Caccia (solo) all’avvocatessa di facili costumi

Delle agghiaccianti e bipolari confessioni di Petrini (che ha mercificato una presidenza di Corte d’Appello) interessa solo la parte pruriginosa

È stato scarcerato il giudice Marco Petrini (leggi sotto la notizia Ansa) e mentre emergono nuovi dettagli sulle dichiarazioni davvero agghiaccianti circa movimenti e motivazioni di questo ex (per fortuna) Presidente di Corte d’Appello, prosegue incessante e morbosa la ricerca dei nomi delle avvocatesse che avrebbero gradito le richieste sessuali del Petrini per “portare” a casa risultati e posizioni professionali.

Si perché anziché riflettere sulla “qualità” delle ammissioni di Petrini come:

  • “Tutte le somme che ho ricevuto a titolo corruttivo di cui riferirò le ho utilizzate per far fronte all’indebitamento che avevo accumulato a seguito dalla separazione dalla mia prima moglie, per il mantenimento dei miei figli ed in parte per condurre una vita piacevole.” Oppure:
  • “A queste spese vanno aggiunte quelle, non indifferenti, che ho sostenuto per le cure di cui necessita il figlio della mia attuale moglie»

…si anziché pensare a questo modo davvero bipolare di “poter garantire” vita facile ed esigenze sanitarie di figli, figliastri e concubine, è molto più facile concentrarsi ad individuare la donna dei facili costumi e principi.

Da quando infatti è trapelato che una (o due addirittura) siano provenienti dal foro di Crotone, in città si è scatenato il toto nomi; addirittura c’è subito chi è divenuto testimone e “titolare” di verità che sapevano tutti…

Il dato agghiacciante è che Marco Petrini (arrestato nell’ambito dell’inchiesta Genesi) dinnanzi ai PM di Salerno Luca Masini e Vincenzo Senatore non ha solo confermato ogni circostanza di tutti gli episodi contestati per carteggi ed intercettazioni varie, ma, addirittura, ne ha narrati di nuovi tutti profumatamente pagati a suon di denaro contante, di appartamenti a Milano, bracciali in brillanti e autovetture (una Smart).

Ora è fuori perché ha parlato.

Vedremo quando e quanto pagherà.

Vedremo, forse, quando e quanto parleranno esegeti, educatori ed intellettuali di quanto questo “sistema” può o deve essere contrastato e preventivamente “escluso” da qualsiasi tipo di convenienza, sociale innanzitutto e poi, se possibile, professionale e giuridica.

Sapremo, prima o poi, delle inchieste a Procuratori Capo; o ancora meglio e di più di inchieste mai partite o partite in forte ritardo come la stessa della Piscina che ha determinato il terremoto(?) politico in città.

Altro che avvocatesse di facili costumi…

(da ANSA): È stato scarcerato il giudice Marco Petrini, arrestato su richiesta della Dda di Salerno lo scorso 15 gennaio. La scarcerazione è stata disposta dal gip di Salerno Giovanna Pacifico su istanza degli avvocati Francesco Calderaro, del foro di Castrovillari, e Agostino De Caro, del foro di Salerno.

Petrini – presidente della seconda sezione della Corte d’appello di Catanzaro e della Commissione tributaria, ora sospeso – è accusato di corruzione in atti giudiziari – alcuni casi aggravati dal metodo mafioso – perché avrebbe accettato offerte di denaro, doni e sesso in cambio dell’interessamento su processi penali e tributari.

Dopo l’arresto Petrini ha deciso di parlare con i pm di Salerno, ammettendo una serie di responsabilità e consentendo di aprire nuovi filoni di indagine. Gli interrogatori si sono tenuti fino al giorno prima del Riesame al quale la difesa ha rinunciato decidendo di fare appello al gip chiedendo la dimora fuori dalla Calabria, territorio oggetto di indagini. Richiesta accolta dal gip.