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CRONACA

Non c'è proprio nulla da ridere!

Tutto ciò e la conseguente condotta giudiziaria ed investigativa aiuta, dipende o si interfaccia con la dissolutezza ed inciviltà così diffusa in questa città, e non solo in questa città?

Non-c-proprio-nulla-da-ridere
Venerdì 08 Novembre 2019 - 18:0

Procolo Guida

Le dichiarazioni dei più alti dirigenti della Questura e della Procura sono state inequivocabili questa mattina nella conferenza stampa; il comunicato (che alleghiamo qui di sotto) è ancora più circostanziato.

Atti ed intercettazioni evidenzierebbero un vero e proprio accordo collusivo tra i soggetti appartenenti al Comune di Crotone e i soggetti privati”; si parla esplicitamente di fatti reiterati visto che lo stesso privato “nonostante già negli anni passati si era reso moroso creando un danno economico ingente (pari ad un milione di euro circa) al Comune che si accollava tutte le spese”.

Quella parte di politica “superstite” risponderà in qualche modo: dimissioni o semplici starnazzamenti così come non ha fatto mancare, nell’immediatezza, il gruppo del M5stelle che parla di attività in quelle tanto vituperate, da loro, Commissioni Consiliari senza che fra l’altro gli sia mai partita una denuncia vera, nemmeno per sbaglio. E per stendere, ovviamente veli IMPIETOSI, su tutta l'altra (mai) opposizione!

E dunque come poter biasimare il vero e proprio show social con dichiarazioni, doppiaggi, vignette, invettive più o meno di cattivo gusto se gli stessi consiglieri comunali si sentono in pace con la coscienza avendo così “faticato” per non lesinare qualche comunicato stampa? E soprattutto se allo show “facebbucchiano” partecipano tranquillamente, impunemente e disgustosamente avvocati, ex politici e giornalisti che chiamare colleghi mi viene l’orticaria.

Non c’è proprio nulla da far ridere in questa vicenda; nulla di nulla!

La verità è che, da un decennio almeno, solo qualche fesso ha fatto denunce circostanziate e, soprattutto, nelle sedi competenti: il risultato ottenuto? Emarginazione sociale, politica e giudiziaria, seguita da altrettanto circostanziabili azioni di ritorsione che hanno visto la vicenda di gettonopoli assurgere a stereotipo di una NON CONVENIENTE scelta nel fare il rompiscatole, sempre più incastrate fra loro, tra l’altro.

Nel frattempo c’è il Castello, Bastione Toledo, la biblioteca, la piscina ed il Park and Ride chiusi; due palazzetti gestiti da due Consorzi Sportivi che hanno regole ed ingaggi completamente differenti; le palestre delle scuole comunali affidate a condizioni completamente differenti fra loro; parchi pubblici con attività private affidate con “carte” o “patti” sempre completamente differenti; pure la fiera mariana è diventato un problema, forse anche per la Procura; un rudere di vecchia piscina su cui si sono spesi soldi pubblici per metterci sopra improbabili “grafiche” di cattivo gusto; zone verdi ed un orto botanico, quando va bene, alla mercé del “buon cuore” o stomaco del crotonese medio. L’ELENCO LUNGHISSIMO di scempio nella gestione dei beni pubblici terminerebbe con l’altrettanto improbabile “storia” dell’affidamento e messa in discussione dello Stadio Ezio Scida e con il fatto, non trascurabile, che alcuni di queste vicende singole, seppur intrecciate, sono state “scoperchiate” ai più, solo per ritorsione da parte di ex consiglieri o assessori comunali, negli ultimi tre anni.

Quando ci abbiamo scritto noi qualcosa abbiamo preso denunce (puntualmente vinte e pure appellate), una caterva di visualizzazioni, pochissimi commenti e tanta distanza sociale e politica; ma questo è un altro discorso.

Quello che ci interessa chiederci, e nei prossimi giorni riproveremo a trovare qualche competente risposta, è che tempi hanno, o pensano di poter avere, le indagini ed i conseguenti provvedimenti “cautelari”. Cerchiamo di spiegarci meglio onde evitare che ci arrivino solo le consuete ripercussioni, mentre, ci teniamo che il messaggio sia il più “popolare” possibile.

Se irregolarità così evidenti (e per centinaia di migliaia di euro) sono state riscontrate già nel 2018, perché siamo potuti/dovuti arrivare a novembre 2019 per fermare i responsabili ed inquisirli subito?

E’ una condotta giudiziaria ed investigativa che aiuta, dipende o si interfaccia con la dissolutezza ed inciviltà così diffusa in questa città, e non solo in questa città?

