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Contraddittori!

Ancora tanta, troppa, fuffa a scapito della possibilità di spendere realmente gli oltre sessanta milioni di euro di Antica Kroton: e la Dirigente Dominijanni messa a guardia del santuario…

Contraddittòrio s. m. Discussione pubblica fra due persone che sostengono e difendono opinioni contrarie

Gli assessori Via e Sorgiovanni e la super Dirigente Dominijanni non sono intervenuti alla seduta di Commissione Consiliare Cultura di ieri pomeriggio, che prevedeva il CONTRADDITTORIO fra la “loro” rimodulazione di Antica Kroton e le opinioni di una parte dell’associazionismo cittadino rappresentate dal Dottor Foti e dall’archeologo De Marco. L’Assessora alla Cultura professoressa Via è l’unica ad aver giustificato tale assenza con il Presidente di Commissione Fabrizio Meo: la richiesta esplicita dell’Assessora, rivolta anche a Presidente del Consiglio Comunale e Sindaco è stata quella di riformulare l’oggetto della convocazione perché, a suo scrivere, il termine contraddittorio utilizzato nella stessa convocazione di audizione, era “improprio, se non capzioso e provocatorio e comunque rievocatorio di principi di natura processuale”. In pratica, all’ultimo momento e dopo una seduta già evasa perché, a loro dire, non era arrivata comunicazione in tempo, nuovamente non è stato possibile audire questi campioni di trasparenza e partecipazione democratica.

Oggi, al netto anche della mancanza oramai conclamata di streaming che invece sembrava fosse una delle poche belle novità di questa nuova consiliatura, all’insegnante di lingue straniere, eccellentissima professoressa Rachele Via, non mi permetterei, giammai, di rammentare, suggerire, sottolineare sfumature o interpretazioni che pure attengono a vocabolari e/o traduttori commentati del termine CONTRADDITTORIO. E’ chiaro però, e questo aspetto è assolutamente pertinente al nostro ruolo di giornalisti, che l’atteggiamento di questa Amministrazione Voce (tutta) nei confronti di qualsiasi critica è annoverabile ai significati più “duri” ascrivibili agli aggettivi “improprio, capzioso, provocatorio e certamente rievocatorio delle passate amministrazioni Pugliese/Sculco e Vallone”. Sarà che usufruiscono dello stesso (oramai storico) portavoce/addetto stampa, ma c’è un filo comune certo fra gli ultimi tre sindaci di questa città: appena ti permetti di “osservare”, “suggerire” per poi “criticare” linee programmatiche di intervento di spesa pubblica, diventi, subito, un nemico da aggirare e “rinchiudere” nella tana di quelli che hanno interessi e sono pure inclini alla rissa; e se prosegui ed insisti, il loro alito più pulito del pulito, da fiato sui social con lo stesso garbo con cui si trattano ladri e fattucchiere. Tornando sui fatti di ieri e sorvolando sulla quasi indifferenza mostrata dall’Ingegnere Sorgiovanni, che pure arrivava, solo due mesi fa, dalle barricate pentastellate, ciò che non è davvero tollerabile è come si stia legittimando l’incredibile atteggiamento dell’Architetto Elisabetta Dominijanni nelle funzioni pubbliche, pure profumatamente retribuite, di “strumento” tecnico a servizio DIRETTO della cittadinanza. E’ infatti già emerso dalle stesse passate sedute delle Commissioni Consiliari che la Dirigente sia tranquillamente intenzionata ad aggiungere al suo arcinoto curriculum professionale (noto cara Assessora Via a diversi processi di vari tribunali pure ancora in corso, oltre a quelli che hanno prodotto sentenze non proprio positive) altri capitoli di imputazione; noi ci riferiamo ovviamente ad imputazioni  di carattere democratico, civile, e di pubblica opinione che deve necessariamente annettere quegli stakeholder che già in passato hanno potuto “valutare” il cemento sul sagrato di Capocolonna e le piscine vista mare di fronte al Cimitero, solo per ricordarne qualcuno. Solo questi piccoli dettagli vorremmo rappresentare al professore/ingegnere Vincenzo Voce che solo perché ex tribuno della plebe, è potuto divenire, dopo svariati tentativi, primo cittadino di questa nostra disgraziata, martoriata ed evidentemente sfortunata città.
Con queste reazioni, cari Assessori che di tribuni della plebe vi siete occupati solo sui libri di storia, vorrei rappresentarvi che, a mio modesto avviso, se proseguirete con questo atteggiamento, otterrete solo un ricompattamento di una eccessiva e cronica frammentazione di quella società civile che, purtroppo, si sveglia quasi sempre troppo tardi; ora, l’incertezza ed i guazzabugli istituzionali, sia a livello regionale che nazionale, possono dare quel tempo tecnico necessario che eviti altri scempi amministrativi sulla pellaccia di oltre sessanta milioni di euro pubblici che rischiano fortemente di essere dispersi; si perché il rischio più grave è proprio questo: altro che blocco del centro della città… L’improvvisazione di burocrati per lo meno impreparati, e amministratori che vanno al guinzaglio di senatrici in cerca di autore della propria prognosi istituzionale, devono e dovranno fare i conti con l’informazione e la mobilitazione civile ancora prima che con qualsiasi tribunale.

