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POLITICA

Reddito di cittadinanza, debito di buona creanza e credito dei politicanti

Una invettiva del Sindaco Pugliese, ripresa dai media nazionali, scatena nuovamente solo tifosi e fazioni

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Sabato 17 Novembre 2018 - 17:17

di Procolo GUIDA

Un’altra occasione persa? Piuttosto l’ennesima dimostrazione che la politica, oggi, è in mano a nani, ballerine e professionisti della propaganda.

E’ fondamentale ribadire, per l’ennesima volta, che “ci abbiamo” sempre ciò che meritiamo, a qualsiasi livello!

Ugo Pugliese Sindaco, perché ha fatto notizia proprio perché primo cittadino, ha sciorinato una serie di considerazioni all’indomani del dato pubblicato su Il Sole24ore che Crotone sarà, di certo(?), la città che usufruirà(?) del maggior numero di redditi di cittadinanza. Le prime dichiarazioni rese a Il Giornale, che ha pensato bene di dedicargli la prima pagina della versione cartacea, sono state subito ingigantite dal titolo, anche perché, come quasi sempre accade, tutti, compresi gli addetti ai lavori, a quelli si fermano.

“Va solo agli evasori” gli hanno fatto dire su quell’articolone in prima pagina e che potete leggere per esteso cliccando qua nella sua versione on line (Il sindaco che smonta il reddito di cittadinanza: "Qui lo avrà chi evade"). Poi sono scese invettive, inviti a La7 con la Panella ed a Porta a Porta con l’immortale Vespa, e nuovamente invettive e reprimende, anche da quegli ostinati porta e volta bandiere di una sinistra inesistente alcuni dei quali potete leggere qui di sotto.

Ovviamente, in questo turpiloquio non potevano mancare le due parlamentari 5stelle e l’ultimissima controreplica definitiva(?) del Sindaco.

Ciò che ci chiediamo è se mai finirà (o almeno potrà attenuarsi) questo ignobile modo di fare e commentare la politica. Se solo qualcuno avesse avuto voglia di iniziare in questa occasione, sarebbe potuto essere il momento per parlare, più o meno seriamente, di cosa determinò il Reddito Minimo d’Inserimento fra la fine degli anni 90 ed inizi 2000, per esempio, ad Isola di Capo Rizzuto, tanto da essere più volte citato in inchieste e giudizi della DDA; oppure sarebbe potuto servire a chi realmente oggi vorrebbe aiutare chi non ce la fa davvero per emergere da un isolamento sociale ancor più che economico. O ancora avrebbe potuto “obbligare” lo stesso Pugliese a rispondere (magari assieme a Gaetani e Liotta) su che fine hanno fatto le famiglie escluse da Akrea e Congesi.

Permetteteci di aggiungere a questo gap così evidente del credito di tutti i politicanti, l’ancor più insopportabile “mala creanza”, anche quando, non troppo spesso a dire il vero, è declinata anche con un corretto uso “tecnico” della lingua italiana. Si perché leggere continuatamente che l’una e l’altra parte scrive ed addirittura vive per nome e per conto dei crotonesi, dei calabresi e degli italiani, è ancora più barbaro e stucchevole di quando si insultano a vicenda con una facilità davvero “sciancata”, altro che ciarpame…

Ma è evidente che ciò che auspichiamo è frutto di una minoranza anacronistica e soccombente. Eh si, perché è più facile schierarsi mani, piedi e quell’infinitesimale barlume di cervello a favore di Giggino ed il barbaro Salvini o di Ughetto ed Enzo il nero…

Beh, perdonerete la solita franchezza: questa volta, visto che ci costringete, dobbiamo proprio accomodarci dalla parte del torto, dalla parte degli untori della fame e di questi ridicoli amministratori locali che proseguono a non azzeccarne una nemmeno per sbaglio (vedi questione piscina azzannati dalla Procura e dalla Corte dei Conti). Ci sediamo là (di pizzo per scappare alla prima occasione) anche perché il TERRORE nei confronti di quegli altri là, è pari a quello che proviamo di fronte AL NULLA, mischiato di propaganda e livore.

