Quantcast

La torta

Linda Monte: "Villaroja come esempio e modello da seguire"

Riceviamo e Pubblichiamo:

Non mi piacciono i dolci e neanche le fette di torta ed in senso metaforico, trovo le uscite reiterate a riguardo della senatrice Corrado, francamente scontate. Con tutto il rispetto per una rappresentante delle istituzioni, un tempo molto apprezzata da archeologa, ma deficitaria, da quel che osservo, in qualità politica, farebbe bene a frequentare anche un corso breve – viste le sue indubbie capacità cognitive – di formazione mirata e soprattutto di rispetto verso  i suoi concittadini. La torta di cui parla e non da ora, trovandomi d’accordo in linea generale, sono i famosi 61 milioni di euro destinati alla scoperta di quel che rimane dell’antica città e da lei osteggiata, negandone il possibile valore. Il motivo sta tutto, appunto, nella spartizione tra gli “amici”. Del resto è stato il filo conduttore della campagna elettorale del suo sindaco; armato di accetta e lei di “scimitarra” per fare pulizia perché troppa corruzione e pervasività della ndrangheta. Così il suo collega “cosentino”, un raccogliticcio rivoluzionario, stile Zorro, il quale non cessa mai di cambiare registro, definendo il popolo calabrese (lui che calabrese non è), tutto pervaso dal malaffare. Non si può certo negare la presenza dei clan e dovrebbe bastare l’azione costante del suo, del loro grande e rispettabile amico, il dott. Gratteri. Lei, loro devono esprimere tutta l’utilità, l’impegno politico, quello vero, propositivo, sano e non quell’odioso spargimento di rancore su tutto e tutti. Non nego assolutamente l’azione corruttiva per avere una “fetta di torta” da tanti e dovunque, a questo punto tuttavia invito la gentile senatrice ed il suo primo cittadino di tirare fuori le carte, magari solo quelli dell’Antica Kroton, perché altrimenti si andrebbe troppo lontano e di inviarle a Catanzaro o meglio in commissione antimafia a Roma. Ma torniamo al motivo prevalente e cioè il negazionismo da parte della senatrice dell’importanza della ri/scoperta della città antica. Ricordo l’appassionata stagione di piazza Villaroja ed insisto non per sola nostalgia, ma perché lo strepitoso laboratorio di quella magica piazza è stato da lei portato ad esempio in tutta Italia, in consessi accademici dove poi conta per fortuna anche il CV… Medesima azione da parte del direttore scientifico di allora, dello scavo Villaroja. Ecco cosa scriveva l’archeologa Corrado:

…Lo scavo ha evidenziato la felice contingenza di un edificio di culto paleocristiano indiziato dalle relative sepolture, il primo finora noto a Crotone, che fu sede diocesana al più tardi dal VI secolo 4, sorto in un’area periferica dell’abitato tardo-antico utilizzata precocemente a scopo funerario ma già sede di una domus…d’impianto tardo-repubblicano abbandonata entro il III secolo d.C. (fig. 3). Questa si era a sua volta sovrapposta, ripetendone l’orientamento, ad un lembo dell’abitato magnogreco sottostante, tant’è che reperti mobili trovati in giacitura secondaria riportano indietro nel tempo fino al VI secolo a.C. ed ancora…sono state informate e invitate a presenziare agli scavi scolaresche di ogni ordine e grado, mentre si sollecitava con buon successo anche l’attenzione della stampa locale e nazionale, nonché delle autorità locali e, per il tramite delle associazioni citate, quella del Ministero competente…La risposta della cittadinanza e dei turisti estivi alle attività programmate è stata entusiastica, tanto è vero che a favore della prosecuzione degli scavi e della musealizzazione del sito sono state raccolte e consegnate all’Amministrazione Comunale oltre tremila firme…

Dunque Villaroja come esempio e modello da seguire. Qualcuno afferma che non cambiare idea è da imbecilli, certo che si possono rivedere idee e posizioni, ma non negare una ultima possibilità così imponente ed importante come il programma Antica Kroton prevede.
E come mai tutta la rimodulazione prevede interventi di lavori pubblici? E Capo Colonna allora? L’affetto per il sito è stato dimostrato in tantissime occasioni ed anche sacrifici personali (se lo ricorda oltre le bandierine stellate (importanti certo) la costante vigilanza democratica sui lavori anche senza il favore delle telecamere, interrogazioni parlamentari etc?). I fondi ed in abbondanza contenute nell’AK sono previsti per questo e non si vede perché non aprire  i cantieri in centro città! Ma su questo, mi spiace si ritornerà ancora ed ancora e le ossessioni anticorruttive si possono affrontare e/o superare solo e soltanto se la popolazione partecipa, vigila, condivide e non arroccati nella segretezza – come appunto è abitudine delle bande piccole e grandi ndranghetiste – esattamente come sta avvenendo nella giunta Voce – Corrado.