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Mainstream e politicanti ora vogliono la testa di Gratteri

Pingitore: "Tutti i calabresi, e non solo, hanno l’obbligo e il dovere di difendere un grande uomo e soprattutto un grande magistrato".

Riceviamo e Pubblichiamo:

Più che per aver sostenuto tesi antisemite, è più probabile che qualcuno voglia utilizzare le becere accuse mosse a Nicola Gratteri per ostacolare il suo operato contro la ‘ndrangheta e per favorirne la rimozione dalla carica. Affermazioni gravi da parte del mainstream giornalistico e politico. “A casa subito, un magistrato che avanza tesi antisemite va rimosso”, sostiene Calenda. L’avete mai sentito accollarsi il peso e la responsabilità della lotta contro la mafia? Sentenze in primo grado senza essersi neppure accertato della veridicità delle informazioni. Fonti? Ignote! Come si può definire antisemita Gratteri?
Un professionista umile che lotta col sangue contro il nerbo duro della ‘ndrangheta, diffusa oramai in tutto il mondo. Invocare la rimozione dalla carica di magistrato ha veramente del grottesco, ancor di più quando l’incriminata prefazione di Gratteri tratta “innocuamente” degli affari delle mafie nell’emergenza Covid. Non sorprende la tempistica delle accuse: Gratteri ha più volte ribadito che di qua a poco gli avrebbero tolto la Procura di Catanzaro. Darà forse fastidio che nei dibattiti pubblici il magistrato calabrese evidenzi il ruolo delle organizzazioni mafiose nella gestione del Recovery Fund, del mercato redditizio dei falsi tamponi e dei falsi medicinali relativi al Covid-19?
Nessuna tesi antisemita né opinioni difficili a comprendersi data l’ovvia chiarezza: mettere in campo tutti gli strumenti possibili al fine di evitare rischi di infiltrazione e favoreggiamento mafiose, come è spesso accaduto nelle situazioni di calamità ed emergenza, nelle quali si è innestata un’economia parallela ad esclusivo beneficio dei clan. Argomenti che il magistrato ribadisce tutti i giorni, in ogni occasione, dallo scoppio dell’emergenza sanitaria. È veramente incettabile che si voglia mettere il bavaglio al libero pensiero di una persona; che si voglia accusare di antisemitismo un uomo dall’eccellente profilo morale e professionale. Tale evenienza dovrà farci riflettere seriamente, proprio sulla base del fatto che la Calabria è e continua a essere devastata dalla corruzione e dagli intrecci politico-mafiosi. Tutti i calabresi, e non solo, hanno l’obbligo e il dovere di difendere un grande uomo e soprattutto un grande magistrato. Pertanto, mi associo all’appello che da più parti proviene a difesa di Nicola Gratteri: non lasciamolo solo!

Iginio Pingitore
Consigliere comunale – Stanchi dei Soliti