Ecco i comunicati sulla questione che ci sta “perfettamente” distraendo da ciò che si dovrebbe fare a Crotone ed a Roma:

 

 

Il sindaco Pugliese sul reddito di cittadinanza: cosa ne pensano i colleghi sindaci di Napoli, di Palermo, calabresi di una misura che rischia di affossare ancora di più il Sud? E c’è ancora chi difende strenuamente un decreto che offende la dignità delle persone

Le mie dichiarazioni sulla inefficacia del reddito di cittadinanza hanno aperto un dibattito nazionale che ha visto molti autorevoli commentatori, economisti, professori universitari, direttori di giornali condividere le mie stesse perplessità.

Ed anche molti concittadini, intervistati dai media nazionali, hanno evidenziato che la città chiede lavoro vero e non mero assistenzialismo.

Fare riferimento poi ad un principio di legalità da parte del sottoscritto non è solo naturale ma anche doveroso.

So bene che spesso un lavoro " nero" è l'unica proposta sul mercato.

Ma non è accettabile. Il lavoro " nero" non consente di avere una pensione per il futuro, di essere tutelati e risarciti in caso di infortunio. Per questo mi schiero per il lavoro vero e sono preoccupato che la proposta di reddito di cittadinanza cosi come rappresentata, possa ostacolare la ricerca di una sistemazione definitiva che assicuri un futuro e ogni diritto del lavoratore.

Il reddito di cittadinanza è una misura di assistenzialismo temporaneo. Dobbiamo favorire le condizioni affinché i cittadini possano avere opportunità di un impiego dignitoso, che assicuri sicurezza e futuro e soprattutto che possa essere definitivo.

Le mie dichiarazioni hanno suscitato anche la reazione scomposta delle parlamentari crotonesi pentastellate alle quali non replico per la bassezza dei contenuti e il linguaggio utilizzato, tipico delle azioni di killeraggio che stanno usando sul territorio nei confronti di chi non è adepto del verbo grillino.

Una strenua difesa di un decreto che ha solo il nome “dignità” ma che la dignità la toglie rendendo le persone prigioniere del voto. Altro che dignità, qua si va verso il medioevo e vero un ulteriore oscurantismo del meridione vittima di un movimento che ha bisogno di voti e li procaccia solo attraverso il bisogno, a danno di tutto il Sud.

Chi poi pontifica di libertà non sa nemmeno cosa voglia dire essere liberi di esprimere il proprio pensiero che il sottoscritto ha esplicitato in maniera chiara, libero da condizionamento ed anche a costo di rendersi impopolare.

Evidentemente sono plasmate a fare populismo per recuperare terreno (e voti) a scapito dei proprio concittadini.

Legate all’offesa personale perché non si hanno argomenti politici o tecnici per controbattere una teoria condivisa da tutta Italia che va verso l’offesa e la mortificazione di tutto il nostro Sud.

Demagogia e populismo di cui non sentiamo, francamente, il bisogno.

Ha provocato anche la reazione di qualche ex sindaco della città. Mi chiedo come possano venire appunti da chi ha accompagnato in quegli anni lo sterile percorso di ammortizzatori sociali, dopo la chiusura delle fabbriche, senza pensare ad una riconversione del tessuto cittadino che ha condotto la città nella situazione nella quale si trova oggi.

Ed a proposito di sindaci, mi chiedo cosa pensano i sindaci di Napoli, di Palermo, delle altre città che seguono Crotone nella classifica stilata dal Sole 24 Ore sugli effetti del reddito di cittadinanza sulla economia e sull'ambito sociale della loro città. 

