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POLITICA

7 proposte per restituire dignità a Crotone

Dopo qualche settimana di vacanza nella "sua" Crotone, considerato lo stato repellente, quasi perverso, in cui versa la città, Giuseppe propone azioni concrete!

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Venerdì 24 Agosto 2018 - 10:10

le foto sono a cura di Roberto Carta

riceviamo e pubblichiamo:

Gentile Direttore,

dopo qualche settimana di vacanza a Crotone, considerato lo stato repellente, quasi perverso, in cui versa la città, ho deciso di farmi promotore di alcune iniziative, a basso impatto economico, che potrebbero servire per restituire dignità alla cittadinanza tutta.

Evito gli orpelli e non pongo nemmeno l’accento sul sonno profondo in cui è precipitata l’attuale Amministrazione. Lancio sul tavolo sette piccole proposte attuabili nel giro di un anno, ovvero una ogni sei settimane circa, così da ripristinare un minimo di decoro urbano in vista dell’estate del 2019. La stagione in esaurimento, tra sudiceria per strada, atti vandalici e azzeramento degli spazi ludici, sarebbe il caso di mandarla presto in archivio.

Confido in una buona adesione da parte dei cittadini crotonesi; sono certo, infatti, che qualora le iniziative incontrassero il gradimento dei più, anche il Sindaco Dott. Pugliese troverebbe il tempo e la misura per concedere almeno una cortese risposta.

Giuseppe Facino

 

Proposta 1: ambiente e rifiuti. Occorre abbandonare la raccolta indifferenziata attivando un sistema integralmente domiciliare, attraverso la rimozione dei contenitori stradali e la contestuale personalizzazione del servizio, contrastando definitivamente l’effetto “discarica a cielo aperto”. Come già sperimentato dalla maggior parte dei comuni italiani, la raccolta dovrà riguardare l’umido, la carta e i cartoni, il vetro nonché gli imballaggi leggeri in plastica, acciaio e alluminio. Al tempo stesso, il servizio di raccolta procederà al ritiro del "nero residuo". Bisognerà prevedere la consegna in comodato d'uso gratuito di appositi bidoni dotati di transponder per ogni numero civico e/o piccolo quartiere. La proposta rientrerebbe nell’indispensabile ricostruzione del ciclo dei rifiuti, onde evitare che la crisi igienica già in corso divenga irrimediabile. Cambiare le modalità di raccolta dei rifiuti, però, potrebbe non essere sufficiente; i cittadini, infatti, andranno rieducati al rispetto della cosa pubblica. L’Amministrazione dovrà utilizzare il pugno di ferro contro chi non rispetterà la raccolta differenziata, chi abbandonerà i rifiuti per strada, i proprietari di cani che non ripuliranno i marciapiedi e chi commetterà abusi di ogni tipo (come il lancio delle carte dai finestrini delle auto, ancora di moda a Crotone nel 2018). Controlli continuativi e fiumi di verbali per ripristinare il senso civico. All’origine, l’Amministrazione dovrà impegnarsi coi cittadini per attivare canali di discussione partecipata periodici e spiegare il valore attrattivo di una città pulita e organizzata, nonché il risparmio che comporterebbe la creazione di una corrispondenza diretta tra gli utenti e la loro tariffazione del servizio di raccolta urbana.

 

Proposta 2: riqualificazione del patrimonio edilizio. Si parta da un censimento, magari già disponibile, delle aree urbane abbandonate e, soprattutto, degli immobili inutilizzati di proprietà del demanio (palazzi, giardini, edifici militari, ecc…). Da qui, l’Amministrazione dovrà farsi promotrice di una strategia integrata di interventi di riutilizzo, anche temporaneo, di tali beni. Sulla scia di quanto avvenuto col molino Scodellino del comune di Castel Bolognese (Ravenna), le associazioni, esistenti o da costituire, di cittadini privati potranno “adottare” un bene pubblico, in maniera totalmente gratuita, e farsi carico della riqualificazione che, spesso, non è onerosa da un punto di vista economico quanto “sociale”. A Crotone, infatti, alcuni locali del demanio, in discreto stato manutentivo, anziché restare abbandonati, potrebbero essere assegnati alle associazioni già citate per organizzare incontri su temi civici o, più semplicemente, attività ludiche e di svago.

