E io ci sto! 2026 — Il cinema che difende il Mediterraneo foto

Festival settimanale a Crotone (22–28 agosto 2026) che ha unito cinema del reale, divulgazione scientifica e impegno ambientale con proiezioni, podcast e azioni concrete per la tutela del Mar Ionio.

La settima edizione del festival cinematografico E io ci sto! – Il cinema sotto le stelle, diretto da Fabrizio Oliverio e organizzato da uno staff giovane e appassionato di crotonesi, si è svolta a Crotone dal 22 al 28 agosto 2026, confermando la capacità del territorio di promuovere cultura, partecipazione e confronto attraverso un progetto capace di intrecciare cinema del reale, sensibilità ambientale, divulgazione e rigenerazione degli spazi urbani.

Il filo conduttore dell’edizione è stato il Cinema del reale, con un’attenzione particolare al Mediterraneo, all’ambiente e alle radici culturali del territorio. Un percorso articolato in proiezioni, incontri, podcast, attività di divulgazione scientifica e iniziative concrete di tutela del patrimonio naturale, trasformando il festival in uno spazio di incontro tra cinema, cultura e impegno civico.

Ad aprire ufficialmente la manifestazione è stata la rassegna RADICI, dedicata al cinema del territorio e ospitata al Museo dei Giardini di Pitagora. La prima serata ha proposto la proiezione e la premiazione di Domani – Il viaggio di Maysoon Majidi, di Vincenzo Caricari e Barbara Di Fabio, una storia di lotta, memoria e resistenza che ha inaugurato il percorso cinematografico della manifestazione.

La rassegna è poi proseguita con The Lost Legacy of Tony Gaudio, di Alessandro Nucci, alla presenza del produttore e sceneggiatore Fabrizio Nucci. Al documentario è stata assegnata una Menzione Speciale della giuria per l’accurato e ambizioso lavoro di ricerca dedicato a una figura fondamentale, ma a lungo dimenticata, della storia del cinema. La giuria ha sottolineato in particolare la capacità dell’opera di coniugare rigore storico e intrattenimento attraverso un ritmo dinamico, un articolato apparato di testimonianze e un efficace utilizzo dei codici del genere, restituendo con equilibrio l’atmosfera delle origini della cinematografia hollywoodiana.

A chiudere le tre serate di RADICI è stato Canone Effimero, dei fratelli Massimiliano e Gianluca De Serio, vincitore del Primo Premio della rassegna. La giuria ha premiato l’eccezionale rigore formale e la raffinata ricerca estetica con cui la regia si fa custode della memoria e delle tradizioni orali del patrimonio italiano. Attraverso una forte dimensione poetica e sensoriale, il film trasforma il sonoro e i canti polivocali nel motore stesso del racconto, offrendo un’esperienza cinematografica di particolare intensità artistica. A introdurre il documentario è stata l’ospite speciale Eva Geist, DJ e producer.

Le una commissione artistica del Premio Radici arricchita dalla presenza di Matteo Garrone, a conferma dell’ambizione culturale e della qualità della proposta.

La programmazione dell’area principale del festival ha quindi spostato lo sguardo dalla memoria del territorio alla contemporaneità, mantenendo sempre il reale come elemento centrale del racconto. Ogni sera, alle 20:00, l’Orto Tellini si è trasformato nello studio a cielo aperto di NOVANTA90, il podcast condotto da Fabio Canino, che ha accompagnato il pubblico attraverso conversazioni con protagonisti del cinema, della cultura, della divulgazione e dell’impegno sociale.

La prima serata è stata dedicata al viaggio, alla scoperta e ai nuovi modi di raccontare il mondo, con Giuseppe Bertuccio D’Angelo, ideatore di Progetto Happiness, un progetto che attraversa luoghi, culture e comunità trasformando il viaggio in uno strumento di conoscenza e incontro. In questa occasione gli è stato consegnato anche il Premio Narrazione Digitale, riconoscimento attribuito per la capacità di combinare racconto audiovisivo, divulgazione e linguaggi digitali, parlando in maniera diretta alle nuove generazioni.

La seconda serata ha visto protagonista sul palco di NOVANTA90 l’attore Francesco Colella, in un dialogo dedicato alle esperienze maturate tra cinema, teatro e televisione. La serata è quindi proseguita nell’Area Cinema con la proiezione e la premiazione di Rino Gaetano – Sempre più blu, presentato per la prima volta in un festival cinematografico in Calabria alla presenza del regista Giorgio Verdelli. Il documentario ha riportato sullo schermo la storia, la musica e l’eredità di un artista profondamente legato all’identità di Crotone e ancora capace di parlare a generazioni diverse.

Il tema ambientale ha trovato la sua espressione più concreta in Missione Jonio, progetto sviluppato il 25 e 26 agosto nell’Area Marina Protetta di Capo Colonna, Zona A. Per due giornate, giovani e giovanissimi, cittadini, ricercatori e divulgatori sono stati coinvolti in attività di pulizia delle spiagge e dei fondali, osservazione e divulgazione scientifica. Un’esperienza condivisa con Martina Capriotti, Explorer di National Geographic, Filippo Nicolini, biologo e divulgatore di Biopills, e Marco Spinelli, documentarista e divulgatore.