Cosa pensano i sindaci delle città calabresi sul fatto che questa misura allargherà ancora di più il solco tra nord e sud impoverendo ulteriormente la Calabria. 

Crotone è solo un avamposto di una situazione già critica che rischia di degenerare in tutto il meridione d'Italia.

La dignità delle persone non può essere messa sul mercato elettorale.

Crotone non ci sta.

 Ugo Pugliese

Sindaco di Crotone

 

Crotone: la tela del ragno si sfalda

Dobbiamo constatare che veramente non c’è fine alla spudoratezza del Sindaco di Crotone che con le sue recenti dichiarazioni avrà anche conquistato qualche attimo di notorietà a livello nazionale, ma ha mortificato e calpestato Crotone e tutti suoi abitanti offrendo all’Italia intera una immagine della città assolutamente ignominiosa come se fosse una città abitata da vagabondi, truffaldini e approfittatori.

Ignoriamo, ma possiamo immaginare, chi abbia tessuto le trame che lo hanno condotto ad una esposizione mediatica così drammatica per la città, buttata a mare senza alcuna remora e sacrificata sull’altare delle mai sopite ambizioni politiche di qualcuno, ambizioni di potere assoluto, ambizioni ben note a tutti noi.

Ennesima figuraccia, per delega, del nostro primo cittadino che evidentemente ha seguito con precisione, da bravo soldatino, le indicazioni del dominus giustamente (si fa per dire) molto preoccupato dalla possibilità di perdere il parco voti costruito negli anni, come la tela del ragno, con promesse o reali elargizioni di posti di lavoro ad amici, parenti, e soggetti insignificanti e impreparati quanto insipienti a discapito di persone preparate e competenti, ma senza santi in paradiso; soggetti tutti pronti a difendere il loro posticino nell’esercito del feudatario/dominus con l’entusiasmo delle teste che abdicano alla loro autonomia intellettuale e decisionale giurando fedeltà fino alla morte a chi li ha gratificati, anche senza titoli o merito, ma in quanto portatori di voti.    

Noi crotonesi conosciamo bene questa realtà e per questo resto realmente basita anche di fronte alla totale disinformazione degli intervistatori i quali, prima di raccogliere le dichiarazioni di Pugliese, facendone un presunto “simbolo” della lotta al reddito di cittadinanza, avrebbero potuto e dovuto appurare quale sia la situazione di Crotone ed in particolare focalizzare l’attenzione sulla piaga della disoccupazione che affligge la città, sui ricatti che i disoccupati devono subire per lavorare , e  soprattutto sulle promesse di lavoro gestite da un centro per l’impiego alternativo a quello ufficiale e che è sempre in movimento, oramai da anni, sul territorio mettendo, puntualmente, all’incasso le cambiali  in occasione delle competizioni elettorali.

E come se non bastasse la piaga del consenso politico basato sullo scambio… chiediamo al signor Sindaco, ma Lei lo sa o fa finta di ignorare quanti giovani, e meno giovani, disoccupati per poter lavorare si sentono imporre orari massacranti, salari al di sotto del minimo per la sopravvivenza e vengono sfruttati in maniera ignobile? E lei lo sa che se si rifiutano, come è giusto che sia, vengono tacciati di essere dei vagabondi? E lei lo sa, perché lo sa, che se qualcuno cerca lavoro e viene a protestare sotto alla Casa Comunale è per questo motivo, perché è stanco di promesse, perché reclama la sua dignità e non perché qualcuno lo ha istigato e/o vuole disturbarla nello svolgimento della sua saggia, lineare e corretta amministrazione, come di recente riconosciutole anche dalla Corte dei Conti?

Le sue dichiarazioni, caro signor Sindaco, danno l’esatto spessore di come le persone, gli esseri umani, vengano realmente considerate da lei e dalla sua musa ispiratrice. Pittori e artefici di quella vecchia politica che ha portato Crotone in questa situazione di crisi ed emergenza. Ma non una parola è stato detto su questo, perché chi ha amministrato fino ad ora va difeso, nel feudo, a spada tratta.

