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C’è un misuratore dell’alito più pulito?

Tutti sono innocenti fino a prova del contrario, anche l'Assessore Scandale, oggetto di un provvedimento di imputazione coatta per truffa, assieme a Buscema e Carnè.

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di Procolo Guida

E’ da sabato scorso che girano in città documenti del tribunale che raccontano di centoquaranta mila euro di danni che un privato vanterebbe nella qualità di persona offesa da reati societari; atti che evidenziano l’oggetto di un rinvio a giudizio per false comunicazioni sociali, truffa con indebita restituzione dei conferimenti ed infedeltà societaria: spicca, fra i destinatari dell’imputazione coatta disposta dal Gip Michele Ciociola, Francesco Antonio Scandale Assessore al Bilancio dell’attuale Giunta Comunale a guida Vincenzo Voce. Assieme a lui sono stati rinviati ad un giudizio, i cui specifici capi d’imputazione dovranno essere scritti dal PM di turno, Guerino Buscema e Giovanni Carnè, rispettivamente notissimi imprenditore e commercialista. Qualcuno lamentava anche, da lettura attenta, che ci si sarebbe potuto e dovuto attendersi che sarebbero dovuti essere già stati scritti questi capi d’imputazione, perché il provvedimento del Giudice Ciociola è datato 11 febbraio ed il termine (non perentorio) è di 10 giorni dall’imputazione coatta. Ma visto che, appunto, il termine non è perentorio ed è comunque da intendersi da quando materialmente il fascicolo sale in Procura, ci è dato di sapere che ancora il rinvio a giudizio non si sia concretizzato nei confronti di tutti e tre Scandale, Carnè e Buscema. Abbiamo anche cercato di confrontarci con l’avvocato della parte offesa che non ha voluto nemmeno ricevere le nostre domande sia per riserbo ed anche perché (pensiamo) proprio perché il fascicolo non è nemmeno completo. Si può però invece dedurre, dal provvedimento a firma del Gip Michele Ciociola, che la sua udienza riguardasse l’opposizione all’archiviazione che era stata avanzata dalla stessa Procura di Crotone; ciò che è comunque leggibile dal documento, è che l’opposizione avanzata dal legale della parte offesa e che ha visto, dunque, riconosciute le proprie tesi, anche nuove, che hanno convinto il Giudice Ciociola, è che vada valutata la giusta contestazione dei reati relativi all’art. 640 del codice penale (Truffa), all’art. 2626 del codice civile (Indebita restituzione dei conferimenti), all’art. 2634 (Infedeltà patrimoniale) e all’art. 2621 del codice civile (False comunicazioni sociali). Come scriverà ed interpreterà la contestazione e con quali specifici capi d’imputazione, però, sarà dunque cura del Procuratore incaricato dal Procuratore Capo Capoccia.

C’è da sottolineare che nulla di tutto ciò avrebbe riguardo diretto con l’attività assessorile del dottor Scandale se non che la sensibilità dello stesso lo ha (forse) indotto a non partecipare a moltissime riunioni di Giunta che hanno deliberato anche su adempimenti propri delle deleghe in suo possesso. Questo inedito dato lo facemmo notare sin da “Altro che Bancomat… Non ci vuole nessuna banca!” (cliccaci qui per rileggerlo) pubblicato il 12 febbraio a cui seguì una diretta fatta proprio con l’Assessore 3 giorni più tardi (clicca qui per rivederla). Quello che ci chiediamo, sia che queste reiterate assenze siano o meno, appunto, frutto di sensibilità dell’uomo o dell’Assessore Scandale, è che cosa abbia intenzione di fare il Sindaco Vincenzo Voce rispetto a non tanto l’eventuale colpevolezza del suo Assessore, che fino a prova contraria, rimane assolutamente un cittadino onesto. Il punto è infatti totalmente politico: sin dalla campagna elettorale il “combattente” ed indipendente Vincenzo Voce ha voluto sottolineare, sempre, che lui non avrebbe avuto nessuno a cui dare conto e che le sue mani sarebbero state le uniche libere rispetto ai suoi concorrenti a Sindaco. Dichiarazioni che gli vennero contestate proprio alla nomina, avvenuta giorni dopo la presentazione della sua prima Giunta, dell’Assessore Scandale particolarmente vicino alle esperienze Vallone, sia per diretta militanza nelle liste che lo avevano appoggiato e sia per la provenienza proprio dagli studi Carnè. Oggi, anzi ieri di domenica, il Sindaco conferma il suo assolutismo cosmico con la presa di posizione netta nei confronti di due suoi consiglieri che, a suo dire, si sarebbero macchiati, uno, di indecorose espressioni e deprecabili illazioni nei confronti di consiglieri comunali ed uno stimato dipendente; l’altra, di non aver opposto una ferma reazione di sdegno nei confronti del primo dopo che gli era stata “imposta” con una sortita della Giunta (quasi) al completo all’interno, addirittura, della Commissione Pari Opportunità. (Leggi a tal proposito La Giunta attacca Meo: infamia per distrazione di massa!).

Siamo quasi certi che, dunque, il Sindaco non fosse assolutamente a conoscenza di questo provvedimento che il dottor Scandale stava studiando in attesa delle “nuove” che arriveranno dal Tribunale di Crotone. Altrimenti siamo fra quelli che pensano che tutta l’attività svolta nel fine settimana dal Sindaco e dalla sua Giunta, ancor prima che frutto di una operazione di distrazione di massa, così come insinua l’avvocato Meo, trattasi di inspiegabile dicotomica capacità di peso politico amministrativo, attuato con due misure completamente diverse. Ciò che questa città, soprattutto in questo intricatissimo vortice di sovrapposizioni istituzionali da isteria pandemica, non si può proprio permettere è far proliferare gli unti e gli untori. Ci sono fondi che avrebbero potuto e dovuto già essere spesi, anche con le caratterizzazioni che giustamente “i nuovi” hanno necessità di impartire; e ci sono innovazioni di processo e di prodotto che avrebbero dovuto dare binari certi al tema dei rifiuti e dell’accesso alle cure sanitarie, tutte. Poi ci sarebbero i temi complessi e programmatici che con la ristrutturazione urgente di cui aveva necessità la macchina burocratica, dovrebbero, almeno, rispondere ad una visione generale di che tipo di città il Sindaco avrebbe voluto disegnare. Se le risposte latitano, fra pochissimo, non sarà più possibile ammantare che ci sono i nemici del nuovo vapore che non lo hanno permesso; anche perché i vecchi e nuovi amici li avete già presentati in tutto il loro splendore e, per lo meno, dovrebbero poter sopperire a chi ha l’alito sporco, visto che vi siete eretti a misuratori certi di chi ce l’ha pulito come il vostro.

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