Torneremo nel dettaglio e nei dettagli di una vicenda che, ad esempio, deve ancora spiegare alla collettività chi e con quali procedure amministrative ha deciso di avviare una rimodulazione di un progetto complesso senza che vi sia uno straccio di carta o fonte amministrativa. Se avete davvero a cuore i frutti certi di un sano confronto pubblico, politico ed amministrativo, portate direttamente in Consiglio Comunale schede ed iter amministrativo della Vostra rimodulazione, così almeno, potrete “pacificare” una parte della città; giammai ovviare a più di qualche falla che state incredibilmente nascondendo come e peggio delle tre scimmiette sagge. E’ già emerso, ed è stato ampliamente ammesso anche dalla Dirigente Dominijanni, che non v’è alcuna traccia “tecnica” di quella che, lei stessa, ha definito come una Rimodulazione necessaria e dettata dagli stessi uffici tecnici dopo un tavolo con Regione e Mibtac ai tempi della immarcescibile Commissario Costantino.

p.s.
A proposito delle scimmiette sagge c’è un doppio fattarello su cui potrebbe essere utile riflettere: le Tre Scimmiette sagge sono le guardiane del santuario di Toshogu a Nikko, costruito nel 1617, uno dei più importanti del Giappone. La statua, che campeggia all’entrata del tempio shintoista, rappresenta una saggezza antica, che risale fino a 2500 anni fa: un saggio codice di condotta seguito dalle più alte civiltà in Cina, India e Giappone.

Il cuore di questa saggezza, rappresentato appunto dalle tre scimmiette sagge, può essere riassunto in tre fasi: non parlare del male (Iwazaru), non vedere il male (Mizaru), non sentire il male (Kikazaru); come spesso accade con le icone, vuoi per disinformazione, vuoi per ignoranza, succede che il significato originario viene distorto, alterato, modificato, per mescolarlo ad altri concetti o interpretazioni che si allontanano dalla radice originale; infatti, il senso comunemente attribuito alle tre scimmiette,oggi, è diverso da quello originale, viene inteso come un’esortazione a non impicciarsi negli affari altrui, diventa una regola da adottare: non sento, non parlo, non vedo. L’altro, ancora più curioso fattarello riguarda Socrate ed una storia nella quale si narra di come un suo allievo fosse entrato un mattino in casa sua, ansioso di raccontargli ciò che aveva sentito dire, dinanzi all’impazienza dell’uomo, il saggio ateniese, sembra, che gli intimò che prima di rivelargli quella notizia, doveva superare l’esame dei tre filtri (setacci): Un giorno Socrate fu avvicinato da un uomo in piena agitazione che gli disse: « Ascolta Socrate, ti devo raccontare qualcosa d’importante sul tuo amico.» «Aspetta un attimo», lo interruppe il saggio, «hai fatto passare ciò che mi vuoi raccontare attraverso i tre setacci?» «Tre setacci?», chiese l’altro meravigliato. «Sì, mio caro, vediamo se ciò che mi vuoi raccontare passa attraverso i tre setacci. Il primo setaccio è quello della verità: sei convinto che tutto quello che mi vuoi dire sia vero?» «In effetti no, l’ho solo sentito raccontare da altri.» «Ma allora l’hai almeno passato al secondo setaccio, quello della bontà? Anche se quello che vuoi raccontare non è del tutto vero, è almeno qualcosa di buono?» L’uomo rispose esitante: «Devo confessarti di no, piuttosto il contrario…» «E hai pensato al terzo setaccio? Ti sei chiesto a che serva raccontarmi queste cose sul mio amico? Serve a qualcosa?» «Beh, veramente no…»
« Vedi?», continuò il saggio, «Se ciò che mi vuoi raccontare non è vero, né buono, né utile,
allora preferisco non saperlo e ti consiglio di dimenticarlo.» (Tratto dal libro “La via del guerriero di Pace” di Dan Millman).

p.p.s.
Caro Sindaco ed adpti vari, provi, anzi provate ad utilizzare setacci prima di promuoverne l’uso; non si sa mai cosa potrà accadere, in futuro, con la Vostra storia, reputazione ed onestà: con le icone, vuoi per disinformazione, vuoi per ignoranza, succede che il significato originario viene distorto, alterato, modificato, per mescolarlo ad altri concetti o interpretazioni…