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Crotone Sviluppo, salasso di spese per l’ente, ma è necessario salvare il salvabile

L'analisi del consigliere comunale Pingitore sulla società in house providing.

Riceviamo e Pubblichiamo:

Premesso che, “Crotone Sviluppo” è la compartecipata del comune di Crotone, nacque con la nobile idea di favorire la riconversione industriale a seguito della dismissione dell’industria chimica che operò per diversi decenni nella città pitagorica. In seguito la Provincia di Crotone acquisì un pacchetto azionario della stessa e ne divenne socia, al fine di fornire consulenza, supporto e assistenza tecnica, programmi di sviluppo progettazioni alla Pubblica Amministrazione. Insomma, un’azienda in grado di offrire servizi e promozione, favorendo nello stesso tempo la crescita culturale ed economica del territorio. Negli anni, però, “Crotone Sviluppo”, non diede mai risultati eccellenti, a mio parere, dipese sempre dalle varie amministrazioni che si succedevano, una cattiva amministrazione comunale ripercuoteva nel bilancio dell’azienda in house providing. E’ ovvio che le distanze prese dal sindaco Enzo Voce nei confronti della compartecipata abbiano seri fondamenta, soprattutto dopo la relazione resa nota dall’Assessore Antonio Scandale, nella quale si sono rilevate cifre debitorie da capogiro:
– 240.000,00 di debiti fuori bilancio;
– 250.000,00 euro di TFR non versato.
Inoltre, bisognerebbe appostare fra i costi del prossimo bilancio altri 500.000,00 euro, di cui:
– 300.000,00 per spese del personale;
 -200.000,00 per gli organi statutari.

Pertanto, ritengo che le iniziative intraprese dai consiglieri, Danilo Arcuri e Antonio Megna (link), appartenenti al gruppo “Crotone città di tutti”, siano del tutto infondate nel presentare un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, nel quale richiamano il comune alle responsabilità erariali nella gestione della società, poiché, quest’ultima ha subito il totale disinteresse dall’ente, bloccando difatti l’attività cui il comune avrebbe dovuto garantire.
L’esposto non trova logicità, i colleghi di minoranza omettono le responsabilità passate e per onestà intellettuale non bisognerebbe attribuirle alla giunta Voce insediata da sei mesi mesi, né tantomeno al Commissario Prefettizio, il quale da sempre è risaputo, non si occupa delle strategie politiche. Mi dispiace, ma tutto questo sa proprio di pretestuoso. Detto ciò bisogna vedere cosa farne di “Crotone Sviluppo”. A mio parere, da consigliere comunale, il comune d’ora in poi dovrà contare sui ricavi e soprattutto sui benefici che l’ente possa avere. Puntare l’attenzione verso un’accurata revisione degli sprechi e le inefficienze della municipalizzata, un’azienda non ha diritto a campare se i livelli di spesa diventano insostenibili.  Si potrebbe, tuttavia, cambiare giuridicamente l’azienda, eliminando gli organi amministrativi, che comportano una spesa pari a 200.000,00, e salvaguardare i posti di lavoro, avviare un PROCESSO DI VALORIZZAZIONE e di riconoscimento nei confronti di quei lavoratori che hanno acquisito una professionalità tale da poter captare fondi europei, affrontare le esigenze di sviluppo dell’intera città, fare di Crotone una città moderna ed efficiente, avviare un programma finalizzato alla realizzazione di progetti tendenti alla rigenerazione urbana, turistica e socio-culturale ed energetica, alla bonifica e all’ambiente, in alcune zone totalmente devastate, ai trasporti e a tutte le infrastrutture, al miglioramento dell’agricoltura (rilancio del pecorino crotonese), alla pesca sostenibile e di tutta la comunità costiera.

IGINIO PINGITORE
Consigliere comunale
Stanchi dei soliti Crotone