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ISTITUZIONE

La bassa crescita del paese

Secondo le stime della SVIMEZ, per il 2019, il Sud è a rischio recessione

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Lunedì 04 Novembre 2019 - 12:3

Il rapporto Svimez 2019 sull’economia del Mezzogiorno indica che è dello 0,6% la variazione del PIL del Mezzogiorno registrata nel 2018. Si tratta di un valore di poco inferiore a quello (+0,9%) osservato nelle regioni centro-settentrionali e, in media, nell’intero paese.
Per il 2019, le stime della SVIMEZ indicano che il Sud è a rischio recessione (-0.2% è la variazione del PIL rispetto al 2018), mentre il PIL del Centro-Nord crescerà, ma solo dello 0.3%. In media, l’Italia registrerà una variazione positiva del PIL che sarà di poco superiore allo zero (+0.2%).
Nel 2020, si avrà un incremento del PIL dell’Italia (+0.6%), che è dovuto alla debole ripresa, rispetto al 2019, di ciò che osserveremo nelle regioni meridionali (+0,2%) e nel Centro-Nord (+0,7%).
In prospettiva osserveremo, quindi, un paese che continua ad arrancare e un allargamento della forbice tra le aree del paese.

Le regioni del Sud. Su base regionale, il rapporto SVIMEZ 2019 indica che la Calabria è l’unica regione deMezzogiorno a registrare nel 2018 una variazione negativa del PIL (-0,3%). E’ in Abruzzo, Puglia e Sardegna che si osserva una crescita più sostenuta (+1,7%, +1,3% e +1,2%, rispettivamente), seguite dal Molise e dalla Basilicata (+1%),  dalla Sicilia (+0,5%). In Campania, il PIL del 2018 è invariato rispetto al 2017
La riduzione del PIL calabrese del 2018 frena l’inversione di tendenza che si era osservata dal 2015 in poi: nel triennio 2015-18 la Calabria ha registrato una crescita del 2.1%, che è maggiore del dato osservato nello stesso periodo in Molise (+1.6%) e in Sicilia (+1,2%), ma inferiore a quello delle altre regioni meridionali [Abruzzo (+2.2%), Sardegna (3.2%), Campania (4.1%), Puglia (+4.5%) e in Basilicata (-11,4%). In media, la crescita 2015-2018 del Mezzogiorno è stata del 3.3%, inferiore alla ripresa osservata nel Centro Nord (+5.1%).
Le distanze con il periodo pre-crisi.  Tuttavia, il paese non ha ancora recuperato gli effetti della crisi del 2008 e il ritardo è sostanziale in tutto il Mezzogiorno: nelle regioni meridionali il PIL del 2018 è più di dieci punti percentuali (-10,4%) più basso di quello del 2008. Il Centro Nord ha quasi annullato le distanze (-2,4%). Il dato medio italiano è pari a -4.3%).

In questo confronto pre-crisi, la Calabria registra una distanza del PIL di -12,3%, mentre il gap delle altre regioni è il seguente: Abruzzo (-5,1%), Sicilia (–13,9), Molise (–20,3%), Puglia (–6,7%), Sardegna (–8,6%), Campania (-12.3%). La regione meridionale che ha recuperato la riduzione del PIL osservata negli anni della crisi è la Basilicata (-0.4%).
E’ da questi dati impietosi che deve prendere corpo una lettura seria e rigorosa delle cause del declino del paese (più a Sud che a Nord) e delle politiche e strategie da attuare per invertire le tendenze in atto. La pubblicazione del Rapporto Svimez 2019 rimane sempre un’utile occasione per irrobustire questo dibattito. La SVIMEZ interpreta bene le determinanti dei divari regionali? Propone politiche economiche efficaci per il Sud e per il paese?

 

Fonte: http://www.opencalabria.com/il-rapporto-svimez-2019-sulleconomia-del-mezzogiorno-e-la-bassa-crescita-del-paese/




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