E io ci sto: “un’altra bella occasione per non dimenticare che essere nati fortunati non è un merito” foto

Riuscitissima prima serata del Festival spostatosi ad Orto Tellini, segnata dal meritevole dubbio di approfondire il senso vero di “zone di comfort”

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    Al termine della rassegna 𝐑𝐀𝐃𝐈𝐂𝐈 con la proiezione e premiazione di 𝐂𝐚𝐧𝐨𝐧𝐞 𝐄𝐟𝐟𝐢𝐦𝐞𝐫𝐨, dei fratelli 𝘔𝘢𝘴𝘴𝘪𝘮𝘪𝘭𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘦 𝘎𝘪𝘢𝘯𝘭𝘶𝘤𝘢 𝘋𝘦 𝘚𝘦𝘳𝘪𝘰, E io ci sto si è spostato ad Orto Tellini. Dopo le tre serate dedicate al cinema del territorio e la conclusione del concorso svolto al Museo e Giardini di Pitagora, questa nuova edizione, che segna il passaggio da rassegna a vero e proprio Festival dedicato al cinema documentario e al racconto del reale, prima delle proiezioni, si è spostata ieri sera ad Orto Tellini, dove Fabio Canino ha dato il via ai podcast live, con il palco (piccolo) che ha ospitato Giuseppe Bertuccio D’Angelo, anima del Progetto Happiness.

    Fabrizio Oliverio Presidente e co direttore artistico (assieme a Canino) del progetto, ha prima voluto, proprio al fianco del noto attore, scrittore e conduttore radiofonico e televisivo, sottolineare come Orto Tellini tornasse scenario di incontri e festival senza dimenticare e dare un segno ai migranti che, nei mesi scorsi e fino a qualche ora prima, avevano occupato (e mai bivaccato) gli stessi spazi: “ci abbiamo anche parlato con queste donne ed uomini coraggiosi -ha rammentato Oliverio- innanzitutto per portare il segno indelebile di accoglienza di questa città che ha troppe occasioni per non dimenticare che essere nati in questo posto fortunato non è un merito, ma un caso”. Canino con il format Novanta90 (come la paura) ha dunque presentato e chiacchierato con Giuseppe Bertuccio D’Angelo, 35enne originario di Messina, che dopo aver ottenuto la laurea in Economia, ha deciso di esaudire il sogno prima di partire da solo per fare il giro del mondo in un anno e dopo l’esperienza sportiva da ironman, completando la competizione di triathlon più dura al mondo, di dedicarsi ai reportage che realizza dai villaggi più remoti alle metropoli, da più continenti, senza dimenticare l’Italia, proponendo, con il Progetto Happiness, di portare alla luce voci, volti e filosofie di vita che raramente trovano spazio altrove. “Non cerco risposte definitive -ha sottolineato ancora una volta- ma sfumature. Perché la felicità non è una formula: è un mosaico di esperienze umane. La felicità non è mai giusta o sbagliata”.

    e io ci sto 2026 prima serata ad orto tellini

    Poi ci si è spostati sul palco delle proiezioni, con il saluto del Sindaco Vincenzo Voce accolto da Francesco Pupa che ha accompagnato, con il consueto garbo, il foltissimo pubblico alle proiezioni di Bertuccio D’Angelo certamente più apprezzabili nel loro essere storie vere, raccontate con pochi filtri (e meno retorica), e che offrono, con schiettezza e più dubbi, la distinzione tra scelte, cambiamento, paura, speranza e sensi ed obblighi di appartenenza.

    e io ci sto 2026 prima serata ad orto tellini

    Questa sera il ricco programma che non si esaudisce nemmeno ad Orto Tellini, prosegue con il salotto di Fabio Canino che accoglierà l’attore Francesco Colella. La serata proseguirà poi alle 21:00 con le premiazioni di SCONFINI – Story & Docs Lab (contest di scrittura sul paesaggio meridiano e la sostenibilità) e culminerà con la proiezione di Rino Gaetano Sempre più blu, arricchita dalla presenza del regista Giorgio Verdelli. Sarà comunque interessante continuare a seguire questa vera e propria kermesse che, a proposito di “zone di comfort”, propone gli interessantissimi sguardi di TRACCIA, una mostra fotografica incentrata sul cambiamento climatico curata dall’Ass. Culturale Krotografia e dal Gruppo Fotoamatori, meritevole di essere approfondita serata dopo serata.

    (Le foto di questo servizio sono a cura di Marco Eolio, seguiranno le gallerie curate da Simone Carozzo).

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