Ripensare la 106 per tutto il suo percorso

"Perché la Statale 106 debba ridursi al mero collegamento tra Catanzaro e Crotone"

Più informazioni su

Riceviamo e Pubblichiamo

Dopo l’Incontro con il Prefetto Tombesi, il Ministro per gli Affari Regionali Boccia, il Capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli ed i nostri eletti, necessario a far fronte alla situazione emergenziale creatasi dall’ultima devastante alluvione, le Onorevoli pentastellate Barbuto e Corrado, hanno chiesto “attenzione massima alla SS 106, per la quale ci battiamo dall’inizio della legislatura, che deve assolutamente essere ripensata per tutto il percorso in una strada sicura a doppia carreggiata e doppia corsia per senso di marcia sia dal lato nord che dal lato sud della città”. Gentilissime Onorevoli vi chiediamo dunque perché la Statale 106 debba ridursi al mero collegamento tra Catanzaro e Crotone, essendo la stessa molto più lunga? Perché tralasciare il resto quando potremmo avere tutto? Perché escludere dai processi di trasformazione, attuabili ora come mai prima, la maggior parte dei cittadini della Costa Ionica? A cosa è servito e serve un Intergruppo per le Infrastrutture della Costa Ionica se tutto si riduce ad un intervento non propriamente strategico per la Costa?

Di certo Catanzaro e Crotone sono due realtà importanti ed è per questo che teniamo a mettere ancora in evidenza, come un progetto di più ampia scala non escluderebbe Crotone: come potrebbe essendo questa parte integrante del territorio, punto di riferimento per tutta l’entroterra vista la presenza degli uffici e di tutti i servizi essenziali, dalla sanità all’istruzione? Pensare all’insieme significa permettere a tutti i cittadini della Costa, inclusi quelli pitagorici o del cirotano, di collegarsi velocemente a Catanzaro, quanto Sibari o a Reggio Calabria, nessuno deve rimanere escluso. Freme mettere a frutto le immense potenzialità di tutta una Calabria ad oggi oscurata, nascosta da situazioni che vanno oltre il grottesco, seppur madre di paesaggi mozzafiato, dalle montagne al mare. L’accessibilità è necessaria a tutti e a tutti deve essere garantita, come la sanità, il lavoro, la casa e tutto quello che serve a rendere la vita un passaggio dignitoso e non una lotta costante per l’essenziale.

Rimaniamo inoltre coscienti di quanto mai come adesso e come solo insieme possiamo affrontare le sfide future ottenendo risultati reali e solidi, ricostruire uniti, cittadini e rappresentanti, le fondamenta di questo territorio martoriato ma ricco e forte. Divisi siamo sempre stati ed è chiaro quanto fallimentare sia stata la mancanza di una strategia concordata e di un confronto di ampio respiro, ora più che mai, affinché il futuro non sia più amaro del passato, vista l’occasione Recovery e le strategie da chiedere con forza ed uniti appunto, al Governo centrale: non possiamo permetterci di rimandare!

Più informazioni su