L’attività sul campo ha prodotto anche un dato concreto: durante le due giornate sono stati raccolti oltre 50 chilogrammi di rifiuti, una quantità che ha reso immediatamente evidente l’impatto delle attività umane sull’ecosistema marino. L’esperienza si è conclusa con il panel La Natura Racconta, un momento di confronto nel quale immagini, testimonianze e osservazioni raccolte durante le attività sono diventate lo spunto per riflettere sul rapporto tra uomo e ambiente e sulla necessità di conoscere gli ecosistemi per poterli realmente proteggere.

La terza serata ha portato sul palco di NOVANTA90 Andrea Iacomini, portavoce di UNICEF Italia, per un confronto sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, sulle emergenze umanitarie e sul ruolo dell’informazione nel raccontare le crisi che attraversano il mondo. Prima di lasciare il palco, Iacomini ha rivolto al successivo ospite una domanda destinata a diventare anche una delle suggestioni della serata: «Hai paura di questo mondo?»

La risposta è arrivata attraverso il cinema, con la proiezione e la premiazione di Shark Preyed, alla presenza del regista, esploratore e divulgatore Marco Spinelli. Il documentario ha ricevuto il Premio Ambiente e Territorio, riconoscimento attribuito per aver riportato l’attenzione su uno degli abitanti più affascinanti e, allo stesso tempo, più fraintesi dei nostri mari, contribuendo a una maggiore consapevolezza sulla necessità di tutelare gli ecosistemi marini.

Il percorso del festival si è concluso con To Fake or Not to Fake?, lo spettacolo di Fabio Canino realizzato in collaborazione con Kroma. Il gran finale ha affrontato uno dei temi più urgenti dell’ecosistema informativo contemporaneo: il confine sempre più sottile tra vero e falso, tra informazione e disinformazione, tra realtà e percezione della realtà.

Attraverso un dialogo tra giornalismo, comicità, scrittura e scienza, lo spettacolo ha coinvolto il giornalista Alberto Puoti, lo stand-up comedian Daniele Gattano, la scrittrice Elisa Del Mese, Piero Genovesi, responsabile Fauna di ISPRA, e Mike Harakis. La dimensione teatrale è stata arricchita dalla musica dal vivo del Maestro Dino Scuderi al pianoforte e dalle voci di Floriana Mungari, Floriana Monici e Chiara Ranieri.

Una serata capace di alternare ironia e approfondimento, spettacolo e riflessione, mostrando come fake news e viralità possano modificare la nostra percezione del reale e rendendo sempre più complesso distinguere ciò che è autentico da ciò che semplicemente appare tale. Un finale che ha lasciato il pubblico con una domanda aperta sulla responsabilità individuale nel modo in cui riceviamo, interpretiamo e condividiamo le informazioni.

Accanto al programma cinematografico e agli appuntamenti sul palco, il festival ha ospitato altre iniziative dedicate alla cultura e alla sensibilizzazione ambientale. All’Orto Tellini è stata allestita una mostra fotografica curata dalle associazioni Krotografia e Gruppo Fotoamatori Crotone, dedicata all’ecologia e alla lotta ai cambiamenti climatici. Il concorso letterario sulla Calabria ha invece dato spazio a giovani giornalisti e autori, favorendo nuovi linguaggi per raccontare il territorio e rafforzando il dialogo tra realtà locali e nazionali.

Le diverse attività hanno avuto come scenario alcuni dei luoghi più significativi di Crotone, dall’Orto Tellini a Capo Colonna, fino al Museo dei Giardini di Pitagora. Il festival ha così trasformato spazi urbani e luoghi storici in luoghi di incontro e partecipazione, creando un rapporto diretto tra patrimonio, comunità e produzione culturale.

La manifestazione è stata sostenuta dalla Fondazione Calabria Film Commission, nell’ambito del progetto “Bella come il cinema”, volto a portare il cinema nei luoghi più iconici della Calabria e a rafforzare il legame tra cultura, cinema e valorizzazione del territorio.

La settima edizione di E io ci sto! ha segnato così un passaggio significativo: da rassegna cinematografica a vero e proprio festival della cultura sostenibile, nel quale il cinema è diventato strumento di conoscenza, memoria, divulgazione e partecipazione. Il programma ha saputo mettere in relazione storie personali e memoria collettiva, cinema e ambiente, scienza e intrattenimento, dimensione locale e apertura nazionale.

Grazie al lavoro di Fabrizio Oliverio, dello staff e della rete di collaborazioni costruita attorno alla manifestazione, Crotone ha vissuto una settimana nella quale la cultura è tornata a occupare gli spazi della città, coinvolgendo pubblico, giovani, professionisti e comunità scientifica. L’eredità di questa edizione non si esaurisce quindi nelle proiezioni e negli spettacoli: resta nella partecipazione, nei 50 chilogrammi di rifiuti rimossi dal mare, nella valorizzazione della memoria e delle tradizioni, nella sensibilizzazione ambientale e soprattutto nella rete di relazioni costruita per continuare a raccontare e vivere il territorio attraverso il cinema.