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CRONACA

Esposto alla Procura della Repubblica da parte dell’associazione Odv circolo Ibis di Crotone

"Non ci è dato sapere quali sono le azioni messe in campo dalle Amministrazioni comunali e dall’Azienda sanitaria provinciale per monitorare e prevenire il fenomeno dell’abbandono e della proliferazione dei cani vaganti sul territorio"

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Giovedì 23 Maggio 2019 - 12:46

L’associazione “Odv circolo Ibis” di Crotone ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica pitagorica al fine di segnalare il ripetersi di casi di randagismo e relativo salvataggio di animali sul territorio provinciale che spesso richiedono un intervento coadiuvato dai Vigili del fuoco. Scrive il presidente Girolamo Parretta nella denuncia: «Tenuto conto di quanto stabilito dalla legge nazionale 281 del 1991 e dalla legge regionale in materia di prevenzione del randagismo, non ci è dato sapere quali sono le azioni messe in campo dalle Amministrazioni comunali e dall’Azienda sanitaria provinciale per monitorare e prevenire il fenomeno dell’abbandono e della proliferazione dei cani vaganti sul territorio della provincia di Crotone». Il presidente Parretta segnala che: «In riferimento a tale aspetto, negli ultimi due anni riceviamo continue e frequenti richieste di intervento per il salvataggio e il recupero di cani. Il nostro intervento è spesso coadiuvato dai Vigili del Fuoco. La maggior parte dei nostri interventi avviene nei paesi della provincia di Crotone e soprattutto nella zona attorno al Comune di Roccabernarda e Comuni limitrofi, dove si registra la presenza di un numero indeterminato di cani randagi». Il presidente del Circolo Ibis quindi sottolinea che è «difficile, per la nostra associazione, individuare le cause di questo problema che appare irrisolvibile nel solo meridione d’Italia, considerato che nel Centro-nord il fenomeno del randagismo non esiste, ovvero è tenuto sotto controllo». Il Circolo Ibis di Crotone ha quindi espresso formale querela nei confronti di «coloro che saranno individuati quali responsabili e di coloro che abbiano concorso o comunque favorito le loro condotte» e ha chiesto espressamente che «si proceda penalmente nei loro confronti per i reati che l’autorità giudiziaria vorrà ravvisare dai fatti esposti».

 

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