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Quali sono le prospettive economiche del territorio?

"Il silenzio della rappresentanza politica, regionale e locale, che ha avvolto la drammatica istantanea con la quale l’Istat ha fotografato la situazione socio-occupazionale della Calabria, assume i connotati di una resa..."

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    Riceviamo e Pubblichiamo:

    Il silenzio della rappresentanza politica, regionale e locale, che ha avvolto la drammatica istantanea con la quale l’Istat ha fotografato la situazione socio-occupazionale della Calabria, assume i connotati di una resa rispetto ad un meccanismo che affonda le proprie radici in tempi lontani, senza risparmiare nessuna Provincia. Sempre più giovani abbandonano questa Regione, privandone della principale forza propulsiva in termini di idee ed energie, imbrigliandone qualsiasi ambizione di sviluppo. Negli stessi giorni, diverse testate giornalistiche nazionali, facevano eco alle parole dell’industriale svedese Lars Carlstrom e al suo progetto imprenditoriale. Fondatore dell’azienda Italvolt, Carlstrom ha annunciato la realizzazione, entro il 2024, della prima gigafactory italiana. Un investimento di 4 miliardi di euro per la realizzazione di un impianto dedicato alla produzione e allo stoccaggio di batterie a ioni di litio per veicoli elettrici, nell’ex area industriale Olivetti di Scarmagno, ed una prospettiva occupazionale di 4.000 unità. La riqualificazione di un’area industriale dismessa con un progetto di reindustrializzazione al servizio di sistemi di mobilità innovativa ed ecocompatibile, non solo rappresenta un barlume di speranza in un periodo plumbeo, ma una risposta concreta alle incertezze dilaganti che la crisi pandemica ha portato in dote. Una notizia che ho accolto con cauto entusiasmo, vista la complessità del progetto, grande ottimismo e un velo di delusione, per una scelta logistica che, ancora una volta, esclude il Sud. Per tracciare una genesi dell’enorme divario tra il Nord e il Sud-Italia non basterebbero certo poche righe. E non è mia intenzione affrontarle adesso; annoiare i lettori con critiche su quello che poteva essere e che non è stato fatto per valorizzare il Meridione. Bensì, il mio intento, è quello di contribuire a superare la conflittualità tra vocazione turistica e industrializzazione che da anni anima il dibattito locale, spesso alimentata da una visione prettamente ideologica. Avviare, parimenti ad un confronto di merito sull’Antica Kroton, una discussione sullo straordinario potenziale commerciale e industriale del nostro territorio, sarebbe la giusta proposizione per accogliere le sfide del Next Generation Europe. Il progresso tecnologico e quello normativo hanno permesso, in diverse realtà d’Europa, il perfetto equilibrio tra un passato da riscoprire ed una attività imprenditoriale e produttiva da incentivare. Un connubio senza il quale è impossibile diversificare il tessuto economico locale, fatto propedeutico per porre fine alla fuga di tanti giovani di eterogena estrazione professionale, in un territorio che dispone di tutti i mezzi per soddisfarne le ambizioni.

    Un porto turistico e industriale, la cui posizione baricentrica, lo rende snodo strategico in grado di intercettare le diverse rotte commerciali che si intersecano nel Mediterraneo. L’aeroporto Pitagora, nella duplice funzione turistica, al servizio dell’alto e medio Jonio, e commerciale, attraverso la realizzazione di un Terminal Cargo sfruttando l’area circostante dell’alto piano Sant’Anna. La linea ferroviaria Ionica, da elettrificare e potenziare per intercettare il corridoio Scandinavo-Mediterraneo, inserito tra le Reti Transeuropee dei trasporti.  Serve un piano, condiviso con le forze associative, imprenditoriali e politiche del territorio, per mettere a sistema le tre infrastrutture e pianificare, in questa fase di bonifica, la destinazione d’uso dell’ex area industriale. Discussione che non può che coinvolgere Eni, in una prospettiva di infrastrutturazione energetica del territorio al servizio delle necessità pubbliche e private.  È questa la sfida che attende la classe dirigente politica, alla quale non mancherà il supporto del livello nazionale. Nei prossimi anni, infatti, come annunciato dalla Ministro per il Sud, l’On. Mara Carfagna, tra Recovery Fund e Piano Finanziario Pluriennale 2021/2027, saranno destinati al Mezzogiorno, per infrastrutture, digitalizzazione, sanità e transizione ecologica, oltre 150 miliardi, a cui sommare la fiscalizzazione agevolata per le imprese, con sgravi fiscali del 30 % e un potenziamento degli strumenti per le Zone economiche speciali, come quella di Gioia Tauro, in cui ricade anche il territorio di Crotone.

    Alessio Critelli

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