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Il grande cuore della Calabria: il racconto della missione umanitaria in Ucraina della ODV “Il mio amico Jonathan”

Non è solo la storia di una iniziativa di solidarietà ma il racconto di una esperienza umana unica.

Non è solo la storia di una iniziativa di solidarietà ma il racconto di una esperienza umana unica.
E’ quella che i volontari della ODV “Il mio amico Jonathan” hanno vissuto, all’inizio dello scoppio della guerra in Ucraina, portando aiuti umanitari alla popolazione, presentata ieri sera, nella Sala Consiliare. L’iniziativa promossa dall’associazione MutaMenti ha visto la partecipazione dell’assessore alle Politiche Sociali Filly Pollinzi, di Pamela Presti dell’associazione MutaMenti, di Debora Mauro presidente della ODV “Il mio amico Jonathan”, di Emmanuele Saccà, promotore dell’incontro e di Francesco Trentinella che con Alessandro e Carlo ha affrontato il viaggio che da Palmi li ha portati a Siret ai confini dell’Ucraina.
Presente la presidente della III Commissione Consiliare Politiche Sociali Antonella Passalacqua e Abele Trosino, pastore della Chiesa Cristiana Evangelica di Crotone anch’essa impegnata in azioni di solidarietà a favore del popolo ucraino. Un viaggio durato trentotto ore, tra traversie e incertezze ed anche paura per quanto stava avvenendo ma con la consapevolezza di compiere un gesto d’amore importante. Francesco Trentinella ha raccontato i particolari di questo viaggio cominciato con la raccolta di generi di prima necessità attraverso una sottoscrizione che ha visto la grande disponibilità della gente di Calabria che ha dimostrato di avere un grande cuore. E poi il viaggio, attraverso l’Europa, con quello che ha definito “un carico d’amore” che i tre volontari sono riusciti a consegnare ad un centro di prima accoglienza ai confini dell’Ucraina. In quei luoghi hanno conosciuto anche le condizioni delle popolazioni scampate alla guerra,  visto la paura negli occhi dei bambini ma anche sentito il calore della riconoscenza di chi all’improvviso ha perso tutto.

Ho bevuto le mie lacrime per quello che ho visto ma anche ritrovato l’orgoglio di essere calabrese per la grande solidarietà di quanti hanno contribuito a realizzare questa missione – ha detto Francesco Trentinella.