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Oggi la Giornata Nazionale delle persone con Sindrome di Down

La nota del Garante per i diritti delle persone con diverse abilità Antonio Clausi; "non è un giorno di festa ma piuttosto un invito alla riflessione".

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Oggi 10 ottobre è la Giornata Nazionale delle persone con Sindrome di Down. Non è un giorno di festa ma piuttosto un invito alla riflessione. I temi di quest’anno sono due: “RIPARTIAMO” e “PIU’ CI ASSUMI E PIU’ CI ASSUMERANNO”.
Il primo slogan vuole essere un’incitazione ed un auspicio in questo secondo autunno dall’inizio della pandemia da covid-19. Certo non possiamo dimenticare e né celare le angosce, le preoccupazioni e le incertezze che abbiamo vissuto, i problemi di natura economica e soprattutto quelli di natura emotiva e psicologica così devastanti per ognuno di noi ma ancora più gravi per chi vive in prima persona le problematicità dello stigma legato alla sindrome di Down o ad altre forme di disabilità. Ma questo autunno sarà anche quello della speranza concreta che finalmente si possa, appunto, ripartire. In realtà le associazioni di volontariato del nostro territorio non si sono mai fermate, anche in pieno lockdown, tentando fra mille difficoltà, di mantenere relazioni e attività d’inclusione. A loro, agli operatori ed a tutti i volontari un grazie. Dunque ripartiamo con maggiore consapevolezza per abbattere tutte le barriere soprattutto culturali che tendono ad emarginare le persone con abilità diverse. Le persone con sindrome di Down sono innanzitutto “persone”, sono felici di vivere, amano e desiderano essere amati, desiderano lavorare e vorrebbero poter scegliere di persona su ciò che li riguarda. Ecco allora l’importanza, da una parte, dei percorsi di autonomia e di formazione-lavoro per giungere alla piena inclusione sociale di giovani con Sindrome di Down e, dall’altra, delle azioni di sensibilizzazione dei contesti territoriali secondo lo slogan “PIU’ CI ASSUMI E PIU’ CI ASSUMERANNO” perché diventi non più eccezionale l’essere parte integrante del mondo adulto. Questo obiettivo va perseguito non solo perché è un diritto sancito dalla nostra Costituzione e dalla Convenzione ONU delle persone con disabilità, ma anche perché combatte l’esclusione e il malessere che rende ancora più fragili le persone con abilità diverse.
Ma c’è, anche, un ulteriore motivo, l’inserimento di una persona con disabilità sui luoghi di lavoro porta benefici non solo al diretto interessato ma a tutta l’azienda, con un impatto positivo sullo spirito di squadra, la motivazione dei colleghi e la soddisfazione dei clienti. In altri termini, la diversità rafforza tutti i luoghi di lavoro e può mettere in moto un circuito virtuoso che fa crescere l’intera società. È allora facile comprendere perché il mondo della scuola ha, sotto questo aspetto, un ruolo non solo fondamentale ma anche imprescindibile; è il primo luogo istituzionale dove la persona con disabilità interagisce socialmente con altri non appartenenti al proprio nucleo familiare. È dunque il primo luogo dell’inclusione, anche se purtroppo, sembra essere ancora una meta lontana per le molte criticità ancora così presenti dopo quarant’anni.
Le strategie da mettere in campo devono avere come obiettivo quello:

  1. di interrompere il circolo vizioso della riproduzione della povertà educativa,
  2. di creare una stretta collaborazione con tutti i soggetti protagonisti della comunità educante per promuovere un’educazione di qualità, equa, con reali opportunità di apprendimento per tutti;
  3. di contribuire alla riduzione della discriminazione e delle disuguaglianze.

A tal proposito, vorrei segnalare che già da qualche mese, i servizi sociali del Comune di Crotone hanno avviato un’interlocuzione con tutti i soggetti che operano nel settore sul tema della mappatura delle esigenze del nostro territorio, strumentale ad individuare gli interventi più opportuni e calibrati da erogarsi a favore delle persone con abilità diverse.
Appuntamento, allora, con tutti al prossimo 28 ottobre. Questa sera, in accordo con l’amministrazione comunale, il Palazzo Comunale sarà, simbolicamente, colorato di giallo e blu, i colori della consapevolezza della sindrome di down, per testimoniare l’adesione della città alla Giornata Vuole essere un segno e cioè: noi ci siamo.

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