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POLITICA

Corrado risponde a Pugliese sul Castello Carlo V

"Mancanza di rispetto nei confronti di tutti i crotonesi e dell’emergenza ambientale-sanitaria della città"

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Martedì 19 Marzo 2019 - 18:6

Il sindaco di Crotone mi chiama in causa a proposito del Castello di Carlo V, in queste ore, pur sapendo di rivolgere il suo appello all’interlocutore sbagliato. Confonde infatti il potere esecutivo da lui esercitato su scala locale, in qualità di capo della giunta, con quello legislativo, il solo che spetti ai parlamentari, me compresa, a meno che non abbiano incarichi di governo.

La mia segnalazione relativa alla presenza di TENORM nel Castello, ragione dell’ordinanza sindacale di chiusura di un anno fa, inevitabile trattandosi di metasilicati radioattivi, è stata confermata sia nella parte centrale sia in quella meridionale della fortezza dalle misurazioni radiometriche subito condotte da ArpaCal. La bonifica, stando così le cose, è un obbligo di legge, obbligo al quale il proprietario del Castello non si è sottratto ma ha provveduto tempestivamente: la caratterizzazione eseguita dal tecnico qualificato su incarico del Segretariato Regionale del Ministero Bani Culturali mediante una campagna di carotaggi ha chiarito dove e quanto TENORM, oltre a quello visibile alle spalle delle ex caserme, si nasconde sotto la pavimentazione della cosiddetta Piazza d’Armi e nella cisterna posta alla sua estremità est.

I dati in questione determinano la strategia dell’intervento che è indispensabile eseguire per poter restituire il Castello alla fruizione, non la volontà mia né quella del sindaco. L’alternativa è tra la rimozione del TENORM, con successivo trasporto a discarica, e la messa in sicurezza permanente. Le scelte, ovviamente conformi alla normativa vigente, spettano comunque alla proprietà e alla Prefettura. Quest’ultima ha attivato da qualche tempo un’apposita commissione tecnica, chiamata ad intervenire ad ogni nuova scoperta di un sito contaminato da TENORM, in città e fuori, per assicurare il rispetto dell’apposito protocollo da attivare in questi casi. È accaduto anche per il Castello, ovviamente, tant’è che MiBAC e Prefettura procedono di concerto fin dal giorno successivo alla chiusura della fortezza al pubblico.

Nel caso in questione, il buon senso direbbe che, se la prima soluzione è plausibile per lo strato di metasilicati a vista, la tombatura in situ ha il vantaggio di evitare sia la movimentazione, abbattendo il rischio per la salute dei cittadini circostanti, sia la necessità di portare a discarica quell’importante volume di TENORM, come lo definisce la citata Relazione ArpaCal appena pubblicata, presente sul versante sud. Anche quella è stata distorta e strumentalizzata. È noto, infatti, che in presenza di TENORM il radon aumenta la sua pericolosità. ArpaCal ha proceduto, perciò, il 7 marzo scorso, a misurare la concentrazione del radon nelle ex caserme del Castello adibite ad uffici. Il cospicuo accumulo di TENORM sul versante sud della fortezza (un riempimento dell’ordine di vari metri!) faceva temere ai tecnici regionali che negli uffici suddetti, pur se limitrofi invece che sovrapposti all’area contaminata, il rischio per i lavoratori e il pubblico potesse essere più alto che altrove. Sembra che non sia così, ed è ovviamente una buona notizia. Peccato che la disonestà intellettuale dei servi del buon Pugliese l’abbia piegata alle proprie ‘logiche’, fingendo che TENORM e RADON siano sinonimi. Una mancanza di rispetto nei confronti di tutti i crotonesi e dell’emergenza ambientale-sanitaria della città.

 

Margherita Corrado (M5S Senato)




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