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Bellissima esecuzione quella del Duo Musikalisch

I due giovani artisti hanno lavorato con lodevole attenzione, ma a volte hanno evidenziato una lettura musicale che volesse dimostrare di esaltare la scrittura pianistica e tenere a distanza, quasi temendo il confronto, la fragranza dell’orchestrazione.

Costanza e continuità, probabilmente sono le armi vincenti della Società Beethoven, vista la notevole presenza di pubblico giovane e meno giovane ai concerti che in questo periodo sta realizzando nel Castello di Santa Severina. Sabato 02 Ottobre, è stato ospite il duo a 4 mani “Musikalisch”, Elisabetta Laganà e Gabriele Sciarrone , che hanno presentato un programma tra Classicismo e Romanticismo con una puntata al periodo impressionista del primo  novecento con M.Ravel. Il programma comprendeva infatti: M. Clementi – “Sonata op.3 n.1”; J.Brahms – “Valzer op. 39”; F.Liszt – “Les  Preludes” ; M.Ravel – “Ma mere l’oye” .
Un duo che fin dalle prime battute ha dimostrato una visione dell’insieme dove i contrasti e i ritmi sono provocanti, ricchi di atmosfere preziose senza però la seduzione dei temi cantabili e delle progressioni di fondali sonoro sempre mutabili. I due giovani artisti hanno lavorato con lodevole attenzione, ma a volte hanno evidenziato una lettura musicale che volesse dimostrare di esaltare la scrittura pianistica e tenere a distanza, quasi temendo il confronto, la fragranza dell’orchestrazione. Una bella esecuzione all’interno della quale hanno dimostrato un Clementi che non è solo un tecnico della tastiera, come qualcuno lo vuole etichettarlo, mentre  nei valzer di Brahms  erano  evidenti il sapore Zigano contrappuntistico con evidenti echi provenienti da Schubert e Schumann. Nei “Preludes”  di Liszt invece hanno sottolineato il clima misterioso e di estrema tensione che sancisce  l’affermazione  del tema principale con una nota dolente  agli episodi pastorali. Molto bella l’aria fiabesca fantasiosa  che hanno saputo rendere in “Ma mere L’oye”  di Ravel. L’ambiguità dello sguardo rivolto al mondo infantile, in fondo segna il momento mediano, quello della favola che diventa racconto pauroso in bilico tra angoscia e avventura. Una bellissima serata che è culminata con applausi calorosissimi e una serie di bis.