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CRONACA

Noi claustrali, sorelle d'Italia e dei migranti

Facendo riferimento alla lettera pubblicata su "L'Avvenire", Linda Monte evidenzia in questa lettera l'importanza di cominciare a respirare "Un aria diversa"

Noi-claustrali-sorelle-d-Italia-e-dei-migranti
Lunedì 15 Luglio 2019 - 18:32

Una lettera breve, intensa elaborata dietro le grate di un convento a due passi da noi. Scritta con animo dolente, ma colmo di speranza, potremmo dire un urlo silenzioso, raccolto e trasportato ovunque con l’aiuto del vento. Un vento che, respirando l’aria mefitica circolante in questi ultimi tempi, rischia di cancellare le tracce del buon senso e della ragione in tanti di noi. Si muovono le sorelle d’Italia ed in tantissimi altri ordini (gesuiti in testa) firmano e promuovono (non da ora certo) azioni contrarie ai respingimenti di una umanità crocifissa per legge. Mi riferisco ai DL sicurezza, quello di prima e quello bis. Sconcerta l’adesione senza se e senza ma degli eletti del popolo, quelli ad esempio promossi al prestigioso seggio grazie a clic o a raccomandazioni dei nuovi capi bastone. Escluse poche e tormentate anime in seno al governo gialloverde, non una parola critica sale dai due rami del parlamento.

Facciamo nostro l’appello contenuto nel Documento sulla fratellanza umana firmato da papa Francesco e dall’imam di al-Azhar Ahmed al-Tayyeb chiedendo «ai leader del mondo, agli artefici della politica internazionale e dell’economia mondiale, di impegnarsi seriamente per diffondere la cultura della tolleranza, della convivenza e della pace». E tutto questo in particolar modo «in nome degli orfani, delle vedove, dei rifugiati e degli esiliati dalle loro dimore e dai loro Paesi; di tutte le vittime delle guerre, delle persecuzioni e delle ingiustizie; dei deboli, di quanti vivono nella paura, dei prigionieri di guerra e dei torturati in qualsiasi parte del mondo, senza distinzione alcuna». Anche noi, quindi, osiamo supplicarvi: tutelate la vita dei migranti!

Ed ancora: La nostra semplice vita di sorelle testimonia che stare insieme è impegnativo e talvolta faticoso, ma possibile e costruttivo. Solo la paziente arte dell’accoglienza reciproca può mantenerci umani e realizzarci come persone. Siamo anche profondamente convinte che non sia ingenuo credere che una solidarietà efficace, e indubbiamente ben organizzata, possa arricchire la nostra storia e, a lungo termine, anche la nostra situazione economica e socialeDesideriamo sostenere coloro che dedicano tempo, energie e cuore alla difesa dei profughi e alla lotta a ogni forma di razzismo, anche semplicemente dichiarando la propria opinione. Ringraziamo quanti, a motivo di ciò, vengono derisi, ostacolati e accusati. Vale ancora l’art. 21 della nostra Costituzione che sancisce per tutti «il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione»…

Ho stralciato dalla lettera pubblica i passaggi pregnanti e che trovo per nulla scontati o banali. Arriva dalle donne separate dal mondo, ci interpella e deve contaminarci. Considero inoltre, a differenza di chi ha ricevuto una delega prestigiosa e che ha gli strumenti per agire, contrastare follie disumane in nome del “popolo italiano” una lezione di grande politica. Oltre che ristorare il nostro cuore dalle bestialità diffuse e che rischiano di essere normalità. Grazie sorelle d’Italia.

Linda Monte




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