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Antica Kroton un affare non solo archeologico

Linda Monte: "La città, a conti fatti non ha altre risorse che non i beni legati alla storia, al clima, al paesaggio".

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Riceviamo e Pubblichiamo:

Si dirà che la città ha ben più gravi problemi che non ciò che attiene un programma, quello dell’Antica Kroton, sconosciuto ai più. Proprio per questo va costantemente citato ed anche denunciarne le inadempienze in atto. Non è possibile accettare che un manipolo di dirigenti, votati alla cura della scoperta e della valorizzazione di ciò che è patrimonio comune e molto ben finanziato, sia annegato nelle oscure faccende di chi ha interessi propri, anche se legittimi. Non sugli interessi e del disegno futuro della città. La politica? Mi spiace dirlo, non ha ancora espresso una visione, un programma degno di alta Politica. I cittadini visti come ostili a loro e privi di risposte sulle istanze democratiche e che riguardano tutti, anche loro e le proprie famiglie. Dunque il parco archeologico urbano cancellato perché disturba, stravolge il traffico e poi ci sono le condotte, i sottoservizi etc. Ma è davvero così? Invito i più curiosi a dare un’occhiata ai lavori di ripavimentazione in alcune vie del centro storico e se non fosse per – non eroismo per favore, ma solo dovere civico – la costante vigilanza di chi scrive sarebbe andata molto peggio. Certo anche per il buon senso delle maestranze, però i cartelli abbastanza arrangiati affissi dopo la mia contestazione con tanto di sequenze fotografiche, recavano nomi di chi era responsabile. La stessa che ha deciso cosa non fare per Antica Kroton e cioè spalmare le somme su evidenti ragioni individualistiche. In armonia certamente con un funzionario ministeriale in quel di Roccelletta.

Che dire poi del sito archeologico sotto la Banca Popolare, ripreso con un progetto, Archeo Urbe e che dovrebbe essere visitabile, godibile da tutti, perché con quanto previsto per gli scavi negati di piazzale Mantegna e piazza della Resistenza, offrirebbe una idea di quel che era la famosa Kroton. Non se ne parla proprio, non si entra, esiste anche un porticato pubblico, trasformato in garage. Difficile da gestire? Certamente ed allora sostenere un progetto che dia la possibilità ad imprese giovanili formato e competente in materia proprio no? Così si implementa la ricchezza di un territorio. Per non andare troppo oltre ricordo la vicenda del piazzale antistante la chiesa a Capo Colonna e qui mi fermo. Una parola va spesa tuttavia per gli ordini professionali, gli enti, al commercio indubbiamente in grave difficoltà, però occorre andare oltre ed essere positivi e meno assenti. Il futuro della città va pensato e programmato adesso. Il progetto AK non è affare solo archeologico e per studi di alto profilo e non è COSA LORO! Mi permetto di invitare chi legge e di sicuro i tanti che non hanno scheletri nell’armadio, come me ad esempio, malgrado qualcuno si sia permesso di schizzare fanghiglia – ma ci ha solo provato e senza convinzione – a far sentire coralmente il dissenso nei confronti di una plateale ingiustizia sulla vita, sul futuro del mondo che verrà.
La città, a conti fatti non ha altre risorse che non i beni legati alla storia, al clima, al paesaggio e lasciate che lo dica alle tante meravigliose ed intelligenti creature purtroppo costrette a lasciare il luogo della loro nascita.

Linda Monte

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