Poi è altrettanto inutile andare a cercare il pelo nell’uovo se sia più colpevole Ugo Pugliese, piuttosto che il suo eventuale burattinaio, piuttosto ancora se tutti quelli che aspettano, pretendono o denunciano un favore solo per puro e sempre più sfacciato tornaconto personale.

 

Ecco il comunicato ufficiale della Questura:

Nell’anno 2018 è stata avviata un’articolata e complessa attività d’indagine a cura della Digos di Crotone finalizzata ad accertare l’esistenza di presunte irregolarità circa l’affidamento e la gestione della piscina comunale da parte del Comune di Crotone, ente concedente, al Consorzio Sportivo “DAIPPO”.

L’attività investigativa espletata ha trovato riscontro in una certosina attività intercettiva dei soggetti coinvolti oltre che in una corposa acquisizione documentale, ragion per cui è stato possibile ricostruire l’intero iter procedimentale amministrativo che è sfociato nel dicembre del 2018 in un affidamento diretto del bene pubblico al Consorzio DAIPPO.

Difatti, il Comune di Crotone non si è avvalso di una procedura di gara ad evidenza pubblica per la gestione del bene comunale così come previsto dal codice dei contratti pubblici bensì di un affidamento diretto il cui iter è stato dimostrato essere turbato sin dall’inizio.

A ragione di quanto detto, sono state individuate una serie di responsabilità e di condotte illecite sussumibili nella fattispecie di reato ex art. 353 bis c.p. “Turbata libertà del procedimento di scelta del contraente”.

Nel caso di specie è emerso un vero e proprio accordo collusivo tra i soggetti appartenenti al Comune di Crotone e i soggetti privati appartenenti al Consorzio Sportivo, i quali agivano indisturbati attraverso trattative clandestine (fatte di incontri privati e nascosti lontani dalle sedi ufficiali).

Il procedimento amministrativo era turbato in quanto non era più la sede naturale del perseguimento dell’interesse pubblico dal momento che gli stessi Amministratori Comunali agivano violando il principio del buon andamento dell’attività amministrativa, accogliendo richieste illogiche e onerose da parte del Consorzio, il quale risultava paradossalmente la parte forte di una trattativa con la P.A.

A conferma di ciò, nel dicembre del 2018, il Comune di Crotone ha affidato la piscina al Consorzio alle condizioni da quest’ultimo nonostante lo stesso già negli anni passati si era reso moroso creando un danno economico ingente (pari ad un milione di euro circa) al Comune che si accollava tutte le spese attinenti la gestione della piscina.

Le indagini si concludevano deferendo alla locale A.G. i seguenti soggetti, nei confronti dei quali peraltro è stata emessa ordinanza di misura cautelare del divieto di dimora ex art. 283 c.p.p., provvedimento questo che veniva eseguito nella prima mattinata nei confronti di:

-PUGLIESE Ugo, nato a Crotone il 26.11.1961, Sindaco della città di Crotone e Presidente della Provincia attualmente in carica;

-FRISENDA Giuseppe, nato a Crotone il 24.03.1977, Assessore in carica alle Politiche dello Sport, Spettacolo, Politiche Giovanili e Turismo del Comune di Crotone;

-PAONESSA Daniele Giacomo Carmine, nato a Crotone il 25.07.1950, Direttore dell’Impianto ed Amministratore della piscina comunale per conto del Consorzio Sportivo “DAIPPO”, delegato CONI per la Provincia di Crotone;

-APE Emilio, nato a Crotone il 26.01.1954, ex dipendente del Comune di Crotone, Presidente della “DAIPPO” sino al 10.09.2018, socio della “Società Libertas Mako Nuoto”, società sportiva dilettantistica a r.l. e attuale Presidente del Consiglio Direttivo della Società Rari Nantes “L. Auditore”, attualmente in quiescenza;

-GERMINARA Giuseppe, nato a Savelli (Kr) il 14.09.1971, Dirigente del Settore 4^ - Lavori Pubblici, Patrimonio, Ambiente e Urbanistica del Comune di Crotone, attualmente in servizio.

Tutti ritenuti responsabili del reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente ex art. 353 bis c.p.

Risultano, altresì, indagati D.M.G., crotonese, classe 1952, ritenuto responsabile dei reati di abuso di ufficio in concorso ex art. 323 c.p. e 110 c.p., e D.L.S., crotonese, classe 1966, per i reati di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente ex art. 353 bis c.p., abuso di ufficio in concorso ex art. 323 c.p. e 110 c.p.

Crotone, 7 novembre 2019




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