 

Proposta 3: volontariato civico. Lo spunto lo dà il Comune di Torino che nel 2009, sulla scia di un’iniziativa di successo degli anni Ottanta, ha attivato il progetto “Senior Civico” consentendo ai cittadini over65 di impegnarsi in tanti servizi di pubblica utilità: vicinato solidale, rimozione di scritte vandaliche dai muri dei palazzi, pulizia di giardini e spazi di verde pubblico, supporto ai bambini in vari ambiti. La Calabria è una regione sempre più vecchia, a causa dell’emorragia di giovani che tendono a spostarsi verso nord, e Crotone non fa eccezione. Ai cittadini che intenderanno offrire il loro contributo, in forma gratuita, il Comune di Crotone dovrà fornire soltanto copertura assicurativa, tesserini e pettorine di riconoscimento e, se necessaria, una formazione di base. In quest’ottica, sarebbe interessante promuovere il cosiddetto “baratto amministrativo” che sta prendendo forma in tutta Italia, premiando l’impegno civico con riduzioni o esenzioni dal pagamento delle tasse comunali per i cittadini attivi nella riqualificazione degli spazi in cui vivono.

 

Proposta 4: potenziamento (e ripensamento) dell’emporio solidale. A partire dall’emporio solidale “I cinque pani” già esistente, il Comune dovrà potenziare, anche attraverso iniziative di sensibilizzazione, il servizio di raccolta cibo, vestiti e altri beni di consumo accessibile ai cittadini meno abbienti. Questi ultimi, utilizzando la tessera a punti da richiedere presso gli uffici comunali, potranno continuare ad acquisire prodotti fino al tetto massimo previsto; da contralto, i cittadini dovranno ricambiare con ore di lavoro all’interno del supermarket stesso o di altre associazioni crotonesi, attività attualmente non prevista o non necessaria. Il potenziamento dell’emporio solidale dovrà passare attraverso l’acquisizione di beni direttamente da supermercati, aziende locali o cittadini privati, consentendo, così, di evitare sprechi, spesso immorali, di merce come alimenti di prossima scadenza o vestiti di almeno una misura più piccola o passeggini non riutilizzabili.

 

Proposta 5: incontri periodici coi cittadini. Il Comune deve diventare un punto di ritrovo e di ascolto: la (vera) casa dei cittadini. Col supporto delle associazioni presenti sul territorio, ogni settimana la sala consiliare del Comune di Crotone diventerà un punto di ritrovo per i cittadini interessati al fine di promuovere corretti stili di vita nonché organizzare gruppi di lettura, forum di idee e momenti di formazione qualificante. Una città in cui la gente ha smesso di parlarsi non ha davvero nessun futuro.

 

Proposta 6: un freno agli affidamenti diretti. Bisogna scacciare a taluni il dubbio (o la banale maldicenza) che la Pubblica Amministrazione continui a favorire “gli amici degli amici” attraverso gli affidamenti diretti sotto soglia ovvero reperendo il fornitore di un servizio senza una vera e propria gara strutturata. Il Comune di Crotone si deve da subito impegnare a ridurre al minimo gli affidamenti diretti e, comunque, nel caso in cui intendesse procedere, ben prima di predisporre la determina, dovrà, nei giusti tempi, pubblicare sul sito istituzionale gli esiti delle ricerche di mercato effettuate nonché dei preventivi ricevuti da professionisti e ditte interpellati, così da evitare il rischio di monopolizzazione di piccoli interventi in capo ai soliti fornitori.

 

Proposta 7: controllo del territorio. Il Comune si farà promotore dell’attivazione di un sistema di messaggistica istantanea (sfruttando, ad esempio, l’applicazione Telegram) per mettere in rete cittadini e polizia municipale. Come già sperimentato da altre città, su base proporzionale (ogni duemila/tremila abitanti), dovranno essere nominate alcune cosiddette “Sentinelle digitali” da inserire nel canale di messaggistica, con lo scopo di raccogliere segnalazioni su alcuni fronti sensibili come sicurezza urbana, abusivismo commerciale, abbandono illegittimo di rifiuti. Le “Sentinelle digitali”, in sostanza, raccoglieranno le segnalazioni all’interno del proprio quartiere e le inoltreranno alla Polizia Locale attraverso il sistema di messaggistica, inviando foto, posizione georeferenziata e allegati vari, senza esporsi ad alcun rischio. Potrebbe essere un primo passo per prevenire i reati contro la “cosa pubblica” (si pensi al proliferare, per strada, di materassi usati), responsabilizzando i cittadini e accrescendo lo spirito di mutuo-soccorso. Il servizio di “Sentinelle digitali” è già stato sperimentato con successo in altre città come Cervia, Bitonto, Cerro al Lambro.




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