La verità è una sola. La misura del reddito di cittadinanza, misura da anni sperimentata in altri paesi europei, darà autonomia alle persone incolpevolmente senza lavoro e verrà affiancata da un percorso di formazione che consentirà l’inserimento nel mondo del lavoro. Non sarà eterna, ma finalizzata a questo scopo e creerà un circuito virtuoso che facendo ripartire i consumi creerà anche occasioni di lavoro. E, soprattutto, affrancherà dalla schiavitù in cui certi soggetti hanno precipitato i loro simili per velleità di potere o molto più biecamente per realizzare profitto. Il loro, ovviamente.

Nessuno è libero se non è padrone di sé stesso. Ed è questo che fa paura, non il reddito di cittadinanza.

Elisabetta Barbuto Portavoce M5S alla Camera

Margherita Corrado Portavoce M5S al Senato

 

 

I Giovani democratici di Crotone ringraziano il Sindaco per la pubblicità fatta alla cittadinanza in questi ultimi giorni. Tuttavia, viene da chiedersi se questa pubblicità fosse davvero necessaria. Il giudizio espresso dal Sindaco è dannoso, sia dal punto di vista istituzionale sia dal punto di vista politico. Quanto al primo, la massima figura istituzionale della città non può dire con leggerezza che buona parte dei crotonesi delinque e lavora in nero. Anche se si volesse credere a questa analisi, una cosa è chiara: il Sindaco ha arrecato un grave danno all’immagine di Crotone. Il Sindaco rappresenta la città ed è ufficiale di Governo, ha il dovere di dare l’esempio e di attuare tutto quanto in suo potere per contrastare i fenomeni criminali. Non rientra tra i compiti del Sindaco rilasciare interviste superficiali che hanno come unico effetto quello di gettare discredito su tutta la cittadinanza, onesta e non. Sul piano politico, esprimere simili giudizi non fa altro che aumentare il distacco tra istituzioni e cittadini. Se il Sindaco aveva intenzione di criticare la misura del reddito di cittadinanza, di sicuro ha scelto il modo peggiore. Crediamo con convinzione che il reddito di cittadinanza sia una risposta parziale e demagogica ad esigenze che però sono reali e meritevoli di cure più serie. Quella stessa serietà che è mancata in questi giorni.

Giovani democratici città di Crotone

 

LETTERA  APERTA AL SINDACO DI CROTONE

Caro Sindaco, mi corre l’obbligo di replicare alle tue dichiarazioni riprese dalla stampa nazionale, in cui descrivi Crotone  come una terra in cui regna l’illegalità e dove la gente utilizza tutti gli espedienti per non lavorare correttamente e quindi non pagare le tasse.

Voglio ricordarti che la nostra gente ha sempre avuto la cultura del lavoro e ha reso questo lembo di terra calabrese un luogo produttivo che, con le sue fabbriche, ha scritto pagine importanti nella storia economica calabrese e del Mezzogiorno. Un luogo dove la solidarietà diventava fatto concreto e dove la sacralità del lavoro e la dignità dello stipendio rendeva le persone  libere e non suddite.

Ma oggi, caro Sindaco da Crotone si scappa oppure si muore, per cui  la tua nota stampa sul fatto che qui a Crotone lavorano tutti in nero ci dona l'occasione per aprire un confronto sulle condizioni della città, su come è cambiata negli ultimi anni, sui suoi bisogni, sulle sue emergenze, sul suo futuro.

Da Crotone  si scappa. Sono migliaia le ragazze e i ragazzi, i giovani genitori, gli adulti senza lavoro che negli ultimi anni hanno lasciato Crotone  per cercare un futuro dignitoso all'estero o in altre parti d'Italia.

