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ARTE E CULTURA

A rischio sono le garanzie democratiche di noi popolo libero

Linda Monte rivendica: "L’avere partecipato alla fiaccolata tra mille volti di crotonesi non è stato solo per il diritto all’esistenza di quei popoli oppressi nella loro terra di origine"

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Sabato 29 Dicembre 2018 - 16:0

Mi piace, per l’anno che finisce, diventato in qualche modo storia con varie declinazioni, ringraziare la vostra testata. Mi avete ospitato con gentilezza e generosità, così come, per amor del vero, anche altri in forma cartacea. Segno di pluralismo militante. Un anno che lascia sul terreno tanta fanghiglia ad opera di chi avendo espugnato il Palazzo, frutto di un lungo lavorio di demonizzazione di tutto e di tutti, dice di essere il cambiamento. Non mi addentro in raffinate analisi politiche a tutto tondo, perché non ho competenza e neanche voglia. Sarebbe un banalizzare faccende serie, molto serie ed eventualmente le lasciamo agli esperti improvvisati anche di economia, rintracciabili a centinaia sul web. Ciò detto i giorni ed i mesi che ci lasciamo alle spalle, sono stati portatori di sconcerto, confusione, falsità, brutalità nei confronti di poveri cristi in cerca solo di una vita migliore ed anche di ferite alla nostra anima. Il loro calvario è noto a tutti, quindi è inutile ribadire. Ma è fatalità lo spettacolo immondo al quale abbiamo assistito? Assolutamente no! Solo il risultato di chi ha seminato odio, sfiducia in nome di una presunta alterità; gli altri sono “sistema malato, noi la salvezza”! È davvero così? A me pare che sia venuto fuori un diluvio di bassezze, di rancore, durezza anche nel frasario istituzionale senza precedenti. Nel contempo e va rilevato, l’abrutimento provocato da chi ha parlato e parla alla pancia, ha per paradosso risvegliato la voglia di contrastare la perfidia debordante, apparentemente inarrestabile. Esempi di azioni – non solo di ora – civili, di solidarietà, ragionamenti sensati ne abbiamo in tutto il Paese ed oltre. Le piazze tornano ad essere protagoniste  e non solo per autocelebrarsi. Scopro anche – almeno per me, dando per scontato la mia cittadinanza europea, oltre che italiana – un interesse crescente verso l’Europa e la premura per la sua unità. Forse anche l’esempio di chi amava l’Europa come il giovane italo europeo Antonio Megalizzi, caduto nel cuore di questa. Si capisce così che la democrazia va “manutenuta”, perchè dietro l’angolo si scorge solo il ghigno truce di chi si nutre di nutella ed arancini… Con indosso divise a mio avviso solo vilipese. Non di meno i suoi “amalgamati” sostenitori al governo gialloverde. E allora cosa è che mi rincuora abitando questa città, cercando di averne cura, per come si può e non da oggi? L’avere partecipato e di questo sono grata ai promotori del terzo settore, ad una fiaccolata tra mille volti di crotonesi spesso tanto criticati e disprezzati (Crotone, ma senza i crotonesi) anche tra chi non deve. Per cosa si è camminato, manifestato in silenzio? Solo per il diritto all’esistenza di quei popoli oppressi nella loro terra di origine? Non lo credo. A rischio sono le garanzie democratiche di noi popolo libero grazie a chi ha donato la giovane vita ed ai padri e madri costituenti. Carta Costituzionale calpestata da indegni rappresentanti del “popolo” , questo devono aver pensato tanti anonimi cittadini presenti quella sera e sono certa abituati a non chiudere le porte agli ultimi, solo che non costituiscono “sistema” e forse va bene così al riparo da chi vorrebbe capitalizzare qualunque cosa si muova.

Linda Monte