Decreto Rilancio: Bene, ma ci sono lacune.

Dell'Aquila: "55 miliardi a sostegno della ripresa Italiana, uno sforzo che mi auguro non si metta di intralcio la solita macchinosa burocrazia all'italiana".

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Con il decreto Rilancio previsti circa 10 miliardi per rifinanziare la Cig, oltre 4 miliardi per il bonus autonomi e circa 500 milioni per il sostegno di colf e badanti, stop all’acconto IRAP da 4 miliardi e circa 6 miliardi per i ristori a fondo perduto delle Pmi, più sgravi per gli affitti e tagli alle bollette, e ancora 2 miliardi per gli interventi per far ripartire le attività produttive e i negozi adeguandosi alle norme di sicurezza.

Ci sono anche 2,5 miliardi per il turismo e la cultura, 5 miliardi per sanità e sicurezza.

Insomma un notevole aiuto ad imprese e lavoratori, bene anche le misure su scuola e sanità, ma con non poche lacune e disattenzioni.

Un passo importante, un intervento non più rinviabile, ma che dimentica, ancora una volta, chi di questa emergenza che è sanitaria ma anche sociale ed economica, si sta facendo da carico, prima durante il lockdown ed ora con l’avvio della Fase 2.

Ancora una volta trascurati donne, anziani, invalidi, le fasce più fragili.

Le prime vero traino e motore sociale, vero ammortizzatore sociale, gli anziani fino a qualche mese fa sostegno economico e sociale per molte famiglie già provate dalla crisi economica, ed oggi ancora di più unico sostegno economico per i tanti, tantissimi che per il Covid-19 e le misure restrittive adottate sono rimasti a casa.

E ancora gli invalidi, le fasce più fragili, per i quali l’isolamento sociale ha un valore ed un peso maggiori. Ebbene dobbiamo sottolineare che anche in questo Decreto non si è pensato a loro!

Spariti i sostegni economici alle famiglie con figli e per ciascun figlio, ed il bonus baby sitter non può essere la soluzione, il congedo straordinario esteso a 30 giorni e retribuito al 50% non può essere la soluzione.

Il Governo avrebbe dovuto innalzare la soglia almeno al 65% per rendere il congedo straordinario una misura a sostegno della genitorialità.

Il tessuto economico pre covid era già labile, precari, contratti part-time, e ora con l’emergenza sanitaria i precari sono andati ad accrescere il bacino dei disoccupati, i contratti part-time non consentono di fatto di poter accedere alle misure predisposte, basta fare due conti: una donna con un contratto part-time di 600/700 euro al mese con in congedo straordinario vedrà il suo stipendio scendere a 300 euro!

Una strada non percorribile quindi, una opzione non opzione!

Allora si punti davvero sul sostegno alla persone, i bonus estemporanei non servono, non sono utili alla “rinascita”, si investa nel Welfare, si punti su misure strutturali di crescita sociale ed economica tali da consentire la tutela della famiglia, intesa come raggruppamento di persone, in cui ciascuno individualmente ed insieme all’altro, concorre e contribuisce alla crescita ed allo sviluppo del sistema Paese.

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