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Le Amministrazioni si adoperino nell’imminenza dell’estate

"Uno studio  nazionale stima la perdita di fatturato per bar e ristoranti del 29% sul 2019, per un valore di oltre 11 miliardi".

In Calabria ci avviamo verso la stagione estiva e oltre all’ideona del Governo (o taks force) che ha autorizzato i bagni a chi abita in prossimità del mare, laghi e fiumi, occorre preventivamente pensare a come sostenere i settori economici che, proprio dal periodo estivo, traggono sostentamento.

Fra le categorie più penalizzate dalla chiusura generalizzata del sistema produttivo legato al commercio e al turismo, senza dubbio ci sono i pubblici esercizi (bar, ristoranti, pub) e le attività che esercitano la vendita alimentare su chiosco.

Uno studio  nazionale stima la perdita di fatturato per bar e ristoranti del 29% sul 2019, per un valore di oltre 11 miliardi e poiché è ormai chiaro a tutti che, almeno per qualche tempo, dovremo convivere con il Coronavirus, è importante avviare velocemente la riapertura delle attività, dotandosi di idonee misure di sicurezza.

Un primo segnale in questo senso viene dalla regine Campania che con una Ordinanza, la 39/2020, ha autorizzato pub, bar, ristoranti, , pizzerie, gelaterie e pasticcerie alla consegna a domicilio, seppur con orari limitati, non computando in tali orari il tempo necessario ai lavori di pulizia e organizzazione dell’attività ma soprattutto ristabilendo un po’ di ordine, nel caos creatosi, con il divieto per salumerie, panifici e altri negozi di generi alimentari alla vendita di prodotti al banco di prodotti di rosticceria e gastronomia.

Su questa falsariga chiediamo che la Regione Calabria si adoperi e ci auspichiamo che i Comuni, per quanto riguarda pub, ristoranti e pizzerie, si adoperino per concedere gratuitamente suolo pubblico, aumentando quello eventualmente già occupato in modo da compensare e recuperare i coperti e posti a sedere che si perderanno per effetto delle presumibili distanze che si renderanno necessarie ai fini della sicurezza.

Il distanziamento, si stima, comporterà almeno il dimezzamento dei posti a sedere, pertanto l’aumento delle aree esterne sarà l’unica risposta atta a mitigare l’inevitabile dimezzamento dei volumi d’affari.

Tale operazione è semplice da effettuare a patto che si segua una corsia emergenziale ed evitando che la burocrazia rallenti il percorso amministrativo.

Chiediamo inoltre, auspicandoci la realizzazione di tali appelli, che alle attività di ristoranti, pub, bar, pizzerie, gelaterie, pasticcerie e gastronomie venga decurtato  il costo di occupazione di suolo pubblico ed eliminata la Tari e l’Imu almeno per i mesi di chiusura delle attività.

Nell’inoltrare queste richieste non parliamo di fughe in avanti ma di buon senso da applicare in considerazione dell’emergenza economica e dell’andamento limitato del contagio.

Sarebbe un valido segnale, sorreggendo  tali attività, di affiancamento ai coraggiosi che sono intenzionati a rialzare le serrande ed una risposta preventiva di una amministrazione sensata che non si adopera solo a vietare ma anche ad aprire.

Non è affatto vero che possiamo stare tranquilli sulla ripartenza e prova ne è lo stato di agitazione che sta montando fra gli esercenti e fra i commercianti pronti a clamorose azioni di protesta.

Dobbiamo ripartire

Il Coordinatore Provinciale Riva Destra Crotone
Giovanni Iaconis