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ARTE E CULTURA

LA VIA DELLA TERRA: per far luce sul passato, cercando di capire i motivi del mancato sviluppo agricolo

Un documentario  che verrà presentato per la prima volta sabato 12 Gennaio 2019, ore 16:00,  presso l’ex albergo “La Graziella”- Strada Statale 107, località Campodanaro – Santa Severina (KR)

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Mercoledì 09 Gennaio 2019 - 11:0

riceviamo e pubblichiamo:

LA VIA DELLA TERRA

Un docufilm di Enrico Le Pera

Prodotto da Antonio Grimaldi e L’Ape Millenaria

Produttore associato Giovanni Cascone

Con: Antonio Cosentino e Alfonso Pascale

Consulenti storici: Andrea Pesavento, Riccardo Schipani

Voci: Saverio Indrio, Anna Maria De Luca

Riprese: Saverio Martino, Marco Galeotti, Loredana Le Pera

Musica dei NA’IM:

“Domenico” Raffaele Rizza, Alessandro Cimino, Giovanni Spatafora, Nando Brusco

Filmati originali: Istituto Luce, Teche RAI, Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico

Durata: 33 minuti

Colore/Bianco e Nero         Anno: 2019

 

 

 

Scritto e diretto da Enrico Le Pera, prodotto e ideato da Antonio Grimaldi con la cooperativa sociale L’Ape Millenaria, “LA VIA DELLA TERRA” è un documentario che racconta la storia dell’agricoltura nel Marchesato di Crotone e le lotte che i braccianti hanno dovuto combattere per la terra e per la dignità.

Affrontando vicende della storia locale - culminate con l’eccidio di Melissa - che influenzarono e determinarono la Riforma Agraria nazionale, LA VIA DELLA TERRA mette a fuoco una realtà che riguarda tutto il mondo agricolo italiano.

Partendo dal latifondo dei vescovi e dei nobili, passando per le grandi guerre fino alla vicenda dell’Opera Sila, forse per la prima volta un’opera audiovisiva analizza le questioni relative allo sviluppo agricolo calabrese e  le ragioni del suo decadimento.

Con l’aiuto di numerosi e preziosi filmati dell’epoca, ottenuti dalla RAI, dall’Istituto Luce e dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, grazie all’intervento degli storici Antonio Cosentino e Alfonso Pascale, alla consulenza di Andrea Pesavento e Riccardo Schipani, si fa luce sul passato, cercando di capire i motivi del mancato sviluppo agricolo, dell’abbandono delle terre e della conseguente emigrazione.

Ma questo documentario è anche una grande occasione per conoscere più da vicino il mondo contadino, la sua ricca tradizione, un’inesauribile fonte di ricchezza umana e culturale che è stata troppo spesso snobbata e oggi rischia di essere dimenticata per sempre.

Non freddi dati storici e tecnici, ma volti, persone, che, grazie a interviste dell’epoca, rivivono per darci una profonda lezione di dignità, umiltà e sacrificio. Sentire parlare il padre di Francesco Nigro e il fratello di Angelina Mauro, uccisi dalla Polizia di Stato per aver semplicemente occupato delle terre, è un’emozione profonda non solo per la vicenda narrata, ma per il dolore imploso, contenuto, trattenuto, “civile” che queste persone esprimono e che riguarda tutti noi. Oppure, vedere come nella piana di Capo Colonna, non molti anni fa, a spezzarsi la schiena per raccogliere barbabietole c’erano ragazzini calabresi di nove, quattordici anni, rimette tutto secondo una prospettiva diversa, che parla anche di sofferenza comune e, perché no, di accoglienza e solidarietà nei confronti di chi, oggi, si spezza la schiena sui campi calabresi.

Si parla dunque di civiltà contadina, di cui il grande scrittore Giuseppe Berto (“Il male oscuro”, “La Gloria”), veneto, ma calabrese per scelta, spesso citato in questo documentario, diceva:  I risultati di quella civiltà, sia nel fare che nel preservare, erano arrivati fino a noi: un patrimonio proprio come capitale, la povertà degli antenati che finalmente diventava ricchezza per i posteri, preziosa materia prima, in quantità incredibile. I calabresi si sono messi con grande energia e determinazione a distruggerla. In questo sono infaticabili e, a modo loro, geniali”.

Accompagnato dalle splendide musiche dei NA’IM, che reinventano in chiave moderna le melodie tradizionali calabresi, questo documentario è il tentativo di ricomporre quei brandelli di civiltà, di capire se ne sia rimasto qualcosa, e se le battaglie e i morti lasciati per strada abbiano avuto un senso. È un documentario che segna l’inizio di un percorso, che guarda al futuro ma voltandosi indietro, per non dimenticare una delle ricchezze più grandi che ci hanno lasciato i nostri padri e i nostri nonni: la cultura della terra e il suo rispetto.

 

Il documentario LA VIA DELLA TERRA verrà presentato per la prima volta sabato 12 Gennaio 2019, ore 16:00,  presso l’ex albergo “La Graziella”- Strada Statale 107, località Campodanaro – Santa Severina (KR).

 

Interverranno per l’occasione, oltre al regista e al produttore, il presidente regionale ACLI TERRA, Giuseppe Campisi, il dirigente regionale dell’Assessorato al Lavoro, Formazione e Politiche Sociali, Fortunato Varone, e l’ex presidente della Rete Fattorie Sociali ed ex presidente dell’Associazione Nazionale Coltivatori, Alfonso Pascale.

Alla proiezione seguirà il concerto dei NA’IM.




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