Alle valigie di cartone abbiamo sostituito i trolley compatti per i quali non si paga il costo del bagaglio in aereo ma il disastro sociale che vive la città e il meridione nel suo complesso non è diverso da quello di 70 anni fa, con la differenza che giusto in quel lontano periodo, Crotone si avviava a diventare l’anomalia positiva della Calabria.

Nell’immediato dopoguerra quegli Amministratori, che magari non avevano una laurea, riuscivano ad operare uuna saldatura tra il bracciantato agricolo dell’allora Marchesato e gli operai e le maestranze della fabbriche crotonesi, assicurando un benessere e un progresso all’intero comprensorio.

Oggi purtroppo manca la prospettiva, il progetto da proporre ai cittadini e a giustificare l'emigrazione non c'è solo la condizione economica ma anche una progressiva invivibilità della città, l'assenza di servizi.

Crotone  senza lavoro, il polo industriale per l’intera regione è ormai una narrazione d'altri tempi e mentre le crisi si susseguono, le condizioni lavorative diventano inaccettabili.

Sono migliaia le cittadine e i cittadini crotonesi  che, regolarmente assunti, lavorano senza prendere lo stipendio. Il lavoro nero o tramite voucher è poi la norma per intere generazioni. Bar, ristoranti, asili, discoteche, centri per anziani, magazzini, negozi pagano alla giornata. In un sistema di moderno caporalato, alla piazza dove farsi trovare alle 5 del mattino si è sostituito lo smartphone e un messaggio su whatsapp: “stasera lavori, domani sera no! Vieni tra due ore!”  Per i cantieri il meccanismo è lo stesso. Le condizioni sono ai limiti della schiavitù e diventa paradossale che nel desrto lavorativo, nel giro di pochi mesi, sono ben 7 le persone che hanno perso  hanno perso la vita in quei pochi nei cantieri

 Le morti sul lavoro sono segno di sottosviluppo e inciviltà e, spesso, sono la conseguenza della, mancanza di tutele dei lavoratori e scarsi controlli.

Ecco perché c’è bisogno di un Piano per Il lavoro, caratterizzato da investimenti produttivi in grado di rilanciare l’economia e ridare dignità e non mortificazione  ad un popolo che ha già dato tanto e pagato un prezzo altissimo. Altroché reddito di cittadinanza

Il Lavoro in regola non può essere considerato un regalo ma un diritto.

Basta con  alla conta dei morti  e con le farneticanti allusioni che condannano in maniera a dir poco superficiale un popolo.

Pino Greco

Coordinatore regionale art1MDP (ex operaio Pertusola Crotone)

 

Lavoro vero e non assistenzialismo

È il concetto che il sindaco Pugliese ha espresso sul Reddito di Cittadinanza ai media nazionali locali e che molti concittadini intervistati hanno condiviso nei servizi andati in onda sulle reti nazionali

"È naturale che un sindaco chieda per il suo territorio lavoro, infrastrutture, possibilità di sviluppo, incentivi per le imprese e non mero assistenzialismo.

Ho espresso una opinione netta e condivisa da molti che questa misura finirà ancora di più per allargare la forbice tra nord e sud ed impoverire ulteriormente il nostro territorio. L'Italia è una Repubblica fondata sul Lavoro non sull'assistenzialismo.

Proseguire su questa strada significa demotivare i giovani, non creare occasioni di lavoro vero, creare ulteriori sacche di disoccupazione.

Se ancora una volta si vuole presentare Crotone come una città di fannulloni, di gente che è pronta con il cappello in mano per attendere l'obolo, non ci sto.

Magari sto dicendo cose che non sono popolari al momento.

Ma io sono il sindaco. Ho il dovere di consegnare ai giovani una città dove potranno avere una opportunità di lavoro stabile.

Di poter rimanere a Crotone.

Non voglio pensare ad una città dove i giovani non avranno futuro"

Ufficio Stampa Comune Crotone




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