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Una città solo per uomini: tra machismo e pochezza istituzionale

In un comunicato stampa il collettivo "Fem.in" ritorna sulla vicenda relativa agli insulti pronunciati nei confronti di alcune consigliere comunali: 

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La violenza discriminatoria, ogni attacco all’umanità ed alle manifestazioni dei desideri di vita e pratiche affettive è sempre un atto intimamente brutale e fascista e quindi per noi nemico.

In un comunicato stampa il collettivo intersezionale femminista Fem.in ritorna sulla vicenda relativa agli insulti pronunciati nei confronti di alcune consigliere comunali:

Nello specifico ci riferiamo agli insulti sessisti pronunciati ai danni di alcune consigliere del Comune di Crotone da parte di un consigliere comunale ed alla pochezza della presidente della Commissione Pari Opportunità che, come appreso dalla stampa, ha teso a minimizzare un attacco sessista, riducendolo ad un piano privato. Ricordiamo che questa giunta fu quella che il 30 novembre approvò una mozione della Lega contro la legge che persegue penalmente chi commette reati di genere (legge Zan), salvo poi provare a fare un’imbarazzante marcia indietro a seguito di una mobilitazione pubblica e rammentiamo anche come nessuna voce di sostegno si sia levata dall’istituzione quando un’attivista facente parte del nostro collettivo venne attaccata ed intimidita in seguito alla segnalazione di un indegno manifesto pubblicitario che oggettivava il corpo femminile nella migliore delle tradizioni maschiliste.

Tutto ciò non ci stupisce, anzi rende necessaria una critica delle istituzioni e di chi ne fa parte, critica che non può prescindere dalla messa in discussione dell’attività della Commissione Pari Opportunità che si sostanzia nel celebrare le varie ricorrenze comandate senza una reale attenzione alle tematiche di genere. Una esistenza formale come formali sono le pratiche istituzionali che non agiscono in alcun modo per migliore le condizioni di vita delle donne, delle persone appartenenti alla comunità LGBTQ, dei/lle migranti e di tutte le persone che soffrono condizioni di marginalizzazione, materiali e non. Una inefficacia strutturale che si concretizza nel nostro territorio in una assenza delle misure minime di welfare pubblico: mancanze sanitarie (a Crotone non è possibile in alcun modo eseguire una interruzione di gravidanza), di supporto al lavoro di cura, per l’inclusione lavorativa femminile e sul piano educativo/scolastico. Sappiamo bene che i diritti ed il miglioramento delle condizioni di vita si conquistano quotidianamente tramite la lotta ed è per questo che riteniamo che una giusta e doverosa attenzione sul linguaggio deve concretizzarsi e materializzarsi in pratiche quotidiane costruendo una nuova umanità per non rimanere retorica strumentale.

 

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