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Ripartire dall’idea di “Distretto Energetico”.

Critelli: "Il Distretto Energetico di Crotone comprenderebbe un’area di produzione energetica e un’area di ricerca".

Riceviamo e Pubblichiamo:

A pochi mesi dal prossimo impegno elettorale, mentre i diversi schieramenti sono impegnati in diatribe e veti incrociati, oltre che a disquisire su ipotetiche alleanze, la città di Crotone si trascina, da oltre vent’anni, in una crisi economica, sociale e ambientale, aggravata dall’emergenza Covid-19.

Se l’emergenza sanitaria ha allentato, almeno per il momento, la sua morsa, quella economica, invece, deve ancora dispiegare i suoi effetti.

Nei prossimi mesi numerose aziende saranno costrette a chiudere o a ridimensionare il proprio organico, acuendo una emorragia occupazionale ben oltre la media nazionale ed europea.

La prossima amministrazione si troverà a dover gestire non solo i problemi atavici ma anche una crisi economica senza precedenti, potenzialmente deflagrante per gli equilibri sociali.

È questa l’occasione irripetibile e cogente per programmare e realizzare un nuovo futuro per la città di Crotone, facendone un pioneristico Distretto Energetico al servizio di nuove esperienze imprenditoriali e produttive, delle utenze pubbliche e residenziali, in linea con gli obiettivi tracciati dal Green Deal della Commissione Europea.

Tradizionalmente, la produzione di energia è sempre stata affidata ad un sistema centralizzato – le tradizionali centrali elettriche – per alimentare le utenze finali.

Negli ultimi anni, le politiche comunitarie hanno incentivato la realizzazione di unità di produzione distribuite, grazie allo sviluppo delle fonti rinnovabili e degli impianti di cogenerazione.

Non solo le condizioni climatiche e geografiche rendono il sito di Crotone idoneo alla realizzazione del Distretto, ma non mancherebbe, inoltre, il partner con il quale avviare un progetto di questa portata.

È questa l’occasione per ridefinire i rapporti ultraventennali con ENI, coinvolgendo la multinazionale, questa volta per davvero, nello sviluppo economico e occupazionale del nostro territorio.

Partendo da una dotazione iniziale di 72 milioni di euro che Eni è stata condannata a risarcire al nostro territorio per danno ambientale, incrementabile con i fondi comunitari della programmazione pluriennale 2021/2027 e i fondi del Piano per il Sud del Ministro Provenzano; il Distretto Energetico di Crotone comprenderebbe un’area di produzione energetica e un’area di ricerca.

L’area di produzione si costituirebbe di un parco fotovoltaico a concentrazione, un impianto di termovalorizzazione dei rifiuti di ultima generazione – sul modello dell’impianto di Copenaghen -, impianti di cogenerazione alimentati a gas metano o biomassa e di sistemi innovativi per la produzione di energia elettrica dalle onde del mare.

In merito, Eni ha siglato, nell’Aprile 2019, un accordo con Cassa Depositi e Prestiti, Fincantieri e Terna, per la produzione e la realizzazione del progetto pilota Inertial Sea Wave Energy Converter (Iswec), già installato nell’off-shore di Ravenna.

Una tecnologia in grado di convertire il moto ondoso in energia elettrica, rendendola immediatamente disponibile per impianti off-shore o immettendola nella rete elettrica per dare corrente a comunità costiere.

Il Distretto sarebbe dotato di reti di devettorizzazione del gas metano, reti di teleriscaldamento alimentato dalla termovalorizzazione dei rifiuti e dagli impianti di cogenerazione e reti di teleraffrescamento, per l’approvvigionamento energetico delle attività produttive insistenti sul territorio e strutture energivore di interesse pubblico quali impianti sportivi, nonché abitazioni residenziali e attività commerciali.

Infine, un centro studi e di ricerca nazionale nel settore delle energie rinnovabili, in sinergia con l’Università della Calabria, per la realizzazione di tecnologie e soluzioni innovative al servizio degli Enti pubblici e privati.

Un progetto capace di coniugare e sintetizzare le diverse ambizioni del territorio, richiamando professionisti da tutto il mondo, capace di attrarre servizi essenziali per le attività produttive, garantendo al contempo l’autosostentamento energetico e il superamento del problema dei rifiuti, con straordinarie ricadute occupazionali dirette e indirette.

L’altra Crotone, con uno sguardo fisso al futuro.

Alessio Critelli